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Dare valore alle storie di vita: la consulenza autobiografica come pratica di accompagnamento e di cura

Che cos’è la consulenza autobiografica? Quali sono gli obiettivi di questo percorso? Per chi è adatto? Queste le domande a  cui questo articolo della dottoressa Cristina Paruta – che collabora con il Centro Divenire in qualità di Consulente in Scrittura Autobiografica Individuale ed Esperta in Metodologie Biografiche e Autobiografiche – proverà a rispondere.

Dare valore alle storie di vita: la consulenza autobiografica come pratica di accompagnamento e di cura

di Cristina Paruta

 

 

A volte la pagina bianca offre molte possibilità

(Jim Jarmusch)

La consulenza autobiografica è prima di tutto un incontro tra due persone, il consulente e il narratore, colui o colei che desidera raccontare di sé. La relazione si costruisce attraverso un dialogo, fatto di parole e di ricordi reciproci, che poi si trasformano in scrittura. E’ proprio la scrittura l’aspetto peculiare di questo percorso perché è lo strumento principale e l’obiettivo finale del percorso. La scrittura cambia la relazione perché attiva dei processi diversi da quelli prodotti dall’oralità, infonde un ritmo particolare, un rallentamento che induce alla sosta, all’indugio e permette al soggetto di ascoltarsi e di provare a raccontarsi da un nuovo punto di vista.

La consulenza autobiografica è un accompagnamento clinico, nel senso antico ed etimologico del termine1. Indica una postura particolare del consulente, un suo accostarsi, uno stare con la storia dell’altro, con un atteggiamento empatico e non giudicante. E’ questo stare con che definisce l’ approccio fenomenologico e asseconda il desiderio del narratore, affinché egli si senta non solo il protagonista ma anche l’artefice principale del suo percorso. Il consulente ha il compito di guidare l’esplorazione dell’esistenza del narratore, aiutandolo a dare forma alle emozioni che emergono durante la narrazione. In questo modo, ogni singola storia riacquista valore e dignità e al contempo ritrova una matrice comune. Il narratore sarà infatti condotto a scoprire i nuclei tematici ricorrenti, (l’amore, la perdita, il gioco, il lavoro) e a far riaffiorare gli episodi più significativi di ogni esistenza.

L’obiettivo della consulenza autobiografica è quello di condurre il narratore a scrivere di sé, favorendo il passaggio dall’oralità alla scrittura, ossia dal pensiero alla pratica autobiografica. Il percorso, che ha una durata concordata di dieci, quindici incontri, si conclude infatti con la scrittura di un racconto autobiografico che potrà assumere le forme più diverse – memoriale, diario, epistolario, cronaca, romanzo dell’io, romanzo di figure…. – per adattarsi ai desideri dell’autore e del protagonista principale delle vicende narrate.

Tutti possono intraprendere questo percorso, in ogni stagione della vita, ma esso diventa diventa particolarmente efficace nei momenti di fragilità esistenziale. Esso non si occupa di disagio psicologico2 ma può essere un percorso di affiancamento al lavoro psicoterapeutico e diventare uno strumento di aiuto, rielaborando in modo creativo alcuni temi significativi. Può essere una porta di accesso al percorso di cura, perché per costruire il proprio testo è necessario prendere contatto con i propri desideri e fare emergere le latenze. Può essere infine una preziosa conclusione del tragitto terapeutico perché tiene traccia ed evidenzia gli apprendimenti, le svolte e le trasformazioni personali.

In questo approccio la scrittura non è solo uno strumento ma anche una “pratica di cura” perché la narrazione apre sempre nuove possibilità.

Dare valore alle storie di vita significa, di conseguenza, mettere al centro del percorso di cura l’immaginazione, sollecitare la memoria e l’emersione dei ricordi lontani o dimenticati, sostenere la riscoperta dei saperi perduti e fare spazio all’io narratore che ci abita senza dimenticare la dimensione estetica nella nostra esistenza. Ciò che è bello, diceva Platone, è anche buono.

1(Clinico, deriva dal greco Klinikos, che si fa presso il letto del malato)

2(Scrittura clinica – Consulenza autobiografica e fragilità esistenziali, Duccio Demetrio, Raffaello Cortina, 2008)

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LA TRAMA LUCENTE – CHE COS’È LA CREATIVITÀ, PERCHÉ CI APPARTIENE, COME FUNZIONA.


La trama lucente – Che cos’è la creatività, perché ci appartiene, come funziona.
Annamaria Testa
Rizzoli, 2010






CITAZIONE: 

Spiegare la creatività è , prima ancora che impossibile, insensato: come descrivere un odore. Profumo di rose rosse. Di limone fresco. Di borotalco. Di bosco dopo la pioggia. Facili da riconoscere. Impossibili da definire in modo soddisfacente con una stringa di parole… Di fatto una buona parte di ciò che definiamo pensiero creativo si forma oltre i confini della consapevolezza, dove le parole non riescono ad arrivare. E, quando un’intuizione si accende, è così veloce che discorsi, definizioni e spiegazioni non ce la fanno a starle a dietro. 


RILANCI:
Film:
Musica:
Creep, Radiohead, 2009
Letture:
La creatività a più voci di Annamaria Testa, Laterza, 2005 (I Robinson)


GENERE:
Saggistica.

PAROLE CHIAVE:
Creatività. Storie di vita.

TRAMA:
Un notevole saggio divulgativo sulla creatività che ne indaga definizioni, problematiche ed implicazioni nella vita quotidiana. Forse uno degli aspetti più interessanti del testo, oltre all’ottima documentazione, è la messa in relazione della creatività con la vita delle persone che nei secoli ne sono stati l’emblema.

AUTORE:
Copywriter, imprenditrice, giornalista, blogger, consulente, docente universitaria, autrice. La biografia di Annamaria Testa è densa ed interessante. Si occupa di comunicazione e creatività da quando era ancora studente all’università statale di Milano. Dal 2008 cura il sito non profit Nuovo e utile, dedicato a teorie e pratiche della creatività. Dal 2012 scrive per Internazionale web.

BIBLIOGRAFIA:

Un elenco delle sue opere con le recensioni

LINK:
La puntata di RaiStoria a lei dedicata con Emanuela Pirella

Le recensioniapparse su diverse testate raccolte sul blog dell’autrice

La scheda completa del libro sul sito dell’editore:
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