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La paternità oggi. Tra fragilità e testimonianza

La paternità oggi. Tra fragilità e testimonianza

Ivo Lizzola

Pazzini Editore, 2013 (Al di là del detto)

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Nei padri i figli cercano uomini di parola. Gli uomini di parola sono presenti in chi li ha conosciuti come segno di fiducia e di fedeltà. Reggono l’affidamento nelle decisioni e nelle direzioni di vita indicate dalle responsabilità assunte nei confronti della famiglia, delle persone incontrate nelle esperienze, nelle organizzazioni. Responsabilità particolare nei confronti di chi è più fragile. I padri cercati sono uomini che si fan vicini, accolgono chiamate, lanciano ponti, vivono le svolte che avvengono nella vita perché ascoltano le necessità, avvertono i bisogni. Fedeli, e col senso della cura e dell’attenzione alla realtà. Hanno l’attenzione dell’educatore, la discrezione del “passatore”, colgono il cambiamento quando ancora non si riesce bene a prevederne la forma e l’ora. Occorrono oggi buoni adulti “passatori”, padri che conducono all’altra riva. I padri “passatori” non trattengono, non attirano nella loro rete educativa; non dicono “vieni verso di me” e non considerano come fosse pericolosa trasgressione il disagio di chi si distrae, di chi cerca oltre e guarda ad altro, di chi prova una sua via di trascendimento. In questi tragitti che possono essere di incertezza e fatica, di tensione e passione, il padre-passatore resta lì “in vista”, non si fa indifferente. E’ presente a quello che il figlio diventerà, ne è testimone, specchio fedele e anche esigente.

Rilanci

Film Il ritorno – Andrei Zvyagintsev, Russia, 2003 (Leone d’oro a Venezia, 2003)

Letture –  I frutti dimenticati, Cristiano Cavina, Marcos y Marcos, 2008 (Gli Alianti)

Letture –S, Gipi, Coconino press, 2014 (Coconino Cult)

Musica –  E un giorno, Francesco Guccini

 

Genere

Saggistica

 

 Parole chiave

Paternità – Maschile – Esodo

 

 Trama

Che ne è della figura del padre in questo tempo di “evaporazione”? Se lo chiede Ivo Lizzola, In questo breve e denso saggio. Il padre oggi, secondo l’autore, è colui che parte consapevolmente dalla propria identità di figlio: “Un uomo che si trova ad essere padre” scrive Lizzola “si ritrova ad essere figlio”. Riannodando dunque una storia che lo ha visto affidarsi a qualcun altro, questo padre riscopre la propria fragilità: una condizione che non va nascosta, e nemmeno esibita, semmai resa esplicita e consapevole nelle relazioni con gli altri, figli per primi.
Questa dimensione non deve produrre sconcerto, men che meno sconfortare i padri. Scrive Lizzola: “La crisi della paternità è, per molti aspetti, provvidenziale, perché fa sì che un uomo chiamato ad essere padre possa ritrovare se stesso nella percezione lucida della sua fragilità”. Il padre non è infallibile, giudice supremo, capace di ogni risposta e direzione. No, anche un padre fatica, arranca, non ha certezze in tasca, men che meno deve limitarsi a provvedere al bisogno di beni dei propri figli. Deve semmai sapientemente mettersi in gioco, dando spazio e valore alle attese dei figli: i giovani, per loro stessa condizione, vivono la vita come possibilità; ed è di questa possibilità che i padri devono farsi custodi, all’altezza delle speranze  dei figli. Un padre senza speranza, dice Lizzola, un padre cinico,  rende l’infanzia dei figli un paradiso perduto, incapace di sogni ed affetti. Ed ecco allora delinearsi il nuovo codice paterno cui Lizzola allude, un codice  costituito attorno al binomio lealtà-giustizia. Un binomio da valorizzare di fronte all’altro, da intendersi  quale semplice accettazione delle regole: non basta obbedire alle leggi per essere uomini, non basta insegnare le regole per essere padri.

Dalla presentazione del libro sul sito della libreria Buonastampa di Bergamo
 

Autore

Ivo Lizzola è docente di Pedagogia Sociale e Pedagogia della Marginalità all’Università degli Studi di Bergamo. Si occupa da anni di relazioni tra le generazioni, delle condizioni di difficoltà esistenziali e delle relazioni di cura. e autore di diverse pubblicazioni tra cui La paternità oggi, tra fragilità e testimonianza (2014), Incerti legami. Orizzonti di convivenza tra uomini e donne vulnerabili (2014), Di generazione in generazione – l’esperienza educativa tra consegna e nuovo inizio (2013)

 

Bibliografia

Tutte le pubblicazioni di Ivo Lizzola sul catalogo on line delle Biblioteche della Rete bibliotecaria bergamasca

Link

Una recensione di Pietro Barbetta su doppiozero

Una breve intervista a Ivo Lizzola su Bergamotv

 

 

 

Altro

S.

S.
Gian Alfonso Pacinotti ( Gipi)

Coconino Press, 2013 (Coconino Cult)








CITAZIONE:
Una volta con il mio migliore amico uscii di galera. I motivi per cui ci eravamo finiti non sanno di niente. Lasciamoli perdere.  Uscimmo e S ci prese e ci portò per dieci giorni in barca a vela. Solo noi tre. La nostra barca era corta e tutte le altre ci facevano ondeggiare. Dai traghetti con quelle onde spaventose, ai grandi merdosi motoscafi dei ricchi  che ci sfioravano prepotenti, strafottenti.
Eravamo super abbronzati e ci piaceva tutto. Il caffè solubile alla mattina era una cosa fantastica. Eppure fa schifo no? Fa schifo nel mondo reale.
A quei grandi motoscafi dei ricchi, alle loro onde prepotenti S. rispondeva sempre con la solita calma e la solita parola: “Culo” – diceva – “Andare Culo”, con il verbo all’infinito, come gli Apaches.
RILANCI:
Film:
L’ultimo terrestre, Gian Alfonso Pacinotti, 2011
Musica:
Preludio in E, Valerio Vigliar, nella colonna sonora del film L’ultimo terrestre.
Letture:
Appunti per una storia di guerra. Coconino press, 2006 ( Prix Angouleme)


GENERE:
Romanzi a fumetti
PAROLE CHIAVE:
Memoria. Padri e figli. Autobiografia
TRAMA:
S., il nuovo romanzo a fumetti del pluripremiato Gipi, affronta il tema del tempo e del rapporto tra padre e figlio, con un approccio moderno e originale. La narrazione si dipana su diversi piani temporali, visivamente riconoscibili attraverso la scelta dei colori, perché S. racconta storie e Gipì le intreccia. S. racconta del bombardamento di Pisa, ma anche di quando è diventato vecchio,  delle sue avventure giovanili e della storia d’amore di una vita. Una vicenda che mescola ricordi autobiografici e fatti storici ( il bombardamento di Pisa del 31 agosto 1943)  e riesce a creare un’intensa narrazione sia dal punto di vista letterario che grafico. 
AUTORE:

Gipi, all’anagrafe Gian Alfonso Pacinotti è un autore di fumetti e da qualche anno anche regista. Il suo segno grafico punta ad una ricerca di tipo pittorico, allontanandosi dai modelli prevalenti che guardano alla computer graphic soprattutto italiani. I temi trattati nei suoi romanzi per immagini cercano sempre la sintesi fra la cronaca e il vissuto personale.
Con le sue opere ha vinto numerosi premi, tra cui il più importante è quello ricevuto con Appunti per una storia di guerra al Festival International de la bande dessinée d’Angouleme nel 2006, premio assegnato in precedenza solo a due altri italiani, Hugo Pratt e Vittorio Giardino.
Collabora con il quotidiano La Repubblica e con Internazionale

BIBLIOGRAFIA:

LINK:
La scheda del libro sul sito dell’editore

Un profilo dell’autore sul portale della fondazione Mondadori.

L’intervista a Gipi di apparsa sulla rivista on line, dedicata al fumetto Lo Spazio Bianco

Una recensione  apparsa sul blog Lo sciame inquieto

Altro

OPEN

Open


Andre Agassi


Giulio Einaudi editore, 2011


 (Stile Libero Extra)











CITAZIONE:
Siamo arrivati ad un crocevia, questo è quanto, e sembra che ci fossimo diretti da mesi. Da anni. Fisso fuori dalla finestra il traffico di Stoccarda. Odio il tennis più che mai – ma odio ancora di più me stesso. Mi dico: E allora, a chi importa se odi il tennis?  Tutta quella gente là fuori, tutti i milioni di persone che odiano ciò che fanno per vivere, lo fanno comunque. Forse il punto è proprio fare ciò che odi, farlo bene e con allegria. Odi il tennis, quindi. Odialo quanto ti pare, ma devi pur sempre rispettarlo – e rispettare te stesso.
Dico: D’accordo, Brad, non sono pronto a piantare tutto. Ci sono ancora dentro. Dimmi cosa devo fare e lo farò.

RILANCI:
Film:
Matchpoint, Woody Allen, 2005

Musica:
Personaggio, Patrizia Laquidara, dall’album: Funambola. (2007)


Letture:
Il bar delle grandi speranze. J. R. Moehringer, Piemme, 2009 (Bestsellers)

Pieno Giorno. J. R. Moehringer, Piemme, 2013 (collana True)

GENERE:
Narrativa. Diari e memorie
PAROLE CHIAVE:
Sport, Padri e figli.
TRAMA:
Open non è soltanto la biografia di un campione mondiale di tennis. E’ anche una storia esemplare di infinite cadute e altrettante riprese, alla ricerca della felicità; è una storia di amori e di amicizie, di sogni e di tradimenti.  E’ soprattutto la storia della relazione tra  padre e figlio che in qualche modo lo rende universale. “Accanto e prima della laurea e del matrimonio, tra i riti di passaggio andrebbe aggiunto il perdono del proprio padre” commenta l’autore, “Un processo necessario a conquistare l’amore di se stessi”.
Open è quindi un buon romanzo autobiografico che riesce ad  appassionare non solo sportivi e  fans dell’atleta Agassi, ma anche tutti coloro che non hanno mai visto una partita di tennis nemmeno in tv.
AUTORE:
Andre Agassi ha giocato a tennis come professionista dal 1986 al 2006 ed è stato a lungo numero uno del tennis mondiale. Ha vinto otto tornei del grande Slam ed è l’unico tennista al mondo ad aver vinto un Golden Slam, cioè i quattro tornei del Grande Slam più l’oro olimpico. Attualmente vive a Las Vegas con la moglie, Stefanie Graf, anche lei ex-tennista di fama mondiale, e due bambini. Open è stato pubblicato grazie ad un intenso lavoro di squadra con  J.R. Moehringer , giornalista premio Pulitzer e romanziere che un giorno è stato chiamato da Agassi che aveva appena terminato di leggere il suo primo romanzo.


BIBLIOGRAFIA:
Il romanzo autobiografico Open è stato il primo e unico lavoro letterario di Agassi.
LINK:


L’intervista ad Agassi di VanityFair.it

Il resoconto dell’intervista a Moehringer – prestigioso ghost writer di Agassi – al festival di Letteratura di Mantova.


Altro

MAMME PALCO E PAPA’ SPORT: I GENITORI PROIETTANO I PROPRI SOGNI SUI FIGLI

Mamme che iscrivono le figlie a corsi di danza e teatro, papà che esultano a bordo campo durante gli allenamenti dei figli: sono le “mamme palco” e i “papà sport”, i genitori che proiettano i propri sogni irrealizzati sui figli sperando che li realizzeranno al posto loro


Gli esiti di una ricerca americana sono disponibili in questo articolo apparso sul portale tiscali.it

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NATI DUE VOLTE

Nati due volte
di Giuseppe Pontiggia
A. Mondadori, 2010 (Oscar scrittori moderni)













CITAZIONE:

Ricordo il professore che, tre mesi dopo il parto, dietro la scrivania del suo studio, ci aveva rivelato la verità, ovvero quello che pensava. Aveva riflettuto a lungo prima di rispondere, in una penombra carica di angoscia. Non era ricorso alla metafora della sfera di cristallo. Più esperto di medicina e di uomini che tanti suo colleghi, ci aveva detto, con voce pacata e ferma, guardandoci negli occhi: “Non posso prevedere come diventerà vostro figlio. Posso solo fare alcune ipotesi ragionevoli… Questi bambini nascono due volte. Devono imparare a muoversi in un mondo che la prima nascita ha reso più difficile. La seconda dipende da voi, da quello che saprete dare. Sono nati due volte e il percorso sarà più tormentato. Ma alla fine anche per voi sarà una rinascita.” 

RILANCI
Film:
Le chiavi di casa di Gianni Amelio, 2004 (liberamente ispirato al romanzo di Pontiggia) 
Letture:
Lo Strano caso del cane ucciso a mezzanotte. Mark Haddon, Einaudi, 2003 (Supercoralli) 
Musica:
Mi interessa. Daniele Silvestri, Uno – due, 2002 Sony Music 

GENERE:
Romanzo di formazione 


PAROLE CHIAVE:
Padri e figli,Crescita, Diversità.

TRAMA
E’ la storia di Frigerio e del figlio Paolo, affetto da tetraparesi spastisco-distonica per complicazioni durante il parto. La ricerca di una normalità, a volte vana, altre stupida, altre ancora grottesca si interseca con il difficile tragitto del padre verso il figlio, sempre in bilico tra responsabilità e desiderio di fuga. I bambini disabili nascono davvero due volte, e potremmo dire che il libro è il racconto di questa seconda nascita, affidata all’amore, all’intelligenza e al desiderio di rinascita perché ciò di cui l’handicap racconta è il limite che prima o poi riguarda tutti, disabili e “normali”.

AUTORE:  
Pontiggia nasce a Como nel 1934. Narratore e saggista, pubblica il suo prima racconto nel 1959 su i “Quaderni” della rivista d’avanguardia Il Verri. I suoi romanzi ricevono diversi premi: nel 2001 il Premio Campiello per Nati due volte, nel 1994 Vite di Uomini non illustri vince il Premio Super Flaiano; nel 1989 riceve il premio Strega per La grande sera; nel 1978 è la volta infine del Premio Selezione Campiello con Il giocatore Invisibile 
La sua attenzione di scrittore è durante la sua carriera incentrata sul linguaggio ed è questo il motivo per cui la sua opera è costantemente sottomessa ad attente revisioni. Pontiggia è anche critico e scrive diversi saggi sulla narrativa classica e moderna raccolti in diversi volumi fra cui Il giardino delle Esperidi. 
Muore a Milano nel 2003 


BIBLIOGRAFIA: 
Un elenco quasi completo dei suoi scritti si può trovare qui 


LINK: Scheda sull’autore sulle sue opere più importanti 
Recensione del romanzo proposto 
Intervista su Nati due volte

Altro

IN UNA LONTANA CITTA’

In una lontana città
di Jiro Taniguchi
Rizzoli, 2006 (24/7) 

CITAZIONE:
“Sicuramente nessuno può diventare davvero un adulto. Tutti quanti nel profondo del cuore, sono ancora i bambini che erano un tempo. Il tempo ci fa solo crederei essere diventati adulti… Essere adulti significa essere legati da catene che imprigionano anche il cuore dei bambini che è libero. Ora che sono tornato di nuovo ai miei 14 anni, mi rendo conto di poter vedere quelle cose che avevo trascurato e ignorato…”

RILANCI:
Film:
 Peggy Sue si è sposata di Francis Ford Coppola, 1986

Musica:

Per sempre di Nina Zilli
Letture:
  1. Icaro di Jiro Taniguchi e Moebius, Coconino Press, 2001 (sta per essere ripubblicato)
  2. Il Vangelo secondo Larry di Janet TashJian, Rizzoli, 2009

GENERE:

Romanzo a Fumetti

PAROLE CHIAVE:
Crescita. Viaggio nel tempo. Scelte di vita. Amore. Rapporto con il padre.

TRAMA:
Hiroshi Nagahara ha 48 anni, una moglie e due figlie adolescenti. Un giorno, mentre sta tornando a casa da un viaggio di lavoro, si accorge di avere sbagliato treno e si ritrova nella sua città natale. Decide allora di far visita alla tomba di sua madre. Al cimitero viene sopraffatto dalla nostalgia e dalla stanchezza e sviene. Quando si riprende, si accorge con orrore di essere tornato indietro nel tempo come quando aveva 14 anni. Da quel momento Hiroshi ripercorrerà la sua storia, con una consapevolezza diversa e il passato lentamente cambierà e Hiroshi dovrà fare i conti con delle scelte difficili.

AUTORE:
Jiro Taniguchi nasce in Giappone a Tottori. Comincia a fare fumetti giovanissimo e nel 1970 pubblica il suo primo racconto. Studia il fumetto europeo e cerca uno stile che non sia appiattito sull’industria dei manga giapponesi. Per i suoi lavori, sarà insignito di numerosi premi. Vive e lavora a Tokyo.

BIBLIOGRAFIA:
Taniguchi ha prodotto moltissimo. Alcuni dei suoi titoli, li potete trovare su: http://www.lafeltrinelli.it/catalogo/aut/344502.html

LINK:
http://www.animeclick.it/manga.php?xtit=In+una+Lontana+Citta

http://rizzoli.rcslibri.corriere.it/libro/1440_in_una_lontana_citta_taniguchi.html

http://it.wikipedia.org/wiki/Jir%C5%8D_Taniguchi

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