Taggato: Felicità

Momenti di trascurabile felicità

Momenti di trascurabile felicità

Francesco Piccolo

Einaudi, 2014 (Super ET)

 

Momenti-di-trascurabile-felcità

Non parti mai, d’estate. Te ne stai sempre a casa di giorno e giri per la città di notte. E’ il periodo dell’anno che ti piace di più. Agosto: La parte centrale di agosto, meglio. Una settimana, al massimo dieci gioni, quello è il momento perfetto. Tutti vanno in vacanza e tu rimani qui. E’ la tua vacanza senza vacanza.

E’ come se avessi un balcone che affaccia su tutta la città e da giugno la vedessi riempirsi sempre di più, con le notti piene di cose da fare ela gente che non ha nessuna voglia di tornarsene a casa. A un certo punto, però, ti accorgi che la gente laggiù comincia a venire meno. Se ti sporgessi a cercare di ascoltare le parole, sentiresti che si salutano, domani parto ci riivediamo quando torno. Pian piano la città si vuota. E in mezzo ad agosto saluti l’ultimo amico: e finalmente rimani solo.

Così la chiami: la tua vacanza senza vacanza.

Rilanci

Letture Mi ricordo, George Perec, Bollati e Boringhieri, 2013

FilmLa felicità è un sistema complesso, Paolo Genovese, Italia, 2016

Genere

Narrativa

 Parole Chiave

Felicità, frammenti

Trama

“Sei in coda al supermercato in attesa del tuo turno, magari sei bloccato nel traffico, oppure aspetti che la tua ragazza esca dal camerino di un negozio d’abbigliamento. Sei un po’ distratto, insomma. Quando all’improvviso la realtà intorno a te sembra convergere in un solo punto, e lo fa brillare. E allora capisci di averne appena incontrato uno. I momenti di trascurabile felicità funzionano così: possono annidarsi ovunque, pronti a pioverti in testa e farti aprire gli occhi su qualcosa che fino a un attimo prima non avevi considerato.
Per farti scoprire, ad esempio, quant’è preziosa quella manciata di giorni d’agosto in cui tutti vanno in vacanza e tu rimani da solo in città. Quale interesse morboso ti spinge a chiuderti a chiave nei bagni delle case in cui non sei mai stato e curiosare su tutti i prodotti che usano. O la soddisfazione nel constatare che un amico ha ripreso in poco tempo tutti i chili persi con una dieta faticosissima che, per qualche giorno, sei stato tentato di fare anche tu.

A metà strada tra Mi ricordo di Perec e le implacabili leggi di Murphy – ma col gusto tutto italiano della divagazione – Francesco Piccolo mette a nudo con spietato umorismo i piaceri più inconfessabili, i tic, le debolezze con le quali prima o poi tutti noi dobbiamo fare i conti. Pagina dopo pagina, momento dopo momento, si finisce col venire travolti da un’inarrestabile ondata di divertimento, intelligenza e stupore.
Con la stessa sensibilità con cui ha perlustrato l’Italia «spensierata», Francesco Piccolo raccoglie, cataloga e fa sue le mille epifanie che sbocciano a ogni angolo di strada. Perché solo riducendo a spicchi la realtà si riesce ad afferrare per la coda – magari un attimo appena – il senso più profondo della vita” ( tratto da einaudi.it)

Autore

Francesco Piccolo, classe 1964, è scrittore e sceneggiatore. P ha firmato sceneggiature importanti per Nanni Moretti, Paolo Virzi, Francesca Archibugi e Silvio Soldini. Per Einaudi ha pubblicato: La separazione del maschio (2008), Momenti di trascurabile felicità (2010), Il desiderio di essere come tutti (2013) che ha vinto il Premio Strega nel 2014. L’ultimo libro pubblicato è Momenti di trascurabile infelicità(2015).

 Bibliografia

Tutti i libri di Francesco Piccoli nel cataologo on line della Rete Bibliotecaria Bergamasca

Link

La recensione su wuz.it

L’articolo apparso su L’Unità on line

 

Altro

Una vita tutta per sé

Una vita tutta per sé. Il percorso di una trasformazione con accessibili pratiche quotidiane.

Marion Milner

Introduzione di Rachel Bowlby

Moretti & Vitali, 2013 (Pensiero e pratiche di trasformazione)

 

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A forza di cercare di definire la meta della mia vita, mi era sorto il dubbio che la vita fosse dopo tutto una cosa troppo complessa per essere costretta nei limiti di un unico scopo, avrebbe traboccato da tutte le parti o se la costrizione era troppo forte, sarebbe cresciuta distorta come una quercia il cui tronco è stato imprigionato in un cerchio di ferro. Ho cominciato ad intuire che il bisogno del mio io era un equilibrio, sole, ma non troppo, pioggia, ma non sempre. Sentivo che un tipo di esperienza lo saziava altrettanto facilmente quanto un tipo di cibo saziava il corpo e che esso possedeva una sua saggezza, se soltanto avessi saputo imparare a interpretarla. Così ho cominciato ad avere un’idea della mia vita, non come progresso verso una meta prestabilita, ma come la graduale scoperta e lo sviluppo verso ciò che non conoscevo. Ho scritto: “Significherà camminare nella nebbia per un pezzo, ma è l’unico modo per non costringere l’io in una teoria precostituita”.

Rilanci

Film – L’uomo del treno, Patrice Leconte, 2002

Into the wild, Sean Penn, 2007

 

Letture – Una stanza tutta per sé, Virginia Woolf, Einaudi, 2006 (con testo inglese a fronte)

 

Musica – Hard sun, Eddie Vedder, dall’album, colonna sonora del film Into the wild

 

 Genere

Saggistica

 

Parole Chiave

Felicità – Ricerca – Identità

 

Trama

Virginia Woolf – nel famoso saggio Una stanza tutta per sé – sosteneva che i requisiti essenziali per le donne fossero una fonte di reddito e uno spazio autonomo. Qualche anno dopo, Marion Milner, una psicoterapeuta inglese, esigeva di più e voleva Una vita tutta per sé. Inizia così la fortunata vicenda di questo libro insolito e originalmente autobiografico, pubblicato per la prima volta nel 1934 e premiato da un immediato successo, tanto che le ristampe si susseguono fino ai nostri giorni.

La ricerca personale della Milner parte da una continua sensazione di disagio, di frustrazione e  di infelicità, a dispetto di una vita apparentemente risolta. L’autrice prova a cercare un metodo che la renda capace di seguire i propri desideri e, per quanto possibile, di realizzarli. L’originalità di questo percorso sta nel fatto che Milner, pur essendo una psicoterapeuta, non si avvale di tecniche psicoanalitiche, né cerca nei testi già pubblicati delle formule collaudate. Si dedica invece all’ascolto attento del proprio sentire, lo trascrive in un diario – che è in qualche modo traccia dei sentieri percorsi, lo esamina e ne trae delle conclusioni decisive per il cambiamento desiderato. In questa avventura durata sette anni, la donna si inoltra coraggiosamente in una terra inesplorata, incontra il pensiero cieco, fa i conti con le sue paure,  affronta momenti di delusione, indugi ed esitazioni come passaggi inevitabili verso una migliore comprensione di se stessi e verso il raggiungimento di insperate vittorie.

Autore

Marion Milner

Link

La scheda del libro sul sito dell’editore Moretti & Vitali

Una recensione dal blog doppiozero

Un’altra recensione dal sito women.it

Altro

IL SALE DELLA VITA

Il sale della vita

Francoise Héritier

Rizzoli, 2012










CITAZIONE:
C’è una leggerezza, una grazia tutta speciale nel puro e semplice fatto di esistere, al di là di tutti gi impegni professionali, dei sentimenti intensi, delle lotte politiche e umane: di questo, e di nient’altro, mi sono sforzata di parlare. Di quel piccolo “di più” che si offre in dono a tutti noi, e che chiamerò il sale della vita…
Non si tratta di alate speculazioni metafisiche o di meditazioni chissà quanto profonde sulla vanità dell’esistenza  o sulla vita intima che arde in tutti noi. Si tratta semplicemente di imparare a fare di ogni istante della  propria vita un tesoro di bellezza e grazia che si arricchisce continuamente per forza propria, e al quale si può attingere giorno per giorno. Il mondo esiste nei nostri sensi, prima di esistere come un tutto ordinato nel nostro pensiero, e dobbiamo fare il possibile per conservare nelle fasi successive della nostra esistenza questa facoltà creatrice di senso: vedere, ascoltare, osservare, sentire, toccare, accarezzare, percepire, annusare, assaggiare,  avere “gusto” per ogni cosa, per gli altri, per la vita.

RILANCI:
Film:
L’illusionistadi Sylvain Chomet. Warner Home video, 2011
Il favoloso mondo di Amélie di Jean Pierre Jeunet, 2001
Letture:

La gigantesca piccola cosa di Beatrice Alemagna. Donzelli editore, 2011

Musica:
Le quattro stagioni di Antonio Vivaldi

GENERE:
Narrativa – Diari e Memorie.
PAROLE CHIAVE:
Felicità -Identità – Ricerca

TRAMA:
Un singolare frammento autobiografico costruito attraverso l’accumulazione. Il libro della Héritier è un esperimento narrativo efficace che si compone di liste, compilate usando il metodo dei surrealisti,  ossia la libera associazione di idee.  Così, la risposta ad una cartolina, che l’autrice riceve da un amico, diventa pretesto per una riflessione intima e personale sulle molte esperienze quotidiane che danno forma alle nostre esistenze e che spesso ci orientano, continuando a generare senso al mondo.Queste, al di là dei ruoli e delle maschere che indossiamo quotidianamente, sembrano rappresentare per lei il “sale della vita”.

AUTORE:
Francoise Héritier è un’antropologa francese. Allieva di Lévi-Strauss, a cui è succeduta nella cattedra di Antropologia Sociale al Collège de France. Nella sua lunga carriera accademica ha scritto molti libri, di cui solo pochi sono stati tradotti e pubblicati in italiano. Il sale della vita è stato per mesi in vetta alle classifiche in Francia e poi anche in Italia. 

BIBLIOGRAFIA:
Tra i molti libri che ha pubblicato nella sua lunga carriera accademica, qui si possono trovare i pochi che sono stati tradotti in italiano.

LINK:
Una recensione apparsa sul sito Sololibri.net

Una sintesi, tradotta dal francese, di un’intervento di Francoise Héritier, pubblicata da Leiweb.it 
L’interventocompleto dell’autrice in lingua originale

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LA PSICOLOGIA DELLA FELICITA

Ognuno di noi apprezza aspetti della propria esistenza che sono diversi da quelli apprezzati da altri, perché ognuno ha la sua felicità, così come ognuno indossa i vestiti che meglio calzano la sua figura. Il termine “felicità” viene spesso usato come sinonimo di benessere soggettivo, ma è improprio. La felicità può riferirsi ad un’esperienza globale di benessere, a un sentimento temporaneo di gioia o alla presenza di frequenti emozioni positive


Il resto dell’articolo della dott.ssa Loretta Bezzi lo si può leggere sul sito web Obiettivo benessere
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