Taggato: Infanzia

Aspettando Bojangles

 

Aspettando Bojangles

Olivier Bourdeaut

Neri Pozza, 2016 (Romanzi)

 

 

Ero dunque arrivato a quel momento così particolare in cui si può ancora scegliere, quel momento in cui si può scegliere il futuro dei propri sentimenti. Mi trovavo ormai in cima al toboga, potevo ancora decidere di scendere di nuovo per la scaletta, di andarmene, di fuggire lontano da lei con la scusa di un impegno urgente, tanto vitale quanto fittizio. Oppure potevo lasciarmi andare, mettermi seduto sulla rampa e lasciarmi scivolare con la dolce sensazione di non poter più decidere niente, di non poter più fermare niente, di affidare il destino ad un percorso del tutto nuovo e ancora tutto da scoprire, per sprofondare infine in una vasca di sabbie mobili, sia pure fragranti e dorate.

Rilanci

Letture – Betty Blue, Philippe Djian , De Agostini, 1986

Film – Jules e Jim, Francois Truffaut, Francia, 1962

Musica- Mr Bojangles, nella versione interpretata da Nina Simone.

 

Genere

Narrativa

Parole Chiave

Amore, infanzia, follia, matrimonio

Trama

“Immaginate di essere un bambino e di avere un padre che non chiama mai vostra madre con lo stesso nome. Immaginate poi che a vostra madre quest’abitudine non dispiaccia affatto, poiché tutte le mattine, in cucina, tiene lo sguardo fisso e allegro su vostro padre, col naso dentro la tazza di latte oppure col mento tra le mani, in attesa del verdetto; e poi, felice, si volta verso lo specchio salutando la nuova Renée, o la nuova Joséphine, o la nuova Marylou…
Se immaginate tutto questo, potete mettere piede nel fantastico universo familiare descritto dal bambino in queste pagine. Un universo in cui a reggere le sorti di tutto e tutti è Renée, Joséphine, Marylou… la madre…  Renée, Joséphine, Marylou, o anche, ogni 15 febbraio, Georgette, ama ballare con suo marito sempre e ovunque, di giorno e di notte, da soli e in compagnia degli amici, al suono soprattutto di Mister Bojangles di Nina Simone, una canzone gaia e triste allo stesso tempo.
Per il resto del tempo si entusiasma e si estasia per ogni cosa, trovando incredibilmente divertente l’andare avanti del mondo. E non tratta il suo piccolo né da adulto né da bambino, ma come un personaggio da romanzo. Un romanzo che lei ama molto e nel quale s’immerge in ogni momento . Di una sola cosa non vuole sentire parlare: delle tristezze e degli inganni della vita…La realtà, però, è a volte molto banale e triste, così scioccamente triste che occorre più di una prodigiosa arte del mentire per continuare a gioire del mondo…” (Tratto dalla scheda del libro sul sito web dell’editore

Autore

Olivier Bourdeaut è nato nel 1980 in una casa affacciata sull’Oceano atlantico, rigorosamente priva di televisore. Ha potuto così leggere e fantasticare molto. Prima di scrivere Aspettando Bojangles è stato un disastroso agente immobiliare, factotum in una casa editrice di libri scolastici e molto altro. Questo è il suo primo romanzo che ha avuto un grande successo di pubblica e di critica in Francia

Bibliografia

Questo è il suo primo e unico romanzo. Potete prenotarne una copia a questo link

 

Link

Una recensione dal blog “Diario di una dipendenza”

 

Un’altra recensione dal blog “Uno scaffale di libri”

 

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IL CORPO IN CUI SONO NATA

Il corpo in cui sono nata


Guadalupe Nettel


Einaudi, 2014 (I Coralli)







CITAZIONE:
Secondo me il presunto incanto che molta gente attribuisce all’infanzia è uno degli scherzi che gioca la memoria. A prescindere dalle differenze tra una vita e l’altra, sono convinta che nessuna infanzia possa essere del tutto piacevole. I bambini vivono in un mondo dove la maggior parte delle situazioni in cui si trovano sono imposte. Altri decidono per loro: la gente che devono vedere, il luogo in cui devono vivere, la scuola che frequentano, persino ciò che mangiano ogni giorno. Il fatto che mio padre fosse in prigione era parte di tutto ciò. Non serviva a niente piangere o non essere d’accordo.
RILANCI:
Film:

Le Meraviglie, Alice Rohrwacher, 2014 (Grand premio della Giuria al Festival di Cannes, 2014)


Letture:
Zona disagio, Jonathan Franzen, Einaudi, 2006

Musica:
Universo, Cristina Donà, tratto dall’album La quinta stagione

GENERE:
Autobiografia – Narrativa
PAROLE CHIAVE:
Infanzia – Corpo – Scrittura
TRAMA:
Questa è la storia di una bambina cresciuta negli anni Settanta in una famiglia benestante  a Città del Messico. Una storia in cui si parla delle coppie aperte e di quelle che si separano, dei molti viaggi tra la Francia e il Messico, degli esuli cileni e di una nonna reazionaria, delle comuni hippy e di periferie francesi. Una storia di crescita narrata come un lungo resoconto alla dottoressa Sazlavski per venire a patti con la solitudine e con il dolore, ma anche per affermare il proprio riscatto grazie alla lettura e alla scrittura che affinano lo sguardo della narratrice fino a renderlo commovente e profondo ma sempre venato di ironia.
E’, infine, una storia in cui il corpo diventa protagonista e ogni suo segno distintivo in fondo merita di essere raccontato.

AUTORE:
Guadalupe Nettel è una giovane scrittrice messicana, nata a Città del Messico nel 1973. Questo è il suo primo romanzo tradotto in italiano.
Maggiori notizie sulla Nettel, si possono recuperare nella voce in spagnolo a lei dedicata su wikipedia

BIBLIOGRAFIA
Il corpo in cui sono nataè il solo romanzo tradotto in italiano
LINK:
La scheda del libro sul sito dell’editore Einaudi 

Una recensione apparsa su Qlibri.it

Un’ulteriore recensione apparsa su europaquotidiano.it
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TU, SANGUINOSA INFANZIA

Tu, sanguinosa infanzia

Michele Mari

Giulio Einaudi editore, 2009 (L’arcipelago Einaudi, 145)




CITAZIONE:
C’erano una volta otto scrittori che erano lo stesso scrittore. Tutti scrivevano del mare e delle sue tremende avventure, tutti usavano parole meravigliose come bastingaggio e bompresso, tutti conoscevano la geografia più lontana, i venti, le faune, le flore, le costellazioni, il computo della posizione, da quella conoscenza ricavando profondissimi affanni; mi facevano ardere della stessa sete e dello stesso delirio, rabbrividire per la stessa tempesta, sprofondare nello stesso identico flutto. La stiva di cui parlavano aveva una sola tenebra, il segreto del capitano non si scioglieva mai, parole e cose passavano intercambiabilmente da un libro all’altro  con fantastica continuità, e la mappa…la mappa era spezzettata in tanti frammenti distribuiti in ognuno di quei libri, bisognava averli letti tutti, ricordarseli tutti, confonderli tutti.

RILANCI:
Film:
L’estate di mio fratello, Pietro Reggiani, 2009

Musica:
In the air tonight, Phil Collins

Letture:
 Il sentiero dei nidi di ragno, Italo Calvino, Arnoldo Mondadori, 1993 (Oscar)

Un giorno questo dolore ti sarà utile, Peter Cameron, Adelphi, 2007

Io venia pien d’angoscia a rimirarti, Michele Mari, Cavallo di Ferro, 2012

GENERE:
Narrativa.
PAROLE CHIAVE:
Infanzia. Memoria

TRAMA:
Una raccolta di racconti che narrano l’infanzia dal punto di vista singolare di Michele Mari. Frammenti autobiografici che si  dipanano a partire dall’annuncio che il narratore sta per diventare padre e ci accompagnano in una visione dell’infanzia che non ha nulla di idillico o di ingenuo, come del resto la scrittura che la narra, composita, sorprendente, lucida e originale. Una narrazione fatta di sorprese, piccole tragedie e precoci nevrosi, l’infanzia – forse perché perduta per sempre – è come una ferita che non potrà mai smettere di sanguinare.

AUTORE:
Figlio del designer e artista Enzo Mari e della disegnatrice Iela Mari, è nato nel 1955  a Milano. Insegna Letteratura Italiana all’Università Statale di Milano
BIBLIOGRAFIA:
Tutti i libri di Michele Mari, romanzi, racconti, saggi, elencati su ibs.it

LINK:
La scheda del libro di Giulio Einaudi editore

Una lunga intervista all’autore apparsa sul blog scrittori precari e curata da Olga Campofreda

La recensione apparsa sul sito mangia libri.com 





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