Taggato: Scrittura

I nomi che diamo alle cose

I nomi che diamo alle cose

Beatrice Masini

Bompiani, 2016 (I Narratori)

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Scorsa la lettera, l’aveva subito ripiegata – strano, come ci spaventino certe chiamate o convocazioni ufficiali o pubbliche, come se avessimo sempre qualche colpa nascosta o da nascondere – per aprirla subito dopo e di nuovo rileggere le curiose righe centrali. Voleva saperne di più . Una delle poche volte in cui ha riconosciuto il momento giusto, la spinta assoluta, lei che di solito le cose le lascia passare con distacco, come tram fuori orario che se hanno voglia ti aspetteranno, e alla fine non sali perché è troppo tardi, o troppo presto. Vero che non poter dire di no, è diverso dal volere dire di sì, ma al momento le era parsa una sfumatura.

Rilanci

Letture – Bambini nel bosco, Fanucci, 2014

Film – La sedia della felicità, Carlo Mazzacurati, 2013, Italia

 

Genere

Narrativa

Parole Chiave

Casa, segreti, dono, memoria, scrittura

Trama

“Spesso quando si desidera distrattamente qualcosa si finisce per ottenerlo senza sapere che farsene. È quello che scopre Anna, quarant’anni, quando Iride Bandini, celebre autrice per ragazzi conosciuta anni prima, le lascia in eredità una piccola casa, la portineria della sua proprietà: un curioso, eccessivo gesto di gratitudine che invita Anna a cambiare vita senza rifletterci troppo. Dalla città alla campagna, passato un primo periodo in solitario nuovi legami s’impongono, si rendono necessari: un capomastro gentile e devoto, l’ex segretaria e il figlio irrequieto della scrittrice, uno sceicco che non è uno sceicco, una coppia di contadini con bambine, tutti sembrano volere qualcosa da Anna, come se la sua presenza in quel luogo non fosse quasi casuale ma richiesta. “ ( tratto da ibs.com)

Autore

Beatrice Masini è nata a Milano, dove vive e lavora. Scrittrice, giornalista editor della narrativa per ragazzi traduttrice – ha tradotto dall’inglese la saga di Harry Potter, pubblicato in Italia da Salani.

Ha scritto moltissimi libri per bambini e ragazzi, dagli album illustrati per i più piccoli a romanzi per adolescenti. Le sue storie sono tradotte in tutto il mondo. Nel 2004 ha vinto il “Premio Pippi”  per Signore e signorine – Corale greca, il “Premio Elsa Morante Ragazzi” per La spada e il cuore – Donne della Bibbia e il “Premio Andersen – Il mondo dell’infanzia” come miglior autore. Nei suoi testi affronta con impegno e passione i più diversi generi letterari e le più diverse tematiche: storie di scuola, conversazioni tra nonni e bambini che appagano il bisogno di evadere con la fantasia, ma soprattutto riesce a rappresentare con straordinaria sensibilità il mondo dei ragazzi di oggi, i loro dubbi ed i conflitti come quello vissuto da Olga.  Per la EL ha dato voce alle eroine della classicità greca, protagoniste di commedie e tragedie e dell’epica omerica come Alcesti, Cassandra, Circe, Penelope Nausica, Medea, e alle donne della Bibbia. Bambini nel bosco, è stato finalista al “Premio Strega” del 2010. Con Tentativi di botanica degli affetti, la Masini ha fatto parte dei finalisti del “Premio Campiello” – edizione 2013.

I nomi che diamo alle cose è il suo ultimo romanzo.

Bibliografia

Tutti i libri della Masini, compresa la sua produzione per ragazzi, sul sito di Rete Bibliotecaria Bergamasca

 

Link

Michela Murgia racconta del libro nella trasmissione “Quante storie”

Una recensione di Ida Bozzi apparsa su Corriere della sera/Cultura

Ancora una recensione sul blog Letteratitudine

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Il museo del mondo

Il museo del mondo

Melania Gaia Mazzucco

Einaudi, 2014 (Frontiere)

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Ne ho scelte cinquantadue – una alla settimana, per un anno…Il desiderio di un’opera è l’unico criterio veramente fondamentale della mia selezione. Non perché abbia mai desiderato possederla o collezionarla…Ma perché ho il desiderio di ascoltarla ancora, consapevole che essa ha tutto da insegnarmi, e non smetterà mai di parlarmi. Ne scrivo appunto per ritrovarla e rivivere l’esperienza di quell’incontro. Se dopo aver letto questi testi, o qualcuno di essi, sentirete anche voi voglia di vedere (o rivedere) questa o quell’opera coi vostri occhi, allora questo museo esisterà davvero e sarà nostro

 

Rilanci

Letture –  La lunga attesa dell’angelo, Melania Gaia Mazzucco, Rizzoli, 2008

Film – Mr. Turner, Mike Leigh, Gran Bretagna, 2014

Musica – Il senso delle cose, Cristina Donà, 2015

Genere

Saggistica, Memorie e diari

 

Parole Chiave

Museo, pittura, scrittura, autobiografia passione, arte,

Trama

“Cinquantadue capolavori per cinquantadue storie. Da Ad Parnassum di Paul Klee a Giove e Io di Correggio, da Black Iris di Georgia O’Keeffe al Cane di Francisco Goya, dalla Lattaia di Vermeer alle Cattive madri di Segantini, e via via attraverso Beato Angelico, Burne-Jones, Bacon, Van Gogh, Caravaggio, e altri. Fino ad arrivare ai piedi della scala, dai gradini luccicanti d’oro, della Presentazione di Maria al Tempio di Tintoretto. Un museo sempre aperto, pronto ad accogliere il lettore e a fargli incontrare quelle opere che diventano presenza, specchio di un pensiero, indelebile emozione, scintilla di significato del mondo” (presentazione tratta dal sito web dell’editore).

 

Autore

Melania G. Mazzucco è laureata in Storia della Letteratura Italiana Moderna e Contemporanea e in Cinema al Centro Sperimentale di Cinematografia, ha scritto per anni soggetti e sceneggiature per il cinema.
Dal 1995 collabora all’Enciclopedia Italiana Treccani, per la quale ha curato il settore letteratura e spettacolo di varie opere dell’Istituto.  Nella narrativa ha esordito nel 1992 con il racconto Seval e altri suoi racconti sono stati pubblicati successivamente da varie testate.  I romanzi Il bacio della Medusa (1996) e La camera di Baltus (1998) sono stati ben accolti dal pubblico e sono stati finalisti al Premio Strega.
Con il terzo romanzo, Lei così amata (2000), la Mazzucco ha vinto il SuperPremio Vittorini, il Premio Bari Costa del Levante, il Premio Chianciano e il Premio Napoli.
Ha scritto inoltre numerose storie per la radio e articoli e recensioni sul teatro. Proprio per il teatro, insieme con Luigi Guarnieri ha scritto, a metà degli anni ’90, “Una pallida felicità – Un anno nella vita di Giovanni Pascoli” vincitore della Medaglia d’oro per la drammaturgia italiana nel 1996.
Nel 2003 con Vita Melania Mazzucco ha vinto il Premio Strega.
Del 2012 è  il suo romanzo sulla guerra in Afghanistan Limbo (Einaudi) e Il bassotto e la regina(Einaudi). Nel 2016 pubblica Io sono con te. Storia di Brigitte (Einaudi), vincitore del premio Libro dell’Anno 2016 di Radio3 Fahrenheit  (Le notizie biografiche sono tratte da wuz.it – il social dei libri)

 

Bibliografia

Tutti i libri di Melania G. Mazzucco si trovano nelle biblioteche e si possono prenotare sul sito della Rete Bibliotecaria bergamasca

 

Link

L’intervista all’autrice che presenta la sua opera sul sito di Rai News 24

Una recensione apparsa sul sito Cultura&Culture

 

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Scrivere 750 parole al giorno può cambiare la vita?

Scrivere 750 parole al giorno può cambiare la vita?

www. rivista Studio. com

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Molti studi dimostrano che tenere un diario fa bene alla salute e migliora le capacità degli individui di affrontare i problemi e le possibilità di individuare delle soluzioni creative.

Lo racconta questo articolo che riporta un post di Quartz sull’utilità delle “Pagine del Mattino”, una sorta di pratica quotidiana consigliata da Julia Cameron in un libro del 1992 di grande successo, The way of the artist .  “L’idea di iniziare questa routine per  Cameron è arrivata quasi per caso, come un modo per «fare qualcosa invece di fissare i propri obiettivi tutto il tempo»” e “le ha permesso di esprimere sé stessa, dalle ansie fino alle preoccupazioni: in questo modo riusciva a sfogarsi. «Quando ci togliamo certi pensieri dalla mente affrontiamo la giornata in modo più chiaro», ha detto paragonando la sua creazione a una forma di meditazione mattutina”-

Per far funzionare le “Pagine del Mattino”  bisogna rispettare però due semplici regole: scrivere al mattino appena svegli e farlo a mano.

Le pagine del mattino sono una sorta di esercizio di  meditazione, sono uno strumento per tutti, accessibile e  a costo zero e sono efficaci! Provare per credere

 

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L’altra figlia

L’altra figlia

Annie Ernaux

L’ Orma, 2016 (Kreuzville Aleph)

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Da bambina credevo sempre di essere il doppio di un’altra, una che viveva altrove. Di non stare nemmeno vivendo per davvero, ma che la mia vita fosse “la scrittura”, la finzione dell’altra. E’ qualcosa da approfondire, questa assenza d’essere, questo essere fittizio. Forse è questo l’oggetto della finta lettera che sto scrivendo – sono vere solo quelle indirizzate ai viventi….La tua esistenza passa solo attraverso l’impronta che hai lasciato sulla mia. Scriverti non è altro che fare il giro della tua assenza. Descrivere l’eredità d’assenza. Sei una forma vuota che è impossibile riempire di scrittura.

E’ forse dallo scrivere che sei rinata, da quello scendere a ogni libro dentro ciò che non conoscevo in anticipo, come qui, ora, dove ho l’impressione di scostare dei veli che si moltiplicano senza sosta lungo un corridoio infinito.

Rilanci

Letture – Il Posto, Annie Ernaux, L’orma, 2014

Film – Cloro di Lamberto Sanfelice, 2015, Italia

Genere

Memorie e diari

Parole Chiave

Autobiografia, Lutto, Segreti, Identità, Scrittura, Madri e figlie

Trama

Durante un’ assolata domenica d’estate, una bambina ascolta per caso la conversazione della madre con una conoscente e scopre che i genitori hanno avuto un’altra figlia, morta a sei anni, due anni prima che lei nascesse. E’ una rivelazione che cambia per sempre la vita di quella bambina, diventa lo spartiacque di un’infanzia e determina il destino di una donna e di una scrittrice. Ad un certo punto della sua vita adulta, l’autrice sente il bisogno di scrivere una lettera a questa sorella mai conosciuta e di provare a sondare con la scrittura la sua eredità d’assenza.

Autore

Annie Ernaux è nata a Lillebonne nel 1940 ed è una delle voci più autorevoli del panorama culturale francese. Studdiata e pubblicata in tutto il mondo, di recente l’editore Gallimard le ha dedicato una mnografia nella prestigiosa collana Quarto. Nei suoi libri ha reivantato i modi e le possibilità dell’autobiografia, trasformando il racconto della propria vita, in acuminato strumento di indagine sociale, politica ed esistenziale

Bibliografia

Tutti i libri di Annie Ernaux dal catalogo on line lafeltrinelli

 

Link

Una recensione dal blog Il mondo di Athena

Un’altra recensione dal sito internet Le parole e le cose – Letteratura e Realtà

L’intervista di Marco Missiroli: La scrittura, il tempo, l’attesa

Se vuoi prenotare una copia del romanzo,puoi farlo dal sito della Rete bibliotecaria Bergamasca:

 

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Camminare – Elogio dei sentieri e della lentezza

Camminare – Elogio dei sentieri e della lentezza

David Le Breton

Lit edizioni, 2015 (Edizioni dei Cammini)

 

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Camminare è inutile come tutte le attività essenziali. Atto superfluo e gratuito, non porta a niente se non a se stessi dopo innumerevoli deviazioni…

Certo una camminata è poca cosa rispetto ad una vita intera e spesso lascia solo una traccia fugace nella memoria. Ma probabilmente è lì la sua forza alimentare il gusto di vivere con una semplicità essenziale. Da lì il desiderio di ripartire ancora, di percorrere nuovi territori o di tornare sulle tracce di vecchi percorsi per ritrovarne ricordi e sensazioni. Ogni destinazione è buona per mettersi ancora in cammino…Come tutti gli uomini. Il camminatore non basta a se stesso, sui sentieri cerca ciò che gli manca, ma ciò che gli è ciò che alimenta il suo fervore. Spera in ogni istante di trovare ciò che tiene viva la sua ricerca. Abbiamo sempre la sensazione che alla fine del cammino ci aspetti qualcosa che era destinato solo a noi, una rivelazione non lontano da lì, a qualche ora di cammino, oltre le colline o la foresta. E l’immagine sfocata del paesaggio alimenta ancora di più al convinzione che un segreto stia per venire alla luce. Prendiamo alcune strade nel desiderio che esse scavino nella memoria un’incisione luminosa. Ogni cammino è custodito innanzitutto dentro di noi , prima che si declini sotto i nostri passi, porta a noi prima di condurre a una destinazione particolare. E a volte apre finalmente la stretta porta che si affaccia sulla felice trasformazione di noi stessi.

Rilanci

Letture: Filosofia del camminare – Esercizi di meditazione mediterranea. Duccio Demetrio, Raffaello Cortina, 2005

FilmIl cammino per Santiago (The Way) di Emilio Estevez, Spagna, Usa, 2010, 2012

Musica: Lost!, ColdPlay

https://www.youtube.com/watch?v=Pkgeai985rA

Genere

Memorie e Diari – Saggistica

Parole Chiave

Cammino, scrittura, ricerca, trasformazione

Trama

“Dieci anni dopo Il mondo a piedi (Feltrinelli 2001), David Le Breton torna sullo stesso tema, “come un camminatore che torna, anni dopo, su un percorso che ha immensamente amato”.
Uomo di grande sensibilità e cultura, illuminato interprete del suo tempo, Le Breton raccoglie in queste pagine schizzi paesaggistici, riflessioni e aneddoti sul camminare e sui camminatori, rievoca tradizioni e personaggi storici, e ci offre un punto di vista inedito e ispirato su un aspetto insolito del viaggio.
Percorrere sentieri e rotte insolite, sondare foreste e montagne, scalare colline solo per il piacere di ridiscenderle, poter contare solo sulle proprie forze fisiche, esposti di continuo agli stimoli del mondo fuori e dentro se stessi: questo è il camminare, un anacronismo in una contemporaneità che privilegia la velocità, il rendimento, l’efficienza. Per Le Breton camminare è un lungo rito d’iniziazione, una scuola universale, una filosofia dell’esistenza che purifica lo spirito e lo riconduce all’umiltà, un atto naturale e trasparente che restaura la dimensione fisica del rapporto con l’ambiente e ricorda il sentimento della nostra esistenza” (presentazione del testo dal sito dell’editore )

Autore

David Le Breton è un antropologo e un sociologo francese. Insegna sociologia all’università di Strasburgo. Si occupa in particolare di antropologia del corpo, cui ha dedicato numerosi saggi, tra cui  Il sapore del mondoUn’antropologia dei sensi, La pelle e la traccia- Le ferite del sé, Esperienza del dolore fra distruzione e rinascita, Sul camminare ha scritto dieci anni fa Il mondo a piedi – Elogio della marcia

Bibliografia

Tutti i libri di Le Breton che si possono consultare o richiedere in prestito nelle biblioteche, sul sito della Rete Bibliotecaria bergamasca

Link

La scheda del libro sul sito web dell’editore,disponibile anche in e-book

Una recensione apparsa sul blog “La compagnia dei cammini”

 

Altro

Mi ricordo

Mi ricordo

Matteo B. Bianchi

Fernandel, 2004

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Mi ricordo come la lettura dei ricordi di Perec suscitasse quasi automaticamente una cascata di ricordi in me. A volte bastava un nome, una citazione, un modo di dire e subito mi trovavo a zampillare memorie personali. Era i processo del ricordo stesso ad essere stimolato, perché molto spesso i riferimenti dell’autore erano lontanissimi, per collocazione storica, geografica o generazionale, da me. Queste differenze tuttavia non intaccavano l’alchimia: bastava che lui citasse marche di caramelle sconosciute che subito a me tornavano alla mente le marche di quelle che mangiavo io da bambino. E quando, di tanto in tanto, mi capitava di condividere proprio il medesimo ricordo, il senso di identificazione che scattava era eccezionale.

Rilanci

Letture – Mi ricordo – Je me souviens, George Perec, Bollati & Boringhieri

Mi ricordo – I remember, Joe Brainard ????

Film – Amarcord, Federico Fellini, Italia, 1973

 

Genere

Memorie e Diari

Parole Chiave

Ricordi, memoria, scrittura

 

Trama

Mi ricordo è un repertorio di ricordi individuali, un elenco per frammenti strettamente autobiografico. Quello che avviene leggendolo è una specie di rezazione chiamica, i ricodi dell’autore si collegano ai nostri, in alcuni ci ritroviamo, altri fungono da catalizzatore e ne fanno emergere di nostri.

Autore

Matteo B. Bianchi ha pubblicato i romanzi, “Generations of love” (1999), “Fermati tanto così” (2002) ed “Esperimenti di felicità provvisoria” (2006), tutti per Baldini Castoldi Dalai editore. Ha pubblicato inoltre il memoriale “Mi ricordo” (2004) per Fernandel e la favola “Tu Cher dalle stelle” (2006) per Playground. Per sette anni è stato autore del programma quotidiano “Dispenser” di Radio Due RAI. Attualmente è uno degli autori dello show televisivo “Very Victoria”, in onda su MTV. Insieme al regista Max Croci ha realizzato sei cortometraggi: “Volevo sapere sull’amore”, “Cheesecake”, “Golden Hays”, “Babbo a spillo”, “Vedo cose” e “Castigo divino” (gli ultimi cinque prodotti da Sky Cinema). Scrive su “Linus”, “Rolling Stone” e “D di Repubblica” e dirige on-line la sua personale rivista di narrativa ” ‘tina “. (La biografia è stata ricavata dal sito dell’autore)

Bibliografia

Le opere di Matteo B. Bianchi sul sito di e-commerce ibs.it

Link

Se vuoi prenotare una copia del testo, puoi farlo sul sito della Rete bibliotecaria Bergamasca:

La presentazione del libro sul sito dell’editore

Il sito personale dell’autore

E il suo blog

 

Altro

Era una notte buia e tempestosa

Era una notte buia e tempestosa. Piccoli esercizi di scrittura creativa

Davide Giansoldati – Ivan Ottaviani

Editrice bibliografica, 2015 (I libri di wuz)

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Era una notte buia e tempestosa è l’incipit per antonomasia che tutti conoscono e associano alle imprese letterarie di Snoopy, che nel corso degli anni è diventato l’icona dell’autore esordiente…

Era una notte buia e tempestosa è uno dei simboli delle scuole di scrittura creativa e anche noi lo abbiamo utilizzato all’interno dei nostri incontri di Writers and Readers. E ci sembrava giusto intitolare così questo libro, come tributo a questo incipit leggendario… Seguendo il nostro stile questo non è solo un libro da leggere, è anche da scrivere, da rileggere, da riprendere a distanza di tempo per trovare nuovi stimoli e idee per raccontare storie.. Se la paura del foglio bianco può sembrare simile al tormento di una notte buia e tempestosa, con questo libro, vogliamo cercare di portare il sereno nel cielo della scrittura che, prima di tutto, è un gioco, una sfida creativa, è il risultato di tante lampadine che si accendono per una nuova idea.

Rilanci

Film Julie e Julia di Nora Ephron, Stati Uniti, 2009

LetturePubblicare un libro, Maria Grazia Cocchetti, Editrice bibliografica, 2015 (I libri di Wuz)

Genere

Saggistica

Parole Chiave

Scrittura, Incipit, Manuali

Trama

Dall’incipit più famoso della letteratura (nonostante l’autore sia un cane bracchetto), un agile manuale di scrittura creativa, a cura degli stessi autori di Scrivilo!.

Attraverso nove capitoli, il lettore è guidato in un percorso che parte dalle “componenti fondative” della narrazione come la descrizione dei luoghi, dei personaggi, degli oggetti. Come gestire poi i dialoghi al meglio? Come non perdere di vista l’azione? Come riuscire a trovare la propria “voce”?

Stimolante e denso di spunti eterodossi (avreste mai pensato di scrivere un dialogo tra un Comic Sans e un Times New Roman?), un piccolo scrigno di esercizi pratici da tenere sempre accanto alla tastiera per vincere timidezze e il timore del foglio bianco. (Dalla presentazione editoriale del sito Editrice Bibliografica )

Autori

Davide Giansoldati e Ivan Ottaiani sono formatori e autori di diversi manuali di scrittura. Hanno ideato il metodo “Writers and Readers” per migliorare la propria scrittura basato su quattro pilastri importanti: scrivere,leggere, ascoltare e valutare. È il frutto di sei anni di corsi di formazione, progetti, esperimenti e feedback che hanno portato alla creazione di un manuale a questo dedicato, Scrivilo!

Bibliografia

I libri di Davide Giansoldati e Ivan Ottaviani

http://www.editricebibliografica.it/cerca.php?s=giansoldati

Link

La scheda del libro sul sito web dell’editore, disponibile anche in e-book

La recensione della pubblicazione apparsa su aphorism

 

 

 

Altro

A pesca nelle pozze più profonde

A pesca nelle pozze più profonde

Paolo Cognetti

Minimum Fax, 2014 (Nichel, 66)

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A un certo punto del mio apprendistato mi in testa che, se volevo diventare un bravo scrittore di racconti, dovevo imparare a pescare. Non solo perché tutti i miei scrittori preferiti erano pescatori, né per la misteriosa attrazione della letteratura americana verso balene, pescispada, trote e salmoni, ma perché in quel periodo immaginavo la scrittura come una sorta di monachesimo, e ogni monaco che si rispetti ha una pratica di meditazione, dunque la pesca sarebbe stato il mio yoga, la mia danza vorticosa, il mio tiro con l’arco, la mia preghiera.

Il valore metaforico era fuori discussione. Che cosa si fa, mi dicevo, quando si va a pescare? Si sta da soli in riva all’acqua, che è la vita, cercando di catturare i pesci che ci nuotano dentro che sono le storie. Da fuori l’acqua nasconde i suoi segreti, ma un bravo pescatore è in grado di capire la profondità dal poco che si vede in superficie, di pazientare mentre tutto sembra immobile e di tenersi pronto.

Rilanci

Film – Moby dick – La balena bianca, John Huston, USA,1956

Letture – Addio Hemingway, Leonardo Padura Fuentes, Il saggiatore, 2015 (tascabili)

Genere

Saggistica

Parole chiave

Scrittura, pesca, ricerca

Trama

Il libro racchiude l’educazione letteraria e sentimentale di Paolo Cognetti, un promettente scrittore italiano di racconti. Utilizzando la metafora della pesca e del pescatore, l’autore si interroga su cosa ci sia dietro il lavoro quotidiano sulla pagina e quale sia il prezzo da pagare per riuscire a racchiudere il mondo in venti cartelle. Da Raymond Carver a Ernest Hemingway, da J.D. Salinger a Alice Munro, da John Cheever a Flannery O’Connor, Cognetti, Cognetti ci conduce nelle vite interiori e nelle botteghe di questi autori, che sono i suoi maestri. Un libro sull’arte di raccontare storie.

Autore

Paolo Cognetti è stato ospite del Festival Presente Prossimo nelle scorse settimane. Le notizie biografiche sono tratte dal sito del Festival:

Paolo Cognetti (Milano, 1978). Ha sempre avuto una predilezione per il racconto breve americano, che da Hawthorne e Poe arriva fino ad Alice Munro, passando per Hemingway, Salinger e Carver. Come narratore è stato naturale scegliere la stessa forma: ha pubblicato finora tre raccolte di racconti – Manuale per ragazze di successo (2004), Una cosa piccola che sta per esplodere (2007), Sofia si veste sempre di nero (2012) – tutte uscite per Minimum fax. La passione per l’America l’ha portato a realizzare documentari su New York (Scrivere New York del 2004, ritratti di scrittori newyorkesi) e due libri di viaggio: New York è una finestra senza tende(Laterza 2010) e Tutte le mie preghiere guardano verso ovest (Edt 2014). La sua altra passione, quella per la montagna, l’ha spinto a vivere diversi mesi l’anno in Val d’Aosta. Su un’esperienza di eremitaggio in baita ha scritto Il ragazzo selvatico (Terre di mezzo 2013). Il suo ultimo lavoro è una raccolta di meditazioni sull’arte di leggere e scrivere racconti, A pesca nelle pozze più profonde (Minimum fax 2014).

 I suoi film preferiti

– In mezzo scorre il fiume di Robert Redford
– I segreti di Brokeback Mountain di Ang Lee
– Into the Wild di Sean Penn

Bibliografia

Tutti i libri dell’autore sul sito di Minimum Fax

Link

La scheda del libro sul sito web dell’editore

Nella sezione del sito di Minimum Fax dedicata al libro si trovano raccolte recensioni, interviste all’autore e un video in cui Cognetti parla di come si scrive un racconto

L’autore parla del suo libro nel suo blog

Altro

Amleto, Alice e La Traviata

Amleto, Alice e La Traviata

Lella Costa – Prefazione di Michele Serra

Feltrinelli, 2008 (Universale Economica Feltrinelli, n 2067)

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Che poi, Amleto è matto o fa finta?

La sua celeberrima pazzia è autentica o è una messa in scena?

Chi lo sa…Questo è forse il più affascinante tra i tanti interrogativi insoluti che Skakespeare ci ha lasciato – complice ancora una volta la lingua, la sua

In inglese c’è una sola parola per dire tutto questo: fool

Fool vuol dire tutto. Vuol dire matto, pazzo, sciocco, stolto, idiota, stupido, però vuole anche dire buffone. Il fool è proprio il giullare, il buffone di corte.

E allora?

Chi è, che cosa è Amleto – è matto?

RILANCI

FilmHamlet,  regia e adattamento di Kennet Branagh, 1996

La Traviata, regia e adattamento di Franco Zeffirelli, 1983

Alice in wonderland, Tim Burton, 2010

 

Letture – Amleto, Einaudi, 2005 (Con testo a fronte)

Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie, Einaudi, 2006

La Traviata, Giuseppe Verdi. Libretto d’opera

 

Musica –  Amami Alfredo, tratta da La traviata di Giuseppe Verdi

 

GENERE

Narrativa

 

PAROLE CHIAVE

Teatro, Identità, Amore, Scrittura, Perdita.

 

TRAMA

“L’Amleto o la Traviata o l’Alice di Lella Costa sono inconfondibilmente spettacoli di Lella Costa, scritti per la sua voce e la sua figura agile e vibrante. Di shakespeariano e verdiano e lewiscarrollesco hanno però l’atmosfera, la grana culturale, la sostanza del racconto, in un continuo entrarci dentro e uscirne un istante dopo per aggiungere qualcosa di apparentabile, politica e televisione, sogni e delusioni, intuizioni e confusione…” (dalla prefazione di Michele Serra)

 

AUTORE

Dopo il liceo classico Carducci di Milano, frequenta la facoltà di Lettere e supera tutti gli esami, senza però laurearsi. Si diploma all’Accademia dei Filodrammatici ed esordisce, dopo esperienze di traduttrice, nel 1980 nel suo primo monologo. Attrice, doppiatrice, ha al suo attivo trasmissioni radiofoniche e televisive particolarmente innovative, autrice di monologhi da lei portati con successo in teatro. Ha anche partecipato ad alcune esperienze cinematograifhce interessanti (si ricordi Ladri di saponette di Maurizio Nichetti). Molto attiva nel mondo dell’associazionismo, promuove da anni l’attività di Emergency, ha dato la sua voce per lo spot di Peacereporter e si è sempre distinta nelle battaglie a difesa dei diritti civili.

(A cura di Wuz.it)

 

BIBLIOGRAFIA

Tutti i libri di Lella Costa su ibs.com

 

LINK

La presentazione del libro da parte dell’autrice

La scheda del libro sul sito dell’editore

Una presentazione pubblicata sulle pagine del Salone del libro di Torino

 

 

 

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Storia della bambina perduta

Storia della bambina perduta

Elena Ferrante

E/O, 2014  (Dal mondo)

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Quando mi ritirai nella mia stanza stentai ad addormentarmi. Qual era il male delle mie figlie, qual era il bene? E il mio male, il mio bene in cosa consistevano, e combaciavano o divergevano dal loro male e dal loro bene. Quella notte Nino finì sullo sfondo, riemerse Lila. Lila soltanto, senza il sostegno di mia madre. Sentii il bisogno di litigarci, di gridarle: non criticarmi soltanto, prenditi la responsabilità di suggerirmi che cosa devo fare

 

RILANCI

Film – I giorni dell’abbandono di Roberto Faenza, 2005

Letture – Gli altri libri della quadrilogia: L’amica geniale, Storia del nuovo cognome, La storia di chi fugge e di chi resta, Elena Ferrante. Tutti i libri sono pubblicati da E/O

Musica –  Arrivederci amore ciao, di Paolo Conte, Michele Virano, Vito Pallavicini, interpretata da Franco Battiato

GENERE

Narrativa

 

PAROLE CHIAVE

Amicizia, Amore, Scrittura, Perdita

 

TRAMA

La storia della bambina perduta è l’ultimo volume di una quadrilogia che l’autrice dedica alle vicende di Elena, Lénu, e Raffaella, Lila. Elena ritorna a Napoli con le sue figlie per seguire l’uomo di cui è innamorata fin dall’infanzia. Questa circostanza permette alle due donne di ritrovarsi e di intrecciare ancora le loro vicende personali e quelle del rione in cui sono nate.

La narrazione prende avvio da un mistero, Raffaella, Lila per la protagonista è scomparsa, sembra essersi volatilizzata, Elena comincia allora a raccontare – in prima persona- la loro storia, seguendo le due protagoniste bambine, e poi adolescenti, tra le quinte di un rione miserabile della periferia napoletana, tra una folla di personaggi minori eppure necessari al dipanarsi delle vicende. Uno dei temi fondamentali del romanzo è la natura complessa dell’amicizia tra le due bambine, poi ragazzine, e infine donne,  che segna ineludibilmente la loro crescita individuale, il modo di influenzarsi reciprocamente, i buoni e i cattivi sentimenti che nutrono nei decenni un rapporto vero, robusto.  E’ una storia di drammi e tragedie,  ma anche di riscatto in cui le due protagoniste incarnano un’energia femminile potente che non si rassegna al destino ma continua a cercare un nuovo posto nel mondo.

Narra anche gli effetti dei cambiamenti che investono il rione, Napoli, l’Italia, in più di un cinquantennio, trasformando loro malgrado le amiche e il loro legame,con l’andamento delle grandi narrazioni popolari, dense e insieme veloci. Una lettura appassionante che non si vorrebbe lasciare mai, non solo per la complessità dell’intreccio ma anche per la profondità e la potenza di voce narrativa dell’autrice.

 

AUTORE:

Elena Ferrante è lo pseudonimo di una scrittrice o scrittore (c’è infatti chi crede che dietro la sua penna possa nascondersi addirittura un uomo, tra i nomi papabili emergono quelli di  Domenico Starnone e Goffredo Fofi, ma molti hanno pensato che fosse la moglie di Domenico Starnone, Anita Raja, traduttrice e redattrice presso la casa editrice E/O) di cui si ignora la vera identità. Di lei si sa solo che sarebbe nata a Napoli, città che avrebbe abbandonato presto per vivere all’estero.

Dal suo primo romanzo, L’amore molesto, edito nel 1992, vincitore di diversi premi, è stato tratto l’omonimo e notevole film di Mario Martone

Dal romanzo successivo, I giorni dell’abbandono, edito nel 2002 e finalista al Premio Viareggio, è stata realizzata la  pellicola di Roberto Faenza

Nel volume La frantumaglia, edito nel  2003 racconta invece la sua esperienza di scrittrice.

Nel 2011 è stato pubblicato il primo volume del ciclo L’amica geniale, seguito nel 2012 dal secondo volume, Storia del nuovo cognome e nel 2013 dal terzo, Storia di chi fugge e di chi resta.

Senza aver mai svelato la propria identità, Elena Ferrante è una scrittrice apprezzata non solo in Italia, ma anche all’estero – in particolare in America – dove ha raccolto critiche più che positive da giornali prestigiosi, tra i quali anche il New Yorker

Ferrante è fermamente convinta che i suoi libri non necessitino di una sua foto in copertina né di presentazioni promozionali: devono essere percepiti come “organismi autosufficienti”, a cui la presenza dell’autrice non potrebbe aggiungere nulla di decisivo.

BIBLIOGRAFIA

Tutti i titoli di sono pubblicati dalle edizioni E/O

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La scheda del libro sul sito dell’editore

Una recensione di Viviana Scarinci apparsa sul blog doppio zero.com

Una recensione di Marina Terragni apparsa sul blog di iodonna.it

Notizie sull’autrice e sulla sua scelta di rimanere anonima

La scheda precedente apparsa su questo blog

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