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Euforia

Euforia

Lily King

Adelphi, 2016 (Fabula)

euforia

 

Voglio troppo, sono sempre stata così. E intanto provo una disperazione più grande, come se Helen e io fossimo i contenitori della disperazione di tutte le donne e anche di molti uomini. Chi siamo, dove stiamo andando? Perché con tutto il nostro “progresso” siamo così limitati nella comprensione, nell’empatia, nella capacità di darci reciprocamente la vera libertà? Perché con la nostra enfasi sull’individualismo, siamo lo stesso tanto accecati dal bisogno di uniformarci?..Nel mio lavoro credo di cercare soprattutto la libertà, in questi posti lontanissimi cerco un popolo in cui le persone si diano lo spazio per essere come hanno bisogno di essere

 

Rilanci

LettureL’inverno delle more, la parabola della mia vita, Margaret Mead, A. Mondadori, 1977

FilmLa vita e l’opera di Margaret Mead in questo film documentario di Rai Storia

 

Genere

Narrativa

 

Parole Chiave

Antropologia, Ricerca, Amore, Avventura, Margaret Mead, Gregory Bateson , Leo Fortune

 

 

Trama

I protagonisti di questo libro sono, con nomi diversi, tre personaggi fuori scala dell’antropologia novecentesca: Margaret Mead, Reo Fortune e Gregory Bateson. La scenografia sono le misere capanne dei tre sulle sponde del fiume Sepik, a Papua, quel mondo separato di acque rosa e cieli verdi che ancora oggi non compare sui nostri gps, e che negli anni Trenta era, molto semplicemente, l’Ignoto. L’azione coincide col lavoro sul campo del trio, in ciò che aveva di lievemente comico (la corsa ad accaparrarsi la tribù più esotica, o più interessante da studiare) e in ciò che conteneva, invece, di esaltante (la nascita, dal vivo, di molte delle idee che continuiamo a usare, nel tentativo di conoscere ciò che è altro da noi). E la corrente sotterranea che a poco a poco innalza la temperatura di quella prossimità concitata e febbrile è, come in fondo non si poteva prevedere, una grande e lacerante passione amorosa. (Dal rivolto ci copertina riportato sul sito dell‘editore Adelphi).

 

Autore

Lily King è una scrittrice e una docente americana, originaria del Massachusetts, si è laureata in letteratura inglese e po ha insegnato letteratura inglese e scrittura creativa in molte università. Il suo primo romanzo, The Pleasing Hour (1999), ha vinto diversi premi ed stato considerato dal New York Times un “Notable Book”. La stessa cosa accade con gli altri suoi romanzi, The English Teacher, e Father of the Rain anche questi non tradotti in italiano. Euforia è il suo quarto romanzo ed ha vinto New England Book Award for Fiction nel 2014 ed è entrato nella top ten dil The New York Times Book Review’s del 2014.

 

Bibliografia

Euphoria è l’unico libro di Lily King tradotto in italiano.

 

Link

La scheda del libro sulla pagina delle edizioni Adelphi

Una recensione sul sito di Rivista Studio a cura di Davide Coppo

Un’ altra recensione di Simonetta Fiori apparsa sul sito LaRepubblica.it

Se vuoi prenotare una copia del romanzo, puoi farlo dal sito della Rete bibliotecaria Bergamasca:

Anche in formato e-book:

 

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Camminare – Elogio dei sentieri e della lentezza

Camminare – Elogio dei sentieri e della lentezza

David Le Breton

Lit edizioni, 2015 (Edizioni dei Cammini)

 

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Camminare è inutile come tutte le attività essenziali. Atto superfluo e gratuito, non porta a niente se non a se stessi dopo innumerevoli deviazioni…

Certo una camminata è poca cosa rispetto ad una vita intera e spesso lascia solo una traccia fugace nella memoria. Ma probabilmente è lì la sua forza alimentare il gusto di vivere con una semplicità essenziale. Da lì il desiderio di ripartire ancora, di percorrere nuovi territori o di tornare sulle tracce di vecchi percorsi per ritrovarne ricordi e sensazioni. Ogni destinazione è buona per mettersi ancora in cammino…Come tutti gli uomini. Il camminatore non basta a se stesso, sui sentieri cerca ciò che gli manca, ma ciò che gli è ciò che alimenta il suo fervore. Spera in ogni istante di trovare ciò che tiene viva la sua ricerca. Abbiamo sempre la sensazione che alla fine del cammino ci aspetti qualcosa che era destinato solo a noi, una rivelazione non lontano da lì, a qualche ora di cammino, oltre le colline o la foresta. E l’immagine sfocata del paesaggio alimenta ancora di più al convinzione che un segreto stia per venire alla luce. Prendiamo alcune strade nel desiderio che esse scavino nella memoria un’incisione luminosa. Ogni cammino è custodito innanzitutto dentro di noi , prima che si declini sotto i nostri passi, porta a noi prima di condurre a una destinazione particolare. E a volte apre finalmente la stretta porta che si affaccia sulla felice trasformazione di noi stessi.

Rilanci

Letture: Filosofia del camminare – Esercizi di meditazione mediterranea. Duccio Demetrio, Raffaello Cortina, 2005

FilmIl cammino per Santiago (The Way) di Emilio Estevez, Spagna, Usa, 2010, 2012

Musica: Lost!, ColdPlay

https://www.youtube.com/watch?v=Pkgeai985rA

Genere

Memorie e Diari – Saggistica

Parole Chiave

Cammino, scrittura, ricerca, trasformazione

Trama

“Dieci anni dopo Il mondo a piedi (Feltrinelli 2001), David Le Breton torna sullo stesso tema, “come un camminatore che torna, anni dopo, su un percorso che ha immensamente amato”.
Uomo di grande sensibilità e cultura, illuminato interprete del suo tempo, Le Breton raccoglie in queste pagine schizzi paesaggistici, riflessioni e aneddoti sul camminare e sui camminatori, rievoca tradizioni e personaggi storici, e ci offre un punto di vista inedito e ispirato su un aspetto insolito del viaggio.
Percorrere sentieri e rotte insolite, sondare foreste e montagne, scalare colline solo per il piacere di ridiscenderle, poter contare solo sulle proprie forze fisiche, esposti di continuo agli stimoli del mondo fuori e dentro se stessi: questo è il camminare, un anacronismo in una contemporaneità che privilegia la velocità, il rendimento, l’efficienza. Per Le Breton camminare è un lungo rito d’iniziazione, una scuola universale, una filosofia dell’esistenza che purifica lo spirito e lo riconduce all’umiltà, un atto naturale e trasparente che restaura la dimensione fisica del rapporto con l’ambiente e ricorda il sentimento della nostra esistenza” (presentazione del testo dal sito dell’editore )

Autore

David Le Breton è un antropologo e un sociologo francese. Insegna sociologia all’università di Strasburgo. Si occupa in particolare di antropologia del corpo, cui ha dedicato numerosi saggi, tra cui  Il sapore del mondoUn’antropologia dei sensi, La pelle e la traccia- Le ferite del sé, Esperienza del dolore fra distruzione e rinascita, Sul camminare ha scritto dieci anni fa Il mondo a piedi – Elogio della marcia

Bibliografia

Tutti i libri di Le Breton che si possono consultare o richiedere in prestito nelle biblioteche, sul sito della Rete Bibliotecaria bergamasca

Link

La scheda del libro sul sito web dell’editore,disponibile anche in e-book

Una recensione apparsa sul blog “La compagnia dei cammini”

 

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Prendere il volo

Prendere il volo

Adrien Bosc

 Ugo Guanda Editore, 2015 (Narratori della Fenice)

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Ultimo giorno nell’arcipelago, vado a vedere le balene al di là delle montagne inclinate dove belano le pecore dei contadini dell’isola. A Lajes do Pico, dove i capitani Achab dalle reti sottili, gli emigrati incagliati sui moli dell’oceano, gli agricoltori che hanno scambiato i forconi con arpioni di fortuna sono stati rimpiazzati da navette che, a orari fissi, solcano le acque territoriali di Pico al servizio di tour operator che promettono l’avvistamento di cetacei. Al largo, lontano dalle coste, la pelle blu argentea di una balena, striata di linee chiare, affiora dall’acqua portando con sé canti di ultrasuoni. Vorrei parlarvi di Antonio Tabucchi e di Donna di Porto Pim , raccolta di storie delle Azzorre. Nel prologo il romanziere avverte che i racconti di naufraghi e baleniere sono  simboli dell’ infinito e dell’assoluto. Sul pontile il cuore stretto dalla solitudine e dall’assenza, penso allo schianto, a quell’aereo e ai suoi passeggeri come a immagini mosse dal caso e dalle coincidenze.

Ogni storia è un pretesto. Negli ultimi due anni ho creduto troppo ai segni, alla buona stella, mi sono perso, soltanto il racconto  nei queste vite chiuse dal destino nella carlinga di un Constellation poteva rispondere alle mie domande.

Rilanci

Film – Casablanca, Michael Curtiz, Usa, 1942

Letture – Antologia di Spoon River, Edgar Lee Masters, Rizzoli, Biblioteca Universale Rizzoli, 2014  – Libro in formato digitale)

Donna di Porto Pim, Antonio Tabucchi, Sellerio, 2013

Musica – La belle Historire d’amour, Edith Piaf, 1959

Genere

Romanzo

Parole chiave

Memoria, coincidenze, ricerca

Trama

“È la notte tra il 27 e il 28 ottobre 1949. Un aereo Constellation, modello di punta dell’Air France lanciato dall’eccentrico imprenditore Howard Hughes, decolla dall’aeroporto di Orly, diretto a New York. Non arriverà mai a destinazione. Durante la discesa per fare rifornimento, l’aereo precipita sul monte Redondo, in un’isola delle Azzorre. Nessuno dei trentasette passeggeri e degli undici membri dell’equipaggio sopravvive allo schianto. Adrien Bosc prende avvio da un fatto reale per raccontare quelle vite spezzate a partire da ciò che le unisce: la morte nello stesso istante, per una inesorabile concatenazione di piccoli eventi. Una scelta di prospettiva sorprendente, a dimostrazione che “il destino è sempre una questione di punti di vista”. Ciascuna di quelle vite è un romanzo: ci sono i ricchi e gli umili, i famosi e gli sconosciuti. C’è il pugile Marcel Cerdan, che andava a New York per strappare il titolo di campione del mondo dei pesi medi a Jake LaMotta, il Toro del Bronx. Ad attenderlo Édith Piaf, impaziente di stringere tra le braccia il suo amante: non si sarebbero più rivisti. Tra le altre vittime, un industriale cubano, un commerciante messicano, un autista iracheno, cinque pastori baschi in cerca di fortuna, un’operaia alsaziana che incredibilmente aveva ereditato un’azienda negli Stati Uniti… e una star come la violinista Ginette Neveu, pronta a conquistare la Carnegie Hall. Sono quarantotto naufraghi del cielo di cui viene ricostruito e rivissuto l’ultimo volo, ma anche “quarantotto frammenti di storie che formano un mondo”, destini rievocati come in una moderna Spoon River, con sommesso rammarico e sincera, sobria pietà umana, da un giovane scrittore di grande talento” (Abstract tratto da Rete Bibliotecaria Bergamasca.

Autore

Adrien Bosc è nato ad Avignone nel 1986. Ha fondato la casa editrice Sous Sol, che pubblica le riviste Feuilleton e Desports. Questo è il suo primo romanzo. Ha ottenuto numerosi riconoscimenti: è stato finalista al Goncourt des Lycéens e al Prix Interallié, e ha vinto il Grand Prix du Roman de l’Académie française.

Bibliografia

Questo è il suo primo e unico romanzo.

Link

Una recensione dal blog doppiozero

La presentazione del libro dal portale web de’ Il fatto Quotidiano

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A pesca nelle pozze più profonde

A pesca nelle pozze più profonde

Paolo Cognetti

Minimum Fax, 2014 (Nichel, 66)

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A un certo punto del mio apprendistato mi in testa che, se volevo diventare un bravo scrittore di racconti, dovevo imparare a pescare. Non solo perché tutti i miei scrittori preferiti erano pescatori, né per la misteriosa attrazione della letteratura americana verso balene, pescispada, trote e salmoni, ma perché in quel periodo immaginavo la scrittura come una sorta di monachesimo, e ogni monaco che si rispetti ha una pratica di meditazione, dunque la pesca sarebbe stato il mio yoga, la mia danza vorticosa, il mio tiro con l’arco, la mia preghiera.

Il valore metaforico era fuori discussione. Che cosa si fa, mi dicevo, quando si va a pescare? Si sta da soli in riva all’acqua, che è la vita, cercando di catturare i pesci che ci nuotano dentro che sono le storie. Da fuori l’acqua nasconde i suoi segreti, ma un bravo pescatore è in grado di capire la profondità dal poco che si vede in superficie, di pazientare mentre tutto sembra immobile e di tenersi pronto.

Rilanci

Film – Moby dick – La balena bianca, John Huston, USA,1956

Letture – Addio Hemingway, Leonardo Padura Fuentes, Il saggiatore, 2015 (tascabili)

Genere

Saggistica

Parole chiave

Scrittura, pesca, ricerca

Trama

Il libro racchiude l’educazione letteraria e sentimentale di Paolo Cognetti, un promettente scrittore italiano di racconti. Utilizzando la metafora della pesca e del pescatore, l’autore si interroga su cosa ci sia dietro il lavoro quotidiano sulla pagina e quale sia il prezzo da pagare per riuscire a racchiudere il mondo in venti cartelle. Da Raymond Carver a Ernest Hemingway, da J.D. Salinger a Alice Munro, da John Cheever a Flannery O’Connor, Cognetti, Cognetti ci conduce nelle vite interiori e nelle botteghe di questi autori, che sono i suoi maestri. Un libro sull’arte di raccontare storie.

Autore

Paolo Cognetti è stato ospite del Festival Presente Prossimo nelle scorse settimane. Le notizie biografiche sono tratte dal sito del Festival:

Paolo Cognetti (Milano, 1978). Ha sempre avuto una predilezione per il racconto breve americano, che da Hawthorne e Poe arriva fino ad Alice Munro, passando per Hemingway, Salinger e Carver. Come narratore è stato naturale scegliere la stessa forma: ha pubblicato finora tre raccolte di racconti – Manuale per ragazze di successo (2004), Una cosa piccola che sta per esplodere (2007), Sofia si veste sempre di nero (2012) – tutte uscite per Minimum fax. La passione per l’America l’ha portato a realizzare documentari su New York (Scrivere New York del 2004, ritratti di scrittori newyorkesi) e due libri di viaggio: New York è una finestra senza tende(Laterza 2010) e Tutte le mie preghiere guardano verso ovest (Edt 2014). La sua altra passione, quella per la montagna, l’ha spinto a vivere diversi mesi l’anno in Val d’Aosta. Su un’esperienza di eremitaggio in baita ha scritto Il ragazzo selvatico (Terre di mezzo 2013). Il suo ultimo lavoro è una raccolta di meditazioni sull’arte di leggere e scrivere racconti, A pesca nelle pozze più profonde (Minimum fax 2014).

 I suoi film preferiti

– In mezzo scorre il fiume di Robert Redford
– I segreti di Brokeback Mountain di Ang Lee
– Into the Wild di Sean Penn

Bibliografia

Tutti i libri dell’autore sul sito di Minimum Fax

Link

La scheda del libro sul sito web dell’editore

Nella sezione del sito di Minimum Fax dedicata al libro si trovano raccolte recensioni, interviste all’autore e un video in cui Cognetti parla di come si scrive un racconto

L’autore parla del suo libro nel suo blog

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Una vita tutta per sé

Una vita tutta per sé. Il percorso di una trasformazione con accessibili pratiche quotidiane.

Marion Milner

Introduzione di Rachel Bowlby

Moretti & Vitali, 2013 (Pensiero e pratiche di trasformazione)

 

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una-vita-tutta-per-sé

 

A forza di cercare di definire la meta della mia vita, mi era sorto il dubbio che la vita fosse dopo tutto una cosa troppo complessa per essere costretta nei limiti di un unico scopo, avrebbe traboccato da tutte le parti o se la costrizione era troppo forte, sarebbe cresciuta distorta come una quercia il cui tronco è stato imprigionato in un cerchio di ferro. Ho cominciato ad intuire che il bisogno del mio io era un equilibrio, sole, ma non troppo, pioggia, ma non sempre. Sentivo che un tipo di esperienza lo saziava altrettanto facilmente quanto un tipo di cibo saziava il corpo e che esso possedeva una sua saggezza, se soltanto avessi saputo imparare a interpretarla. Così ho cominciato ad avere un’idea della mia vita, non come progresso verso una meta prestabilita, ma come la graduale scoperta e lo sviluppo verso ciò che non conoscevo. Ho scritto: “Significherà camminare nella nebbia per un pezzo, ma è l’unico modo per non costringere l’io in una teoria precostituita”.

Rilanci

Film – L’uomo del treno, Patrice Leconte, 2002

Into the wild, Sean Penn, 2007

 

Letture – Una stanza tutta per sé, Virginia Woolf, Einaudi, 2006 (con testo inglese a fronte)

 

Musica – Hard sun, Eddie Vedder, dall’album, colonna sonora del film Into the wild

 

 Genere

Saggistica

 

Parole Chiave

Felicità – Ricerca – Identità

 

Trama

Virginia Woolf – nel famoso saggio Una stanza tutta per sé – sosteneva che i requisiti essenziali per le donne fossero una fonte di reddito e uno spazio autonomo. Qualche anno dopo, Marion Milner, una psicoterapeuta inglese, esigeva di più e voleva Una vita tutta per sé. Inizia così la fortunata vicenda di questo libro insolito e originalmente autobiografico, pubblicato per la prima volta nel 1934 e premiato da un immediato successo, tanto che le ristampe si susseguono fino ai nostri giorni.

La ricerca personale della Milner parte da una continua sensazione di disagio, di frustrazione e  di infelicità, a dispetto di una vita apparentemente risolta. L’autrice prova a cercare un metodo che la renda capace di seguire i propri desideri e, per quanto possibile, di realizzarli. L’originalità di questo percorso sta nel fatto che Milner, pur essendo una psicoterapeuta, non si avvale di tecniche psicoanalitiche, né cerca nei testi già pubblicati delle formule collaudate. Si dedica invece all’ascolto attento del proprio sentire, lo trascrive in un diario – che è in qualche modo traccia dei sentieri percorsi, lo esamina e ne trae delle conclusioni decisive per il cambiamento desiderato. In questa avventura durata sette anni, la donna si inoltra coraggiosamente in una terra inesplorata, incontra il pensiero cieco, fa i conti con le sue paure,  affronta momenti di delusione, indugi ed esitazioni come passaggi inevitabili verso una migliore comprensione di se stessi e verso il raggiungimento di insperate vittorie.

Autore

Marion Milner

Link

La scheda del libro sul sito dell’editore Moretti & Vitali

Una recensione dal blog doppiozero

Un’altra recensione dal sito women.it

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IL SALE DELLA VITA

Il sale della vita

Francoise Héritier

Rizzoli, 2012










CITAZIONE:
C’è una leggerezza, una grazia tutta speciale nel puro e semplice fatto di esistere, al di là di tutti gi impegni professionali, dei sentimenti intensi, delle lotte politiche e umane: di questo, e di nient’altro, mi sono sforzata di parlare. Di quel piccolo “di più” che si offre in dono a tutti noi, e che chiamerò il sale della vita…
Non si tratta di alate speculazioni metafisiche o di meditazioni chissà quanto profonde sulla vanità dell’esistenza  o sulla vita intima che arde in tutti noi. Si tratta semplicemente di imparare a fare di ogni istante della  propria vita un tesoro di bellezza e grazia che si arricchisce continuamente per forza propria, e al quale si può attingere giorno per giorno. Il mondo esiste nei nostri sensi, prima di esistere come un tutto ordinato nel nostro pensiero, e dobbiamo fare il possibile per conservare nelle fasi successive della nostra esistenza questa facoltà creatrice di senso: vedere, ascoltare, osservare, sentire, toccare, accarezzare, percepire, annusare, assaggiare,  avere “gusto” per ogni cosa, per gli altri, per la vita.

RILANCI:
Film:
L’illusionistadi Sylvain Chomet. Warner Home video, 2011
Il favoloso mondo di Amélie di Jean Pierre Jeunet, 2001
Letture:

La gigantesca piccola cosa di Beatrice Alemagna. Donzelli editore, 2011

Musica:
Le quattro stagioni di Antonio Vivaldi

GENERE:
Narrativa – Diari e Memorie.
PAROLE CHIAVE:
Felicità -Identità – Ricerca

TRAMA:
Un singolare frammento autobiografico costruito attraverso l’accumulazione. Il libro della Héritier è un esperimento narrativo efficace che si compone di liste, compilate usando il metodo dei surrealisti,  ossia la libera associazione di idee.  Così, la risposta ad una cartolina, che l’autrice riceve da un amico, diventa pretesto per una riflessione intima e personale sulle molte esperienze quotidiane che danno forma alle nostre esistenze e che spesso ci orientano, continuando a generare senso al mondo.Queste, al di là dei ruoli e delle maschere che indossiamo quotidianamente, sembrano rappresentare per lei il “sale della vita”.

AUTORE:
Francoise Héritier è un’antropologa francese. Allieva di Lévi-Strauss, a cui è succeduta nella cattedra di Antropologia Sociale al Collège de France. Nella sua lunga carriera accademica ha scritto molti libri, di cui solo pochi sono stati tradotti e pubblicati in italiano. Il sale della vita è stato per mesi in vetta alle classifiche in Francia e poi anche in Italia. 

BIBLIOGRAFIA:
Tra i molti libri che ha pubblicato nella sua lunga carriera accademica, qui si possono trovare i pochi che sono stati tradotti in italiano.

LINK:
Una recensione apparsa sul sito Sololibri.net

Una sintesi, tradotta dal francese, di un’intervento di Francoise Héritier, pubblicata da Leiweb.it 
L’interventocompleto dell’autrice in lingua originale

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