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Teoria idraulica delle famiglie

Teoria idraulica delle famiglie

Elisa Casseri

Elliot, 2014 (Scatti)

TEORIA IDRAULICA DELLE FAMIGLIE_Layout 1

 

Quel giorno nonno Giovanni stava innaffiando e una disfunzione del rubinetto aveva gettato fuori un getto d’acqua imprevisto, con il serpente di plastica verde che si contorceva tra le sue mani e la mia faccia incredula: avevo il collo incassato come se un frutto mi fosse caduto sulla testa. IN quel momento ho capito la gravità della mia situazione. Visto che la mia famiglia era un ordine diversificato di tubature all’interno delle quali scorreva la storia delle persone che ne facevano parte, visto che queste persone serravano tubi e guarnizioni attraverso se stesse ed erano pezzi di un puzzle che costituiva il tutto, io, essendo collegata ad una valvola di ritegno, dovevo scoprire le peculiarità del mio ruolo. Quel giorno, sotto il pruno, mentre correvo ad aiutare mio nonno nella sua emergenza idraulica, l’ho compreso: ero una ciambella di salvataggio, una maniglia antipanico; quando i flussi avevano smesso di essere regolari e i metodi di previsione dei danni avevano fallito, ero arrivata io: un sistema di contenimento delle perdite in cui erano andate a rinchiudersi tutte le parole,i ricordi, i libri di ricette e i soldini della fatina dei denti.

 

Rilanci

LettureDovunque Eternamente, Simona Rondolini. Eliott, 2014 (link nterno

FilmLa felicità è un sistema complesso, Gianni Zanasi, 2015. Italia

 

Genere

Narrativa

 

Parole Chiave

Famiglie, Perdita, Amore, Fratelli, Scelte di vita, Identità

 

Trama

“Iris ha trent’anni, dieci dei quali vissuti lontana dal paese in cui è cresciuta e a cui, con molti dubbi e fardelli, adesso sta tornando. Nel sistema idraulico della sua famiglia le è toccato il ruolo di vaso di raccolta all’interno del quale finiscono tutte le storie, tutti i sentimenti e le sconfitte delle persone a cui vuole bene, e così anche questa volta il suo ritorno sarà l’occasione grazie alla quale le tante buffe (e a volte drammatiche) vicende dei suoi parenti troveranno un canale in cui confluire e venire alla luce. Del resto quella di Iris non è esattamente una famiglia normale, ma piuttosto un groviglio di affetti, paure, idiosincrasie: una bisnonna che aspetta di morire, un fratello che si candida inaspettatamente a sindaco, una nonna che cucina patate e sforna ansie, un bisnonno che è morto ammazzato perché forse era un lupo mannaro, una madre che sa amare senza essere riamata, un padre che tradisce con studiata demagogia, una zia immaginaria che muore in continuazione… “ ( tratto da: elliotedizioni.com)

 

Autore

È nata a Latina nel 1984 ed è laureata in Ingegneria meccanica. Ha pubblicato vari racconti su riviste e nel 2012 è stata selezionata per “Scritture Giovani Cantiere” dal Festivalletteratura di Mantova. Oltre a un blog, continua a scrivere liste della spesa per sua sorella Olga. Teoria idraulica delle famiglie è il suo primo romanzo.

 

Bibliografia

Questo è il suo primo romanzo.

Link

Una recensione e un’intervista all’autrice sul sito di Flaneri, rivista on line

Un’ altra recensione apparsa sulla rivista on line di critica letteraria Satisfiction

Il blog  di Elisa Casseri, l’autrice

Se vuoi prenotare una copia del romanzo, puoi farlo dal sito della Rete bibliotecaria Bergamasca:

 

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Il libro delle cose nuove e strane

Il libro delle cose nuove e strane

Michel Faber

Bompiani, 2015 (Narratori Stranieri)

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Ti vedo sulla riva di un grande lago. E’ notte e il cielo è pieno di stelle. In acqua ci sono centinaia di barchette di pescatori. Su ciascuna c’è almeno una persona, su alcune ce ne sono tre o quattro, ma è troppo buio per vedere bene. Le barche non vanno da nessuna parte perché hanno buttato l’ancora e tutti stanno ad ascoltare. C’è un tale silenzio che non devi neanche gridare. La tua voce si propaga lungo la superficie.

Rilanci

Letture: Non lasciarmi, Kazuo Ishiguro, Einaudi, 2006 (Supercoralli)

Film: Lei/ Her, Spike Jonze, Usa, 2013

Musica: All I need, Radiohead

 

Genere

Narrativa

Parole chiave

Fede, perdita, amore

Trama

Peter, un pastore cattolico, decide di seguire la sua vocazione e tenta un’impresa incredibile quella di portare la “buona novella” ad una popolazione aliena che abita su un altro pianeta, colonizzato dagli umani ma che si trova a milioni di anni luce dalla Terra. Per farlo, dovrà lasciare la moglie Bea, la sua compagna di vita. E’ un singolare romanzo  questo. Si costruisce sull’epistolario “digitale” di Bea e Peter che cercano di colmare le distanze siderali scrivendo continuamente di loro. Il nuovo pianeta ha aria respirabile, acqua e cibo a volontà e gli alieni sono molto diversi dagli umani e incredibilmente miti e ben disposti. Eppure assomiglia ai desolati ambienti di periferia dipinti da Hopper nei suoi quadri.  Desolanti sono anche i colonizzatori umani che sembrano essere stati scelti proprio  per la loro mancanza di legami. Peter è all’inizio l’eccezione ma la distanza lo mette molto alla prova e presto si rende conto di come e quanto la sua missione sia diversa da quella che si era prefigurato.

Autore

Michel Faber è cresciuto in Australia e dal 1993 vive in una vecchia stazione ferroviaria nel nord della Scozia. È autore, tra l’altro, della raccolta di racconti La pioggia deve cadere (Einaudi Stile libero, 2008) e dei romanzi, pubblicati da Einaudi: Sotto la pelle (Stile libero, 2004 e Super ET, 2006), A voce nuda (Stile libero, 2005), Il petalo cremisi e il bianco (Stile libero, 2003 e Super ET, 2005), I gemelli Fahrenheit (Stile libero, 2006) e I centonovantanove gradini (L’Arcipelago, 2006). Nel 2005 ha partecipato a Il mio nome è nessuno. Global Novel e ha pubblicato in anteprima mondiale in Italia la raccolta di racconti Natale in Silver Street (Stile libero, 2005). I suoi libri sono tradotti in 22 paesi.

A cura di Wuz.it

Bibliografia

Tutti i libri tradotti in italiano di Faber, li potete trovare nel sito di e-commerce, ibs.it

Link

La scheda del libro sul sito del suo editore italiano

Una recensione di Leonetta Bentivoglio pubblicata da  Repubblica.it

Un’ altra recensione pubblicata sul blog iodonna.it

Altro

La donna è un’isola

La donna è un’isola

Audur Ava Olafsdottir

Giulio Einaudi, 2013

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E’ allora, precisamente in quel momento, che per la prima volta mi rendo davvero conto di quello che sono. Sono una donna al centro di un disegno, un disegno finemente intessuto, fatto di sentimenti e di tempo. E le cose che mi stanno capitando, e che hanno un impatto profondo sulla mia vita, sono talmente tante che sembra non si limitino ad avvenire semplicemente una dopo l’altra, ma piuttosto che accadano su diversi piani di pensieri, di sogni e di stati d’animo contemporaneamente: momenti inscritti all’interno di altri momenti. Soltanto tra molto tempo mi riuscirà di discernere un filo logico, nel caos di quello che sta succedendo.

Rilanci

Film Back soon, Solveig Anspach, Islanda- Francia 2008

(Un sorprendente “road movie” islandese. Anche se in lingua originale con i sottotitoli in inglese, ne consiglio la visione)

Letture – 101 Reykjavik, Hallgrimur Helgason, Guanda, 2001

Musica – Hyperballad, Bjork, 2012

 

Genere

Narrativa,

 

Parole chiave

Amicizia, Maternità, Perdita, Viaggio

 

Trama

“Due donne, tre uomini, tre pesci rossi, un bambino. Una vincita a una strana lotteria, una profezia di una medium, e un viaggio che esplora le strade dell’Islanda e l’anima di una donna.
La protagonista di questa storia ha trentatré anni  e conosce undici lingue. Ha gli occhi verdi, i capelli castani tagliati cortissimi, traduce testi che cura maniacalmente in superficie – senza troppo curarsi del senso – e poi consegna a domicilio.  La sua migliore amica, Auður, è una musicista, è incinta di due gemelle, che dovrà crescere da sola, come da sola ha cresciuto il primo figlio, Tumi. Tumi ha quattro anni e la saggezza di un vecchio. Non sente, e neppure vede benissimo, ma non gli sfugge nulla e la sua curiosità è immensa.

E ancora: un marito fedifrago tormentato dai dubbi, un veterinario sensibile, e un «terzo uomo» misterioso, quarantasette ricette più o meno sperimentali e uno schema per lavorare a maglia…
E poi l’Islanda, che se ne sta lì, «accucciata, come un povero randagio perduto e bagnato, con le zampe raccolte sotto di sé». Con il freddo e  la pioggia che non smette, le notti lunghissime e scenari di inaspettata meraviglia.

A tenere insieme il tutto, la scrittura inconfondibile di questa autrice capace di mettere in scena mondi improbabili e renderli, ai nostri occhi, gli unici mondi possibili.

Il desiderio, l’amore, la maternità e l’amicizia vivono in questo delicatissimo romanzo on the road e si combinano in sfumature inedite”

(dalla recensione sul sito della casa editrice)

Autore

Auður Ava Ólafsdóttir è nata a Reykjavík nel 1958. Ha insegnato Storia dell’arte ed è stata direttrice del Museo dell’Università d’Islanda.
Per Einaudi ha pubblicato Rosa candida (Supercoralli 2012, Super ET 2014; tradotto in tutti i maggiori paesi europei e negli Stati Uniti), La donna è un’isola (Supercoralli 2013, Super ET 2014) e L’eccezione (Supercoralli 2014).

 

Bibliografia

I libri dell’autrice, pubblicati in italiano, sono nel catalogo Einaudi

 

Link

Una recensione di Roberto Cotroneo, pubblicata sul suo blog

 

Un’intervista pubblicata da La Repubblica, in occasione dell’uscita di questo romanzo in Italia

 

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Amleto, Alice e La Traviata

Amleto, Alice e La Traviata

Lella Costa – Prefazione di Michele Serra

Feltrinelli, 2008 (Universale Economica Feltrinelli, n 2067)

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Che poi, Amleto è matto o fa finta?

La sua celeberrima pazzia è autentica o è una messa in scena?

Chi lo sa…Questo è forse il più affascinante tra i tanti interrogativi insoluti che Skakespeare ci ha lasciato – complice ancora una volta la lingua, la sua

In inglese c’è una sola parola per dire tutto questo: fool

Fool vuol dire tutto. Vuol dire matto, pazzo, sciocco, stolto, idiota, stupido, però vuole anche dire buffone. Il fool è proprio il giullare, il buffone di corte.

E allora?

Chi è, che cosa è Amleto – è matto?

RILANCI

FilmHamlet,  regia e adattamento di Kennet Branagh, 1996

La Traviata, regia e adattamento di Franco Zeffirelli, 1983

Alice in wonderland, Tim Burton, 2010

 

Letture – Amleto, Einaudi, 2005 (Con testo a fronte)

Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie, Einaudi, 2006

La Traviata, Giuseppe Verdi. Libretto d’opera

 

Musica –  Amami Alfredo, tratta da La traviata di Giuseppe Verdi

 

GENERE

Narrativa

 

PAROLE CHIAVE

Teatro, Identità, Amore, Scrittura, Perdita.

 

TRAMA

“L’Amleto o la Traviata o l’Alice di Lella Costa sono inconfondibilmente spettacoli di Lella Costa, scritti per la sua voce e la sua figura agile e vibrante. Di shakespeariano e verdiano e lewiscarrollesco hanno però l’atmosfera, la grana culturale, la sostanza del racconto, in un continuo entrarci dentro e uscirne un istante dopo per aggiungere qualcosa di apparentabile, politica e televisione, sogni e delusioni, intuizioni e confusione…” (dalla prefazione di Michele Serra)

 

AUTORE

Dopo il liceo classico Carducci di Milano, frequenta la facoltà di Lettere e supera tutti gli esami, senza però laurearsi. Si diploma all’Accademia dei Filodrammatici ed esordisce, dopo esperienze di traduttrice, nel 1980 nel suo primo monologo. Attrice, doppiatrice, ha al suo attivo trasmissioni radiofoniche e televisive particolarmente innovative, autrice di monologhi da lei portati con successo in teatro. Ha anche partecipato ad alcune esperienze cinematograifhce interessanti (si ricordi Ladri di saponette di Maurizio Nichetti). Molto attiva nel mondo dell’associazionismo, promuove da anni l’attività di Emergency, ha dato la sua voce per lo spot di Peacereporter e si è sempre distinta nelle battaglie a difesa dei diritti civili.

(A cura di Wuz.it)

 

BIBLIOGRAFIA

Tutti i libri di Lella Costa su ibs.com

 

LINK

La presentazione del libro da parte dell’autrice

La scheda del libro sul sito dell’editore

Una presentazione pubblicata sulle pagine del Salone del libro di Torino

 

 

 

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Storia della bambina perduta

Storia della bambina perduta

Elena Ferrante

E/O, 2014  (Dal mondo)

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Quando mi ritirai nella mia stanza stentai ad addormentarmi. Qual era il male delle mie figlie, qual era il bene? E il mio male, il mio bene in cosa consistevano, e combaciavano o divergevano dal loro male e dal loro bene. Quella notte Nino finì sullo sfondo, riemerse Lila. Lila soltanto, senza il sostegno di mia madre. Sentii il bisogno di litigarci, di gridarle: non criticarmi soltanto, prenditi la responsabilità di suggerirmi che cosa devo fare

 

RILANCI

Film – I giorni dell’abbandono di Roberto Faenza, 2005

Letture – Gli altri libri della quadrilogia: L’amica geniale, Storia del nuovo cognome, La storia di chi fugge e di chi resta, Elena Ferrante. Tutti i libri sono pubblicati da E/O

Musica –  Arrivederci amore ciao, di Paolo Conte, Michele Virano, Vito Pallavicini, interpretata da Franco Battiato

GENERE

Narrativa

 

PAROLE CHIAVE

Amicizia, Amore, Scrittura, Perdita

 

TRAMA

La storia della bambina perduta è l’ultimo volume di una quadrilogia che l’autrice dedica alle vicende di Elena, Lénu, e Raffaella, Lila. Elena ritorna a Napoli con le sue figlie per seguire l’uomo di cui è innamorata fin dall’infanzia. Questa circostanza permette alle due donne di ritrovarsi e di intrecciare ancora le loro vicende personali e quelle del rione in cui sono nate.

La narrazione prende avvio da un mistero, Raffaella, Lila per la protagonista è scomparsa, sembra essersi volatilizzata, Elena comincia allora a raccontare – in prima persona- la loro storia, seguendo le due protagoniste bambine, e poi adolescenti, tra le quinte di un rione miserabile della periferia napoletana, tra una folla di personaggi minori eppure necessari al dipanarsi delle vicende. Uno dei temi fondamentali del romanzo è la natura complessa dell’amicizia tra le due bambine, poi ragazzine, e infine donne,  che segna ineludibilmente la loro crescita individuale, il modo di influenzarsi reciprocamente, i buoni e i cattivi sentimenti che nutrono nei decenni un rapporto vero, robusto.  E’ una storia di drammi e tragedie,  ma anche di riscatto in cui le due protagoniste incarnano un’energia femminile potente che non si rassegna al destino ma continua a cercare un nuovo posto nel mondo.

Narra anche gli effetti dei cambiamenti che investono il rione, Napoli, l’Italia, in più di un cinquantennio, trasformando loro malgrado le amiche e il loro legame,con l’andamento delle grandi narrazioni popolari, dense e insieme veloci. Una lettura appassionante che non si vorrebbe lasciare mai, non solo per la complessità dell’intreccio ma anche per la profondità e la potenza di voce narrativa dell’autrice.

 

AUTORE:

Elena Ferrante è lo pseudonimo di una scrittrice o scrittore (c’è infatti chi crede che dietro la sua penna possa nascondersi addirittura un uomo, tra i nomi papabili emergono quelli di  Domenico Starnone e Goffredo Fofi, ma molti hanno pensato che fosse la moglie di Domenico Starnone, Anita Raja, traduttrice e redattrice presso la casa editrice E/O) di cui si ignora la vera identità. Di lei si sa solo che sarebbe nata a Napoli, città che avrebbe abbandonato presto per vivere all’estero.

Dal suo primo romanzo, L’amore molesto, edito nel 1992, vincitore di diversi premi, è stato tratto l’omonimo e notevole film di Mario Martone

Dal romanzo successivo, I giorni dell’abbandono, edito nel 2002 e finalista al Premio Viareggio, è stata realizzata la  pellicola di Roberto Faenza

Nel volume La frantumaglia, edito nel  2003 racconta invece la sua esperienza di scrittrice.

Nel 2011 è stato pubblicato il primo volume del ciclo L’amica geniale, seguito nel 2012 dal secondo volume, Storia del nuovo cognome e nel 2013 dal terzo, Storia di chi fugge e di chi resta.

Senza aver mai svelato la propria identità, Elena Ferrante è una scrittrice apprezzata non solo in Italia, ma anche all’estero – in particolare in America – dove ha raccolto critiche più che positive da giornali prestigiosi, tra i quali anche il New Yorker

Ferrante è fermamente convinta che i suoi libri non necessitino di una sua foto in copertina né di presentazioni promozionali: devono essere percepiti come “organismi autosufficienti”, a cui la presenza dell’autrice non potrebbe aggiungere nulla di decisivo.

BIBLIOGRAFIA

Tutti i titoli di sono pubblicati dalle edizioni E/O

LINK

La scheda del libro sul sito dell’editore

Una recensione di Viviana Scarinci apparsa sul blog doppio zero.com

Una recensione di Marina Terragni apparsa sul blog di iodonna.it

Notizie sull’autrice e sulla sua scelta di rimanere anonima

La scheda precedente apparsa su questo blog

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