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Dovunque eternamente

Dovunque, Eternamente

Simona Rondolini

Elliot, 2014 (Scatti)

dovunqueeternamente

Cominciò a passare le ore nello studio vuoto di suo padre. Le piaceva stare lì perché, mezzo buio com’era anche di giorno, la faceva sentire al sicuro come un animaletto del bosco nella sua piccola tana. Un giorno fece partire il cd che suo padre aveva nello stereo. Era la Prima Sinfonia di Mahler. Claudio Abbado che dirigeva la Chicago Symphony Orchestra. Lesse sul retro di copertina l’indicazione apposta da Mahler al primo movimento…-lento, strascicato, come un suono della natura- e non sentì niente. Ma sul display i secondi scorrevano. Allora diede un mezzo giro alla manopola del volume e si diffuse un suono del tutto diverso da ciò che lei associava alla musica. Sibilo Incorporeo, tremolio lucente del pulviscolo in una foresta all’alba, rumore della natura prima che la musica venisse inventata, una nota tenuta dei violini, acutissima, e una profondissima dei contrabbassi. Non le aveva udite a volume basso perché strisciavano davvero, letteralmente, fuori dal fondo primordiale dell’essere. Trattenendo nei polmoni il fiato, e con esso la certezza e la paura che in quel momento stava per cominciare tutto.

Rilanci

Film – La Perdizione – Vita di Gustav Mahler – Ken Russel, Usa, 1974

Letture – Stabat Mater, Tiziano Scarpa, Einaudi, 2008

Musica – Gustave Mahler, Sinfonie Nr.1 in D-Dur, diretta da Leonard Bernstein ed eseguita dalla Wiener Philharmoniker

Genere

Narrativa

Parole chiave

Musica, Padri e figlie , Identità

Trama

“Per tutta la vita Laura Paliani si è sentita in dovere di essere all’altezza dei propri genitori, il padre Luigi, famoso direttore d’orchestra, e la madre Olga, altrettanto celebre cantante lirica. È una famiglia inusuale e complicata quella di Laura: si parla poco, e la musica, sempre al centro di tutto, sostituisce le parole, avvicina e allontana i tre. Specialmente Luigi, che dal confronto con l’arte dell’amato Mahler (nessuno sa dirigere una sua composizione come Paliani) esce ogni volta spossato fisicamente e psicologicamente. Ed è proprio dopo un ciclo mahleriano che l’uomo cade in uno stato di depressione profonda che lo conduce in un vicolo cieco dell’anima, nel quale si perde per sempre. Laura, in seguito a profondi contrasti con la madre, decide di lasciare casa, far perdere le sue tracce e iniziare una nuova vita in un’altra città, una vita senza musica, in cui le giornate scorrono uguali, scandite dal lavoro in una fabbrica per la macellazione di conigli. Poi un giorno un telegramma la raggiunge costringendola a fare i conti con tutto ciò che si è lasciata alle spalle, ma soprattutto a fare i conti con se stessa e con la musica che, capisce finalmente, anche grazie a uomini come suo padre riesce a collegare mondi separati, a mostrare dimensioni invisibili” (tratto da Rete Bibliotecaria Bergamasca

Autore

Simona Rondolini è nata nel 1970 a Perugia, dove vive. Nel 1989 si è diplomata nel Liceo Classico della sua città e nel 1995 ha conseguito presso l’Università di Perugia la Laurea in Filosofia. Fino al dicembre 2010 ha lavorato nell’azienda commerciale di proprietà della sua famiglia. Da allora ha ripreso a scrivere racconti e ha portato a termine “I costruttori di ponti”, che è il suo primo romanzo e che ha ricevuto la menzione speciale della Giuria al Premio Calvino, anno 2013. Nel 2014, Elliot pubblicherà il suo romanzo con il titolo “Dovunque Eternamente”

Bibliografia

Questo è il suo primo e , per ora, unico romanzo. Il titolo originale era “I costruttori di ponti”, che è il suo primo romanzo e che ha ricevuto la menzione speciale della Giuria al Premio Calvino, anno 2013. Nel 2014, Elliot pubblicherà il suo romanzo con il titolo “Dovunque Eternamente”

Link

La scheda del libro sul sito web dell’editore

Un’intervista all’autrice, apparsa sul blog GraphoMania

Una recensione pubblicata sulla rivista culturale on line MINIMA&MORALIA

Un’altra recensione dal sito Cronache letterarie

 

 

Altro

L’INSOLITA RUMBA

L’insolita Rumba
di Biagio Autieri
ISBN Edizioni, 2008









CITAZIONE:
La prima sera che abbiamo cominciato a provare fuori pioveva di quella pioggia che quando cade a Milano sembra che non ha mai fatto altro, e soprattutto che non la finirà mai. Pioveva e non sembrava vero che eravamo all’asciutto a suonare le canzoni nostre. Così abbiamo cominciato, confondendo le note e le parole con la pioggia fuori, ridendo, urlando con gli strumenti immobili e muti. Alfredo e Saimir aggrappati agli sms di Vale e Lisa e io e Ciccio attaccati alla finestra, a guardare la notte dopo la pioggia, un poco più in là dove ci stanno le luci del centro e sembra che lì non ci piove mai.


RILANCI:
Film:
Saimir di Francesco Munzi, 2004
I quattrocento colpi di Francois Truffaut, 1959
Letture:

Per il resto del tempo ho sparato agli indiani di Fabio Geda, Feltrinelli (2009)

Musica:
Malavida, Manonegra con Manu Chao

GENERE:
Romanzo di formazione, racconto autobiografico

PAROLE CHIAVE:

Amicizia, Autobiografia, Musica, Amore, Scelte di vita


TRAMA:
I protagonisti di questa storia sono quattro giovani di quelli che di solito ti fanno un po’ paura per strada o in autobus. Insieme formano L’insolita Rumba, strampalato gruppo musicale che suona rock neomelodico alle feste degli anziani, ai matrimoni e durante le rivolte popolari. Una rocambolesca avventura di musica, amore e fughe verso un futuro migliore raccontata con un linguaggio vivace e senza giudizi morali.
Il romanzo rielabora in chiave narrativa le storie di vita raccolte da Autieri nel suo percorso lavorativo di educatore di strada. Per questo motivo, l’autore ha scelto di raccontare la storia in prima persona, secondo i diversi punti di vista dei protagonisti.

AUTORE:
Biagio Autieri è nato a Cosenza. Vive a Milano dove fa l’educatore di strada. Questo è il suo primo romanzo

LINK:
La recensione del libro
Il teaser del film in lavorazione tratto dal romanzo
La videointervista all’autore

Le videointerviste ai ragazzi del quartiere Corvetto di Milano che hanno ispirato il romanzo


Altro

PSICOLOGIA E MUSICA

La musica accompagna da sempre l’esistenza umana, sicuramente da prima ancora che ne rimanesse traccia storica concreta: ogni civiltà ha sviluppato un proprio sistema musicale, o ne ha adottato uno adattandolo ai propri gusti e necessità. Mentre i primi sistemi teorici di organizzazione dei suoni risalgono probabilmente all’ antica Grecia, per la comparsa di singoli “ingredienti” musicali, come la produzione volontaria di suoni da parte dell’uomo, si deve risalire al Paleolitico, epoca a cui si attribuiscono alcuni dei numerosi oggetti in osso e in pietra rinvenuti e interpretati come strumenti musicali.

Un interessante articolo sull’importanza di fare e ascoltare musica  curato da Barbara Celani sul portale benessere.com

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SUONO E MUSICA NELLA CURA DELL’ALZHEIMER

Alcuni elementi necessari per poter considerare potenzialmente terapeutico un intervento che prevede l’impiego dell’elemento sonoro-musicale sono (Raglio, 2001): la presenza di un operatore qualificato, un modello psicoterapico di riferimento fondato su presupposti teorici e metodologici, la presenza di un setting strutturato, obiettivi legati a cambiamenti (stabili e duraturi) della persona o di alcune sue parti o funzioni, il riferimento costante, nell’azione terapeutica, a un piano intrapersonale e/o interpersonale.


Questo è un brano dell’articolo, pubblicato dalla dottoressa Marina Gambarelli su Psiconet.it
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