Taggato: Madri e figli

VENUTO AL MONDO

Venuto al mondo

Margaret Mazzantini

Arnoldo Mondadori, 2008






CITAZIONE

Ci salutiamo sul molo, come amici che si rivedranno, in ciabatte e zaini come turisti. Corpi intorno si muovono. Chi immaginerebbe una storia come la nostra, infilata in questa carne qualunque che all’alba si saluta? Il mare tace, ingoia ancora un po’ di notte.

Gojko ci guida nel ritorno, è un tragitto breve, incredibilmente. All’aeroporto di Sarajevo prendiamo un caffè, i gomiti appoggiati su quel bancone a ferro di cavallo con la gente che fuma.

– Che farai adesso?


RILANCI

Film:
Venuto al mondo, Sergio Castellitto, 2012



Underground, Emil Kusturica, 1995 (Palma d’oro al Festival di Cannes, 1995)



Letture:
Il progetto Lazarus, Aleksandar Hemon


Sarajevo mon amour, Divjak Jovan



Musica:
Twice Born – Arturo Annecchino, dalla colonna sonora originale del film omonimo.


GENERE
Narrativa

PAROLE CHIAVE
Amore – Guerra – Sarajevo- Madri e figli

TRAMA
Una mattina Gemma sale su un aereo, trascinandosi dietro Pietro,il figlio sedicenne. Sono diretti a Sarajevo, una città ferita da un passato ancora vicino. All’arrivo, li aspetta Gojko, poeta bosniaco, conosciuto ai tempi delle Olimpiadi invernali del 1984 quando Gemma, studentessa universitaria, stava preparando la sua tesi. A Sarajevo, la ragazza conosce Diego,amico fraterno di Gojko e fotografo di pozzanghere. Il romanzo racconta la storia del loro amore e il destino tragico della città bosniaca. Una storia d’amore appassionata, imperfetta come gli amori veri. Ma anche la storia di una maternità voluta ad ogni costo. Sarà la guerra che irrompe, a pochi chilometri dalle nostre coste, a cambiare i destini dei protagonisti e con loro quelli di molti altri esseri umani.

Questo romanzo ha vinto il Premio Campiello nel 2009

AUTORE
Figlia dello scrittore Carlo Mazzantini e della pittrice irlandese Anne Donelly, nasce a Dublino ma la famiglia si trasferisce presto a Roma. Si diploma presso l’ Accademia Nazionale di Arte Drammatica e lavora come attrice di teatro, cinema e televisione.

Il suo primo romanzo, Il catino di zinco ( 1994) vince subito due premi letterari importanti. Si dedica anche alla scrittura di opere teatrali (Manola, che poi diventerà anche un romanzo e Zorro – Un eremita da marciapiede)

Con il romanzo Non ti muovere edito da Mondadori nel 2002, vince il Premio Strega e il Premio grinzane cavour

Con Venuto al mondo, vince il Premio Campiello nel 2009 e, nel 2011, il romanzo Nessuno si salva da solo riceve il Premio Flaiano

Sempre nel 2011 esce Mare al Mattino, vincitore del Premio Cesare Pavese e del Premio Matteotti.

L’ultimo suo libro pubblicato, Splendore, risale al 2013

E’ sposata con l’attore e regista Sergio Castellitto.

BIBLIOGRAFIA
Tutti i libri di sul sito ibs.com


LINK
La scheda del libro sul sito dell’editore


Il sito ufficiale della scrittrice

Una recensione apparsa su wuz


Un’intervista di Francesca Magni sul blog lettofranoi

Altro

TEMPO DI IMPARARE

Tempo di imparare


Valeria Parrella


Einaudi, 2013








CITAZIONE
Oggi, dopo tanti anni sono tornata a scuola.
E’accaduto proprio oggi, che non è il primo giorno di scuola, e neppure un lunedì, e anzi entriamo alle 10,20 per una riunione sindacale delle maestre.
Ho aperto lo zainetto, ho preparato l’astuccio con le penne e i pennarelli, infilato su di un lato la banana per la merenda. L’ho messo sulle spalle dei miei quarant’anni e sono tornata in prima elementare.
Ho aspettato nella calca delle voci che si aprissero i cancelli, stretta tra i bambini e le madri ho guardato ora il portone, ora il bidello, e l’aria era rarefatta intorno a me, il tempo volava e si rivelava, assieme, come fa la polvere nel sole. Quel caldo, il caldo delle parole, il caldo dei cappelli di lana stretti nelle mani, nelle tasche, infilati ancora in testa, tutto mi ha riscaldato, finché il bidello ha aperto e una leggera gentile pressione mi ha spinto dentro. Abbiamo salito le scale incuranti degli strilli che ci dicevano di fare piano… Ora ero io a svoltare un ballatoio, e quel flusso di piedi, e teste che saliva con me era la vita stessa. L’avevo dimenticata perché si rivela ogni volta diversa, quando lo fa. Ma a incontrarla l’ho riconosciuta senza dubbio.

Poi sono arrivata in classe, fuori c’era l‘appendino per i cappotti ad altezza di bambino, la porta era aperta e le maestre non c’erano ancora. I compagni entravano alla spicciolata, è arrivato un papà e si è messo sulla soglia dell’aula mentre sua figlia appendeva il giubbino. Guardava un po’ fuori e un po’ dentro, allora mi ha vista: seduta su una sedia, con le ginocchia che mi arrivavano al seno, un po’ curva ad aspettare le maestre, mi ha detto:

– Aspettiamo che arriva qualcuno e poi ce ne andiamo, no?
– Sì sì – ho risposto.

E’ stato allora che tu, che eri seduto al tuo posto, ti sei alzato e mi hai sorriso, ti sei alzato, mi sei venuto accanto e mi hai dato un bacio:

– Ciao mamma.

Era il tuo modo gentile di dire che dovevo andare.

RILANCI 

Film:
Un silenzio particolare, Stefano Rulli, 2006


Letture:
Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte, Mark Haddon, Einaudi, 2003


Musica:
Gialle foglie, Paolo Fresu Quintet, sta in !30!, Paolo Fresu Quintet, 2014

GENERE
Narrativa

PAROLE CHIAVE
Madri e figli – Scuola- Fiducia – Integrazione

TRAMA
E’ la storia di una madre e di un figlio, ma anche di una padre e di tutte le persone che in modo diverso contribuiscono a comporre la rete sociale in cui tutti viviamo. La narrazione inizia dal primo giorno di scuola della prima elementare di questo figlio speciale e della sua mamma che lo accompagna e che ad un certo momento deve uscire dalla scuola e sperare che vada tutto bene. Deve fidarsi, affidarlo. Arturo è un bambino che “non parla ma pensa”, dice liquidando secoli di diagnosi mediche la sua compagna, seienne, di classe perché ha avuto una (lieve? grave?) asfissia alla nascita e dunque ricorda a memoria le targhe che vede per strada ma ha paura del corridoio di casa, uno dei suoi occhi è cieco ma la “sua anima ci vede benissimo, più preciso e più lontano degli altri”. Arturo ha un handicap, tutti ce l’abbiamo, ma il suo è certificato dalla legge. La madre protagonista si trova a crescere con lui per far “germogliare questa parola difficile che comincia con H”, per non arrendersi alla burocrazia, e per continuare ad essere genitore e insieme persona.

AUTORE:
Valeria Parrella nasce a Torre del Greco, vicino a Napoli nel 1974. Si diploma al liceo classico e si laurea in Lettere Classiche.

Esordisce nel 2003 con una raccolta di racconti. Intitolata Mosca più balena con cui vince il Premio Campiello Opera Prima. E’ancora una raccolta di racconti, Per grazia ricevuta, ad arrivare nel 2005 tra i cinque finalisti dello Strega.

Nel 2008 pubblica il suo primo romanzo, Lo spazio bianco da cui nel 2009 è stato tratto l’omonimo film diretto da Francesca Comencini e interpretato da Margherita Buy.

Si occupa di teatro, scrivendo anche testi teatrali e negli anni tra il 2008 e il 2010 è stata direttrice artistica del Teatro Mercadante di Napoli, da cui poi si è dimessa.

Pubblica poi diversi romanzi per Einaudi e vince nel 2013 il premio Le maschere del teatro italiano come miglior autrice di novità con Antigone, testo teatrale poi prodotto dal Teatro Stabile di Napoli.

I suoi libri sono tradotti in  nove lingue: spagnolo, francese, americano, ebraico, arabo, tedesco, serbo, ceco e svedese

Collabora con La Repubblica e con l’Espresso. Cura la rubrica di libri del settimanale Grazia

Nel 2014 scrive la prefazione del libro Tsipras chi? di Matteo Pucciarelli e Giacomo Russo Spena, candidandosi anche per le elezioni europee.

BIBLIOGRAFIA
Tutti i libri di Valeria Parrella

LINK:
La scheda del libro sul sito dell’editore 

I commenti al libro sempre sul sito dell’editore


Un’intervista in cui l’autrice racconta il suo libro apparsa su fanpage
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