L’ultimo arrivato

L’ultimo arrivato

Marco Balzano

Sellerio, 2014

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Comunque i giorni prima di partire non riuscivo a mettere il naso fuori di casa. Mio padre mi diceva se ero diventato una monachella, ma io non sapevo che dirgli… Un pomeriggio si affacciò al balcone il maestro Vincenzo che sbatteva le lenzuola per far cadere le cimici…

Vieni a trovarmi . Mi disse

Disse che a Milano potevo essere felice. Disse proprio felice e ricordo che la parola mi sembrò come i pantaloni per la campagna. Grande e mala adatta.

“La migliore cosa è scrivere giorno per giorno quello che ti succede. Poche righe possono bastare” disse frugando in un cassetto. “ certe volte si rientra da lavoro stanchi e non si vuole più saperne di niente” e mi allungò un quaderno che chiamò diario perché dentro aveva le date e le ricorrenze dei santi.

“Devo scrivere qui sopra quello che faccio durante il giorno? E’ un compito?” gli domandai come fossimo in classe.

“Su questo diario puoi farci quello che vuoi – continuò senza badarmi -Ti sembrerà di parlare con una persona che la pensa come te. Puoi annotare le cose che fai, ma pure quello che non riesci a confidare a nessuno.”

Rilanci

Film – Così ridevano, Gianni Amelio, 1998 (Leone d’oro alla 55° Mostra del Cinema di Venezia)

 

Letture – La scuola raccontata al mio cane, Paola Mastrocola, 2004

 

Musica – Now that I know Who I am, Nona Hendrix, soundtrack del film Precious

 

Genere

Narrativa – Memorie e diari

Parole chiave

Memoria, bambini, emigrazioni

Trama

Negli anni Cinquanta a spostarsi dal Sud al Nord in cerca di lavoro non erano solo uomini e donne, ma anche bambini che non si erano mai allontanati da casa. Il fenomeno dell’emigrazione infantile coinvolse migliaia di ragazzini che dicevano addio ai genitori, ai fratelli, e si trasferivano, spesso per sempre, nelle lontane metropoli. Questo romanzo è la storia di uno di loro, di un piccolo emigrante, Ninetto detto pelleossa, che abbandona la Sicilia e si reca a Milano. Quando arriva a destinazione, davanti agli occhi di un bambino che non capisce più se è “picciriddu” o adulto si spalanca il nuovo mondo, Ninetto si getta in quella città sconosciuta con foga, cammina senza fermarsi, cerca, chiede, ottiene un lavoro, la scoperta della vita e di sé. Ad aiutarlo c’è poco o nulla, forse solo la memoria di lezioni scolastiche e qualche incontro felice. di qualche anno di Elementari.. E tutto gli accade come per la prima volta…

Autore

Marco Balzano è nato a Milano nel 1978, dove vive e lavora come insegnante di liceo. Ha esordito nel 2007 con la raccolta di poesie Particolari in controsenso (Lieto Colle, Premio Gozzano). Nel 2008 è uscito il saggio I confini del sole. Leopardi e il Nuovo Mondo (Marsilio, Premio Centro Nazionale di Studi Leopardiani). Il suo primo romanzo è Il figlio del figlio che ha vinto numerosi premi nazionali ed è stato tradotto in tedesco . Con l’editore Sellerio ha pubblicato Pronti a tutte le partenze (2013) e L’ultimo arrivato (2014) che ha vinto la 53° edizione del Premio Campiello.

Bibliografia

Tutti i libri di Marco Balzano sul sito di e-commerce, ibs.com

 

Links

La scheda del libro sul sito dell’editore Sellerio

 

Un articolo di Repubblica.it in occasione dell’assegnazione del 53° Premio Campiello

 

Marco Balzano racconta il suo romanzo su Letteratitudine news

 

Un articolo apparso su Rai.cultura

 

 

Altro

Scarti

Scarti

Jonathan Miles

Minimum Fax, 2015 (Sotterranei, 183)

 

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La spazzatura era l’unica cosa sincera prodotta dalla civiltà, perché era lì che andavano a finire tutti i segreti, tutte le lettere d’amore degli adulteri, e le armi degli omicidi e le poesie incompiute e le fotografie venute male e le bottiglie di liquore vuote che non verranno mai contate e i mucchi di fazzoletti di carta inumiditi da una donna che non capisce perché si sveglia alle tre del mattino e scivola in silenzio accanto al marito perfetto e ai figli perfetti addormentati per piangere al tavolo della cucina su imperfezioni a cui non sa dare nome. Era tutto lì dentro e aspettava solo di essere violato; i fascicoli segreti dell’umanità, riversati settimanalmente sui marciapiedi.

Rilanci

Film – America oggi (Short cuts), Robert Altman, 1993

 

LettureLe correzioni, Jonathan Franzen, Einaudi, 2014 (Super ET)

 

Genere

Narrativa

Parole Chiave

Memoria, alzheimer, rinascita

Trama

“Talmadge e Micah abitano abusivamente in un appartamento di Manhattan, vivendo serenamente degli avanzi che trovano nei cassonetti, ma il loro equilibrio subisce una scossa quando devono ospitare un vecchio compagno universitario di lui. Elwin, un linguista di mezza età lasciato dalla moglie, deve fare i conti con un padre malato che va perdendo la memoria. Sara, un’avvenente vedova dell’11 settembre, vede sgretolarsi il rapporto con la figlia adolescente e con il secondo marito, Dave, un uomo che ha costruito la sua fortuna riscuotendo debiti scaduti. E mentre i personaggi seguono i loro percorsi – tra epifanie e rese dei conti, vecchi debiti da pagare e tentativi di comunicare con le generazioni future – le storie si muovono verso una convergenza ineluttabile e un epilogo che per il lettore sarà difficile dimenticare. A partire dai detriti, reali e metaforici, delle loro esistenze, Jonathan Miles costruisce un romanzo corale dagli incastri perfetti, tenuto insieme da una prosa impeccabile (e a tratti esilarante) e da una profonda riflessione etica sul concetto di spreco e di consumo, per giungere alla conclusione che tutto, ma proprio tutto, può essere salvato” (dal sito della casa editrice italiana)

Autore

Jonathan Miles (1971) ha esordito con il romanzo Dear American Airlines, nominato dal New York Times «Notable Book» e miglior libro dell’anno da Wall Street Journal, Los Angeles Times e Pittsburgh Post-Gazette. Ha scritto per ilNew York Times e i suoi racconti sono comparsi in numerose antologie. (dal sito della sua casa editrice italiana)

Bibliografia

Scarti è l’unico libro tradotto in italiano.

Jonathan Miles è diventato famoso con Dear American Airlines

 

Link

Speciale “Scarti” – La nota del traduttore

Una recensione pubblicata sul blog il club dei libri

La recensione pubblicata da “Internazionale” a giugno 2015

Altri commenti al libro, li potete trovare sul sito dell’editore italiano Minimum Fax

 

Altro

Rughe

Rughe

Paco Roca

Tunué, 2008-2013

rughe

 

Non capisco perché così tante pasticche, tante diete, tanti divieti

– Be’ per vivere più tempo

– Per mal-vivere più tempo. Intendi dire

– Dai Miguel non iniziare di nuovo con questa storia. Cerchiamo di vivere più tempo per godere della vita e per poter vedere i nostri figli e nipoti…

– Adesso basta discutere. Andiamo ai divani a fare un riposino fino all’ora di cena.

Rilanci

FilmStill Alice, Richard Glatzer,wash Westmoreland, 2015

FilmYouth, Paolo Sorrentino, 2015

LettureLe Braci, Sandor Marai, Adelphi, 2008

MusicaLa città vecchia, Fabrizio De Andrè

 

Genere

Romanzi a fumetti

 

Parole chiave

Vecchiaia, memoria

 

Trama

Emilio, un anziano direttore di banca affetto dal morbo di Alzheimer, è ricoverato dalla sua famiglia in una residenza per la terza età. In questo ambiente, egli apprende come convivere con i suoi nuovi compagni e con gli infermieri che li accudiscono, cercando di non sprofondare in una morbosa routine quotidiana. La lotta contro la malattia è sorretta dalla volontà di mantenere la sua memoria e di evitare di essere portato all’ultimo piano, quello del non ritorno. La mancanza di memoria, dai ricordi più complessi alle cose più semplici, come il saper mangiare o il vestirsi, la mancanza di contatto con la realtà, il disagio dei famigliari e dei pazienti nei confronti della malattia, sono descritti con un misto di umorismo e commozione.

Autore

Paco Roca è un fumettista spagnolo contemporaneo. Con le sue storie a fumetti ha vinto numerosi premi internazionali. Quelle tradotte in italiano sono pubblicate dall’editore Tunué

Bibliografia

Tutti i titoli presenti nel catalogo dell’editore italiano Tunué

 

Link

Una recensione pubblicata sul sito Mangaforever

Un’altra recensione pubblicata da Lo spazio bianco

Rughe è diventato anche un film

Il blog dell’autore

 

Altro

La donna è un’isola

La donna è un’isola

Audur Ava Olafsdottir

Giulio Einaudi, 2013

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E’ allora, precisamente in quel momento, che per la prima volta mi rendo davvero conto di quello che sono. Sono una donna al centro di un disegno, un disegno finemente intessuto, fatto di sentimenti e di tempo. E le cose che mi stanno capitando, e che hanno un impatto profondo sulla mia vita, sono talmente tante che sembra non si limitino ad avvenire semplicemente una dopo l’altra, ma piuttosto che accadano su diversi piani di pensieri, di sogni e di stati d’animo contemporaneamente: momenti inscritti all’interno di altri momenti. Soltanto tra molto tempo mi riuscirà di discernere un filo logico, nel caos di quello che sta succedendo.

Rilanci

Film Back soon, Solveig Anspach, Islanda- Francia 2008

(Un sorprendente “road movie” islandese. Anche se in lingua originale con i sottotitoli in inglese, ne consiglio la visione)

Letture – 101 Reykjavik, Hallgrimur Helgason, Guanda, 2001

Musica – Hyperballad, Bjork, 2012

 

Genere

Narrativa,

 

Parole chiave

Amicizia, Maternità, Perdita, Viaggio

 

Trama

“Due donne, tre uomini, tre pesci rossi, un bambino. Una vincita a una strana lotteria, una profezia di una medium, e un viaggio che esplora le strade dell’Islanda e l’anima di una donna.
La protagonista di questa storia ha trentatré anni  e conosce undici lingue. Ha gli occhi verdi, i capelli castani tagliati cortissimi, traduce testi che cura maniacalmente in superficie – senza troppo curarsi del senso – e poi consegna a domicilio.  La sua migliore amica, Auður, è una musicista, è incinta di due gemelle, che dovrà crescere da sola, come da sola ha cresciuto il primo figlio, Tumi. Tumi ha quattro anni e la saggezza di un vecchio. Non sente, e neppure vede benissimo, ma non gli sfugge nulla e la sua curiosità è immensa.

E ancora: un marito fedifrago tormentato dai dubbi, un veterinario sensibile, e un «terzo uomo» misterioso, quarantasette ricette più o meno sperimentali e uno schema per lavorare a maglia…
E poi l’Islanda, che se ne sta lì, «accucciata, come un povero randagio perduto e bagnato, con le zampe raccolte sotto di sé». Con il freddo e  la pioggia che non smette, le notti lunghissime e scenari di inaspettata meraviglia.

A tenere insieme il tutto, la scrittura inconfondibile di questa autrice capace di mettere in scena mondi improbabili e renderli, ai nostri occhi, gli unici mondi possibili.

Il desiderio, l’amore, la maternità e l’amicizia vivono in questo delicatissimo romanzo on the road e si combinano in sfumature inedite”

(dalla recensione sul sito della casa editrice)

Autore

Auður Ava Ólafsdóttir è nata a Reykjavík nel 1958. Ha insegnato Storia dell’arte ed è stata direttrice del Museo dell’Università d’Islanda.
Per Einaudi ha pubblicato Rosa candida (Supercoralli 2012, Super ET 2014; tradotto in tutti i maggiori paesi europei e negli Stati Uniti), La donna è un’isola (Supercoralli 2013, Super ET 2014) e L’eccezione (Supercoralli 2014).

 

Bibliografia

I libri dell’autrice, pubblicati in italiano, sono nel catalogo Einaudi

 

Link

Una recensione di Roberto Cotroneo, pubblicata sul suo blog

 

Un’intervista pubblicata da La Repubblica, in occasione dell’uscita di questo romanzo in Italia

 

Altro

Non è più come prima-Elogio del perdono nella vita amorosa

“Non è più come prima” – Elogio del perdono nella vita amorosa

Massimo Recalcati

Raffaello Cortina, 2014 (Temi)

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Nessun amore, nemmeno quello che vive nella promessa del “per sempre”, è al riparo dal rischio della fine, perché ogni amore umano implica sempre l’esposizione assoluta all’ Altro che non esclude mai la possibilità del suo ritiro e della sua scomparsa. In tutte quelle situazioni dove l’impatto traumatico del tradimento ha messo l’amore in ginocchio, è davvero possibile che il lavoro del perdono restituisca la vita a ciò che sembrava ormai irrimediabilmente morto? E’ la più autentica posta in gioco di questo libro.

Rilanci

FilmAlabama Monroe – Una storia d’amore, Felix Van Groeningen, Belgio, 2012 (In Italia, 2014)

LettureDona Flor e i suoi due mariti, George Amado, Garzanti, 2003 (Nuova Biblioteca Garzanti)

Musica –  Perdono, Caterina Caselli, 1968

 

Genere

Saggistica

Parole chiave

Amore, perdono, cambiamento

Trama

“Questo libro si interessa dell’amore che dura, delle sue pene e della sua possibile redenzione. Non si occupa degli innamoramenti che si esauriscono nel tempo di una notte senza lasciare tracce. Indaga gli amori che lasciano il segno, che non vogliono morire nemmeno di fronte all’esperienza traumatica del tradimento e dell’abbandono. Cosa accade in questi legami quando uno dei due vive un’altra esperienza affettiva nel segreto e nello spergiuro? Cosa accade poi se chi tradisce chiede perdono e, dopo aver decretato che non era più come prima, vuole che tutto torni come prima? Dobbiamo ridicolizzare gli amanti nel loro sforzo di far durare l’amore? Oppure possiamo confrontarci con l’esperienza del tradimento, con l’offesa subita, con il dolore inflitto da chi per noi è sempre stato una ragione di vita? Questo libro elogia il perdono come lavoro lento e faticoso che non rinuncia alla promessa di eternità che accompagna ogni amore vero.” (Dalla prefazione dell’autore, riportata sul sito di Raffaello Cortina)

Autore

Massimo Recalcati, tra i più noti psicoanalisti lacaniani in Italia, è membro analista dell’Associazione lacaniana italiana di psicoanalisi. Le sue numerose pubblicazioni sono tradotte in diverse lingue.  Negli ultimi anni, ha pubblicato con successo con successo L’uomo senza inconscio (2010), Cosa resta del padre? (2011) e Ritratti del desiderio (2012).  L’ultimo suo libro si intitola: Le mani della madre, Feltrinelli, 2015.

Bibliografia

Una buona selezione dei libri di Recalcati potete trovarla su ibs.com

 

Link

Una recensione pubblicata sul sito State of Mind, il giornale delle Scienze Psicologiche

Un’altra recensione pubblicata da Tuttolibri – La Stampa

Per approfondire, visitate il sito dell’autore

 

Altro

Nelle terre selvagge

Nelle terre selvagge

Gary Paulsen

Piemme, 2014

 

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Non sono più lo stesso pensò. Vedo e sento in modo diverso. Non sapeva dire quando fosse iniziato quel cambiamento, ma c’era. Ormai se gli arrivava all’orecchio un rumore non lo udiva soltanto, ma lo riconosceva immediatamente. Si voltava, osservava il rametto spezzato o la foglia spostata dall’aria e capiva il rumore come se fosse stato in grado di far risalire l’onda sonora all’indietro, dalla mente fino alla fonte.

Riconosceva un rumore ancora prima di essersi reso conto di averlo udito. E se vedeva qualcosa, come il movimento dell’ala di un uccello in un cespuglio o un’increspatura dell’acqua, la vedeva davvero, non si limitava a notarla distrattamente come faceva in città. Anzi, ne vedeva ogni sua parte: l’ala intera, ma anche le piume e il loro colore; il cespuglio, ma anche la grandezza, la forma, il colore di ciascuna foglia. Vedeva il modo in cui la luce si muoveva sull’increspatura nell’acqua, ma anche la direzione in cui il vento doveva soffiare per far muovere le piccole onde in quel modo.

Tutte queste cose che non aveva mai notato prima ormai erano parte di lui, una parte cambiata e cresciuta di lui. Mente e corpo si erano incontrati e avevano formato un legame che nemmeno lui stesso comprendeva ancora bene.

Rilanci

FilmWild, Jean Marc Vallée, USA, 2014

Letture – Wild – Una storia selvaggia, Cheryl Strayed, Piemme,2015

Musica –  Run boy run, Woodkid

 

Genere

Narrativa

 

Parole Chiave

Avvetura, identità, cambiamento

 

Trama

“Mentre sorvola il Canada per raggiungere suo padre, l’aereo monoposto sul quale Brian Robeson sta viaggiando precipita. Nel giro di pochi istanti, il ragazzo si ritrova perso nel selvaggio nord con solo i vestiti che indossa, un telo antivento sbrindellato, l’accetta che sua mamma gli ha regalato e il segreto che nasconde dal giorno del divorzio dei genitori.… Ma adesso Brian non ha tempo per la rabbia, la disperazione o l’autocommiserazione. Tutto quello che sa e tutto il suo coraggio gli servono per sopravvivere”(dal sito dell’editore italiano Piemme).

 

Autore

Gary Paulsen è uno dei più premiati autori moderni di letteratura per ragazzi. Ha scritto più di cento romanzi, per ragazzi e per adulti, e poi articoli, saggi e opere teatrali. Ha vinto per tre volte la Newbery Medal, un premio letterario assegnato dalla Associazione americana delle biblioteche (ALA) annualmente ai migliori libri per ragazzi e per giovani adulti. Si divide fra Alaska, New Messico, Minnesota e il Pacifico.

 

Bibliografia

Molti dei libri, tradotti in italiano, di Gary potete trovarli su unilibro.it

 

Link:

Una recensione pubblicata sul sito della rete documentaria del comune di Pistoia

Un’altra recensione pubblicata dal blog del progetto Xanadu

 

Altro

Amleto, Alice e La Traviata

Amleto, Alice e La Traviata

Lella Costa – Prefazione di Michele Serra

Feltrinelli, 2008 (Universale Economica Feltrinelli, n 2067)

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Che poi, Amleto è matto o fa finta?

La sua celeberrima pazzia è autentica o è una messa in scena?

Chi lo sa…Questo è forse il più affascinante tra i tanti interrogativi insoluti che Skakespeare ci ha lasciato – complice ancora una volta la lingua, la sua

In inglese c’è una sola parola per dire tutto questo: fool

Fool vuol dire tutto. Vuol dire matto, pazzo, sciocco, stolto, idiota, stupido, però vuole anche dire buffone. Il fool è proprio il giullare, il buffone di corte.

E allora?

Chi è, che cosa è Amleto – è matto?

RILANCI

FilmHamlet,  regia e adattamento di Kennet Branagh, 1996

La Traviata, regia e adattamento di Franco Zeffirelli, 1983

Alice in wonderland, Tim Burton, 2010

 

Letture – Amleto, Einaudi, 2005 (Con testo a fronte)

Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie, Einaudi, 2006

La Traviata, Giuseppe Verdi. Libretto d’opera

 

Musica –  Amami Alfredo, tratta da La traviata di Giuseppe Verdi

 

GENERE

Narrativa

 

PAROLE CHIAVE

Teatro, Identità, Amore, Scrittura, Perdita.

 

TRAMA

“L’Amleto o la Traviata o l’Alice di Lella Costa sono inconfondibilmente spettacoli di Lella Costa, scritti per la sua voce e la sua figura agile e vibrante. Di shakespeariano e verdiano e lewiscarrollesco hanno però l’atmosfera, la grana culturale, la sostanza del racconto, in un continuo entrarci dentro e uscirne un istante dopo per aggiungere qualcosa di apparentabile, politica e televisione, sogni e delusioni, intuizioni e confusione…” (dalla prefazione di Michele Serra)

 

AUTORE

Dopo il liceo classico Carducci di Milano, frequenta la facoltà di Lettere e supera tutti gli esami, senza però laurearsi. Si diploma all’Accademia dei Filodrammatici ed esordisce, dopo esperienze di traduttrice, nel 1980 nel suo primo monologo. Attrice, doppiatrice, ha al suo attivo trasmissioni radiofoniche e televisive particolarmente innovative, autrice di monologhi da lei portati con successo in teatro. Ha anche partecipato ad alcune esperienze cinematograifhce interessanti (si ricordi Ladri di saponette di Maurizio Nichetti). Molto attiva nel mondo dell’associazionismo, promuove da anni l’attività di Emergency, ha dato la sua voce per lo spot di Peacereporter e si è sempre distinta nelle battaglie a difesa dei diritti civili.

(A cura di Wuz.it)

 

BIBLIOGRAFIA

Tutti i libri di Lella Costa su ibs.com

 

LINK

La presentazione del libro da parte dell’autrice

La scheda del libro sul sito dell’editore

Una presentazione pubblicata sulle pagine del Salone del libro di Torino

 

 

 

Altro

La bambina pugile ovvero la precisione dell’amore

La bambina pugile

 ovvero

 La precisione dell’amore

Chandra Livia Candiani

Giulio Einaudi Editore, 2014 (Collezione di Poesia, 419)

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Mappa per l’ascolto

Dunque, per ascoltare

avvicina all’orecchio

la conchiglia della mano

che ti trasmetta le linee sonore

del passato, le morbide voci

e quelle ghiacciate,

e la colonna audace del futuro

fino alla sabbia lenta

del presente, allora prediligi

il silenzio che segue la nota

e la rende sconosciuta

e lesta nello sfuggire

ogni via domestica del senso.

 

Accosta all’orecchio il vuoto

fecondo della mano,

vuoto con vuoto.

Ripiega i pensieri

fino a riceverle in pieno

petto risonante

le parole in boccio.

 

Per ascoltare bisogna avere fame

e anche sete,

sete che sia tutt’uno col deserto,

fame che è pezzetto di pane in tasca

e briciole per chiamare i voli,

perché è in volo che arriva il senso

e non rifacendo il cammino a ritroso,

visto che il sentiero,

anche quando è il medesimo,

non è mai lo stesso

dell’andata.

 

Dunque, abbraccia le parole

come fanno le rondini col cielo,

tuffandosi, aperte all’infinito,

abisso del senso.

Rilanci

Film –  Il giovane favoloso, Mario Martone, 2014

Letture – Poesie – 1972-2002, Vivian Lamarque, Arnoldo Mondadori Editore, 2002

Musica –   Isiaki, Sigur Ros

 

Genere

Poesia

 

 Autore

Chandra Livia Candiani è nata a Milano nel 1952. È traduttrice di testi buddhisti e tiene corsi di meditazione. Conduce seminari di poesia nella scuola primaria.

Ha pubblicato le raccolte di poesie Io con vestito leggero (Campanotto 2005),La nave di nebbia. Ninnananne per il mondo (La biblioteca di Vivarium 2005),La porta (La biblioteca di Vivarium 2006), Bevendo il tè con i morti(Viennepierre 2007) e La bambina pugile ovvero la precisione dell’amore (Einaudi 2014). È presente nell’antologia Nuovi poeti italiani 6, curata da Giovanna Rosadini (Einaudi 2012).

Bibliografia

Tutti i libri pubblicati sono disponibili sul catalogo amazon

Link

La scheda del libro sul sito dell’editore

Una recensione di Giorgio Morale su Nazione Indiana

Una recensione di Andrea Cirolla dal blog minima&moralia

Altro

Storia della bambina perduta

Storia della bambina perduta

Elena Ferrante

E/O, 2014  (Dal mondo)

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Quando mi ritirai nella mia stanza stentai ad addormentarmi. Qual era il male delle mie figlie, qual era il bene? E il mio male, il mio bene in cosa consistevano, e combaciavano o divergevano dal loro male e dal loro bene. Quella notte Nino finì sullo sfondo, riemerse Lila. Lila soltanto, senza il sostegno di mia madre. Sentii il bisogno di litigarci, di gridarle: non criticarmi soltanto, prenditi la responsabilità di suggerirmi che cosa devo fare

 

RILANCI

Film – I giorni dell’abbandono di Roberto Faenza, 2005

Letture – Gli altri libri della quadrilogia: L’amica geniale, Storia del nuovo cognome, La storia di chi fugge e di chi resta, Elena Ferrante. Tutti i libri sono pubblicati da E/O

Musica –  Arrivederci amore ciao, di Paolo Conte, Michele Virano, Vito Pallavicini, interpretata da Franco Battiato

GENERE

Narrativa

 

PAROLE CHIAVE

Amicizia, Amore, Scrittura, Perdita

 

TRAMA

La storia della bambina perduta è l’ultimo volume di una quadrilogia che l’autrice dedica alle vicende di Elena, Lénu, e Raffaella, Lila. Elena ritorna a Napoli con le sue figlie per seguire l’uomo di cui è innamorata fin dall’infanzia. Questa circostanza permette alle due donne di ritrovarsi e di intrecciare ancora le loro vicende personali e quelle del rione in cui sono nate.

La narrazione prende avvio da un mistero, Raffaella, Lila per la protagonista è scomparsa, sembra essersi volatilizzata, Elena comincia allora a raccontare – in prima persona- la loro storia, seguendo le due protagoniste bambine, e poi adolescenti, tra le quinte di un rione miserabile della periferia napoletana, tra una folla di personaggi minori eppure necessari al dipanarsi delle vicende. Uno dei temi fondamentali del romanzo è la natura complessa dell’amicizia tra le due bambine, poi ragazzine, e infine donne,  che segna ineludibilmente la loro crescita individuale, il modo di influenzarsi reciprocamente, i buoni e i cattivi sentimenti che nutrono nei decenni un rapporto vero, robusto.  E’ una storia di drammi e tragedie,  ma anche di riscatto in cui le due protagoniste incarnano un’energia femminile potente che non si rassegna al destino ma continua a cercare un nuovo posto nel mondo.

Narra anche gli effetti dei cambiamenti che investono il rione, Napoli, l’Italia, in più di un cinquantennio, trasformando loro malgrado le amiche e il loro legame,con l’andamento delle grandi narrazioni popolari, dense e insieme veloci. Una lettura appassionante che non si vorrebbe lasciare mai, non solo per la complessità dell’intreccio ma anche per la profondità e la potenza di voce narrativa dell’autrice.

 

AUTORE:

Elena Ferrante è lo pseudonimo di una scrittrice o scrittore (c’è infatti chi crede che dietro la sua penna possa nascondersi addirittura un uomo, tra i nomi papabili emergono quelli di  Domenico Starnone e Goffredo Fofi, ma molti hanno pensato che fosse la moglie di Domenico Starnone, Anita Raja, traduttrice e redattrice presso la casa editrice E/O) di cui si ignora la vera identità. Di lei si sa solo che sarebbe nata a Napoli, città che avrebbe abbandonato presto per vivere all’estero.

Dal suo primo romanzo, L’amore molesto, edito nel 1992, vincitore di diversi premi, è stato tratto l’omonimo e notevole film di Mario Martone

Dal romanzo successivo, I giorni dell’abbandono, edito nel 2002 e finalista al Premio Viareggio, è stata realizzata la  pellicola di Roberto Faenza

Nel volume La frantumaglia, edito nel  2003 racconta invece la sua esperienza di scrittrice.

Nel 2011 è stato pubblicato il primo volume del ciclo L’amica geniale, seguito nel 2012 dal secondo volume, Storia del nuovo cognome e nel 2013 dal terzo, Storia di chi fugge e di chi resta.

Senza aver mai svelato la propria identità, Elena Ferrante è una scrittrice apprezzata non solo in Italia, ma anche all’estero – in particolare in America – dove ha raccolto critiche più che positive da giornali prestigiosi, tra i quali anche il New Yorker

Ferrante è fermamente convinta che i suoi libri non necessitino di una sua foto in copertina né di presentazioni promozionali: devono essere percepiti come “organismi autosufficienti”, a cui la presenza dell’autrice non potrebbe aggiungere nulla di decisivo.

BIBLIOGRAFIA

Tutti i titoli di sono pubblicati dalle edizioni E/O

LINK

La scheda del libro sul sito dell’editore

Una recensione di Viviana Scarinci apparsa sul blog doppio zero.com

Una recensione di Marina Terragni apparsa sul blog di iodonna.it

Notizie sull’autrice e sulla sua scelta di rimanere anonima

La scheda precedente apparsa su questo blog

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