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IL SAPORE DEL MONDO. UN’ANTROPOLOGIA DEI SENSI

Il sapore del mondo. Un’antropologia dei sensi.
David Le Breton

Raffaello Cortina, 2010 (Scienza e Idee)







CITAZIONE:
L’uomo non può esimersi dal fare esperienza del mondo, dall’esserne in continuità attraversato e modificato. il mondo è l’emanazione di un corpo che lo penetra. Tra sensazione delle cose e sensazione di sé si instaura un andirivieni continuo: prima del pensiero vi sono i sensi. Dire con Descartes “Penso dunque sono” significa trascurare l’immersione sensoriale dell’uomo nel mondo. “Sento dunque sono” è un modo diverso per affermare che la condizione umana non è totalmente spirituale, ma anzitutto corporea.
RILANCI:
Film:
Stati di allucinazione, Ken Russel, 1980
Musica:

      Le nuvole, Fabrizio de Andrè, 1990. (Dall’album omonimo)

Letture:

      Alla ricerca del tempo perduto, Marcel Proust, Mondadori, 2006 (I Meridiani)


GENERE:
Saggistica.
PAROLE CHIAVE:
Sensazioni. Corpo. Antropologia

TRAMA:
Un’esplorazione antropologica delle percezioni sensoriali, un saggio corposo e ricchissimo di esempi, riflessioni e citazioni che vanno dall’antropologia alla fisiologia, dalla psicanalisi alla letteratura. Un testo che mette al centro dell’analisi l’uomo e il suo sentire perché i sensi non sono “finestre” sul mondo, “specchi” che registrano le cose in modo indifferente alle culture e alle sensibilità, bensì “filtri” che trattengono nella loro rete soltanto ciò che l’individuo ha imparato a mettervi o ciò che egli cerca, appunto, di identificare mobilitando tutte le proprie risorse. L’antropologia dei sensi implica che ci si abbandoni a questa immersione nel mondo, che si accetti di esserne dentro e non davanti perché l’individuo prende coscienza di sé solo attraverso il sentire e fa esperienza del mondo tramite le risonanze sensoriali che lo attraversano senza sosta.

AUTORE:
David Le Breton, sociologo e antropologo francese e membro dell’Istituto universitario francese, insegna all’Università di Strasburgo ed è uno dei più noti studiosi di antropologia del corpo. In particolare, le sue ricerche si sono concentrate sulle percezioni sensoriali e sulle rappresentazioni e la messa in gioco del corpo nelle condotte a rischio.


BIBLIOGRAFIA:

Le sue altre opere tradotte in italiano nel catalogo on line delle biblioteche della provincia di Bergamo

LINK:
La scheda completa del libro sul sito dell’editore.

Una accurata recensione apparsa su Acta Philosofica, rivista internazionale di filosofia


La presentazione del libro e del suo autore su Cafebabel


L’intervento di Le Breton al Festival della mente di Sarzana nel 2007

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STORIA DI UN CORPO

Storia di un corpo
di Daniel Pennac
Feltrinelli, 2012 (Narratori)








CITAZIONE:
Venerdì 20 novembre 1936 – 13 anni, 1 mese, 1 giorno 
Ci ho riflettuto. Se descrivo esattamente tutto quello che provo, il mio diario sarà un ambasciatore tra la mente e il corpo. Sarà il traduttore delle mie sensazioni. 

Mercoledì 27 marzo 1946 – 22 anni, 3 mesi, 1 giorno
Il sapore ritrovato del caffè dopo tutti questi anni di cicoria! Il caffè nero, forte, amaro. Quella morsa dentro la bocca che, mandata giù la sorsata, induce a un piccolo schiocco di lingua soddisfatto. Quel bruciore sotto lo sterno che sferza e sveglia, che accelera i battiti del cuore e collega i neuroni. Mi sembra che fosse molto più buono prima della guerra. Ma perché oggi dovrebbe essere meno buono? Nostalgia di un prima?

RILANCI
Film:

Caro Diario di Nanni Moretti, 1994
Musica:
Almost Blue di Chet Baker
Letture:
Corpo di Tiziano Scarpa, 2004


GENERE:
Narrativa, Memorie e diari.
PAROLE CHIAVE:
Corpo. Diario. Sensazioni

TRAMA:
Di ritorno dal funerale del padre, Lison riceve un regalo inaspettato: una serie di quaderni che contengono il diario sensoriale di suo padre che racconta la storia del suo corpo, dai dodici anni fino agli ultimi suoi giorni di vita.
Si tratta di un vero e proprio “diario del corpo” in cui sono annotate le sensazioni e le trasformazioni sperimentate attraverso il corpo.


AUTORE:

Daniel Pennac (1944-) passa la sua infanzia in Africa per poi trasferirsi con la famiglia in Francia. Ebbe una difficile vita scolastica e solo verso la fine del liceo riesce a recuperare tutte le sue carenze grazie ad un professore che scopre ilo suo talento per la scrittura e invece dei testi soliti gli fa scrivere un romanzo a puntate. Si laurea in lettere e comincia ad insegnare, investendo grande passione in questa professione e continuando, contemporaneamente a scrivere. Scrive di tutto, racconti per ragazzi, fantascienza e saggi .Nel 1985 scrive Au bonheur des ogres( Il paradiso degli orchi) che lo renderà famoso, inaugurando il ciclo di Malaussène, di professione capro espiatorio, e della sua improbabile famiglia allargata.

BIBLIOGRAFIA:

LINK:
Intervista a Daniel Pennac su Storia di un corpo  
Recensione di Wuz, cultura e spettacolo

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