L’altra figlia

L’altra figlia

Annie Ernaux

L’ Orma, 2016 (Kreuzville Aleph)

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Da bambina credevo sempre di essere il doppio di un’altra, una che viveva altrove. Di non stare nemmeno vivendo per davvero, ma che la mia vita fosse “la scrittura”, la finzione dell’altra. E’ qualcosa da approfondire, questa assenza d’essere, questo essere fittizio. Forse è questo l’oggetto della finta lettera che sto scrivendo – sono vere solo quelle indirizzate ai viventi….La tua esistenza passa solo attraverso l’impronta che hai lasciato sulla mia. Scriverti non è altro che fare il giro della tua assenza. Descrivere l’eredità d’assenza. Sei una forma vuota che è impossibile riempire di scrittura.

E’ forse dallo scrivere che sei rinata, da quello scendere a ogni libro dentro ciò che non conoscevo in anticipo, come qui, ora, dove ho l’impressione di scostare dei veli che si moltiplicano senza sosta lungo un corridoio infinito.

Rilanci

Letture – Il Posto, Annie Ernaux, L’orma, 2014

Film – Cloro di Lamberto Sanfelice, 2015, Italia

Genere

Memorie e diari

Parole Chiave

Autobiografia, Lutto, Segreti, Identità, Scrittura, Madri e figlie

Trama

Durante un’ assolata domenica d’estate, una bambina ascolta per caso la conversazione della madre con una conoscente e scopre che i genitori hanno avuto un’altra figlia, morta a sei anni, due anni prima che lei nascesse. E’ una rivelazione che cambia per sempre la vita di quella bambina, diventa lo spartiacque di un’infanzia e determina il destino di una donna e di una scrittrice. Ad un certo punto della sua vita adulta, l’autrice sente il bisogno di scrivere una lettera a questa sorella mai conosciuta e di provare a sondare con la scrittura la sua eredità d’assenza.

Autore

Annie Ernaux è nata a Lillebonne nel 1940 ed è una delle voci più autorevoli del panorama culturale francese. Studdiata e pubblicata in tutto il mondo, di recente l’editore Gallimard le ha dedicato una mnografia nella prestigiosa collana Quarto. Nei suoi libri ha reivantato i modi e le possibilità dell’autobiografia, trasformando il racconto della propria vita, in acuminato strumento di indagine sociale, politica ed esistenziale

Bibliografia

Tutti i libri di Annie Ernaux dal catalogo on line lafeltrinelli

 

Link

Una recensione dal blog Il mondo di Athena

Un’altra recensione dal sito internet Le parole e le cose – Letteratura e Realtà

L’intervista di Marco Missiroli: La scrittura, il tempo, l’attesa

Se vuoi prenotare una copia del romanzo,puoi farlo dal sito della Rete bibliotecaria Bergamasca:

 

Altro

Camminare – Elogio dei sentieri e della lentezza

Camminare – Elogio dei sentieri e della lentezza

David Le Breton

Lit edizioni, 2015 (Edizioni dei Cammini)

 

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Camminare è inutile come tutte le attività essenziali. Atto superfluo e gratuito, non porta a niente se non a se stessi dopo innumerevoli deviazioni…

Certo una camminata è poca cosa rispetto ad una vita intera e spesso lascia solo una traccia fugace nella memoria. Ma probabilmente è lì la sua forza alimentare il gusto di vivere con una semplicità essenziale. Da lì il desiderio di ripartire ancora, di percorrere nuovi territori o di tornare sulle tracce di vecchi percorsi per ritrovarne ricordi e sensazioni. Ogni destinazione è buona per mettersi ancora in cammino…Come tutti gli uomini. Il camminatore non basta a se stesso, sui sentieri cerca ciò che gli manca, ma ciò che gli è ciò che alimenta il suo fervore. Spera in ogni istante di trovare ciò che tiene viva la sua ricerca. Abbiamo sempre la sensazione che alla fine del cammino ci aspetti qualcosa che era destinato solo a noi, una rivelazione non lontano da lì, a qualche ora di cammino, oltre le colline o la foresta. E l’immagine sfocata del paesaggio alimenta ancora di più al convinzione che un segreto stia per venire alla luce. Prendiamo alcune strade nel desiderio che esse scavino nella memoria un’incisione luminosa. Ogni cammino è custodito innanzitutto dentro di noi , prima che si declini sotto i nostri passi, porta a noi prima di condurre a una destinazione particolare. E a volte apre finalmente la stretta porta che si affaccia sulla felice trasformazione di noi stessi.

Rilanci

Letture: Filosofia del camminare – Esercizi di meditazione mediterranea. Duccio Demetrio, Raffaello Cortina, 2005

FilmIl cammino per Santiago (The Way) di Emilio Estevez, Spagna, Usa, 2010, 2012

Musica: Lost!, ColdPlay

https://www.youtube.com/watch?v=Pkgeai985rA

Genere

Memorie e Diari – Saggistica

Parole Chiave

Cammino, scrittura, ricerca, trasformazione

Trama

“Dieci anni dopo Il mondo a piedi (Feltrinelli 2001), David Le Breton torna sullo stesso tema, “come un camminatore che torna, anni dopo, su un percorso che ha immensamente amato”.
Uomo di grande sensibilità e cultura, illuminato interprete del suo tempo, Le Breton raccoglie in queste pagine schizzi paesaggistici, riflessioni e aneddoti sul camminare e sui camminatori, rievoca tradizioni e personaggi storici, e ci offre un punto di vista inedito e ispirato su un aspetto insolito del viaggio.
Percorrere sentieri e rotte insolite, sondare foreste e montagne, scalare colline solo per il piacere di ridiscenderle, poter contare solo sulle proprie forze fisiche, esposti di continuo agli stimoli del mondo fuori e dentro se stessi: questo è il camminare, un anacronismo in una contemporaneità che privilegia la velocità, il rendimento, l’efficienza. Per Le Breton camminare è un lungo rito d’iniziazione, una scuola universale, una filosofia dell’esistenza che purifica lo spirito e lo riconduce all’umiltà, un atto naturale e trasparente che restaura la dimensione fisica del rapporto con l’ambiente e ricorda il sentimento della nostra esistenza” (presentazione del testo dal sito dell’editore )

Autore

David Le Breton è un antropologo e un sociologo francese. Insegna sociologia all’università di Strasburgo. Si occupa in particolare di antropologia del corpo, cui ha dedicato numerosi saggi, tra cui  Il sapore del mondoUn’antropologia dei sensi, La pelle e la traccia- Le ferite del sé, Esperienza del dolore fra distruzione e rinascita, Sul camminare ha scritto dieci anni fa Il mondo a piedi – Elogio della marcia

Bibliografia

Tutti i libri di Le Breton che si possono consultare o richiedere in prestito nelle biblioteche, sul sito della Rete Bibliotecaria bergamasca

Link

La scheda del libro sul sito web dell’editore,disponibile anche in e-book

Una recensione apparsa sul blog “La compagnia dei cammini”

 

Altro

Mi ricordo

Mi ricordo

Matteo B. Bianchi

Fernandel, 2004

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Mi ricordo come la lettura dei ricordi di Perec suscitasse quasi automaticamente una cascata di ricordi in me. A volte bastava un nome, una citazione, un modo di dire e subito mi trovavo a zampillare memorie personali. Era i processo del ricordo stesso ad essere stimolato, perché molto spesso i riferimenti dell’autore erano lontanissimi, per collocazione storica, geografica o generazionale, da me. Queste differenze tuttavia non intaccavano l’alchimia: bastava che lui citasse marche di caramelle sconosciute che subito a me tornavano alla mente le marche di quelle che mangiavo io da bambino. E quando, di tanto in tanto, mi capitava di condividere proprio il medesimo ricordo, il senso di identificazione che scattava era eccezionale.

Rilanci

Letture – Mi ricordo – Je me souviens, George Perec, Bollati & Boringhieri

Mi ricordo – I remember, Joe Brainard ????

Film – Amarcord, Federico Fellini, Italia, 1973

 

Genere

Memorie e Diari

Parole Chiave

Ricordi, memoria, scrittura

 

Trama

Mi ricordo è un repertorio di ricordi individuali, un elenco per frammenti strettamente autobiografico. Quello che avviene leggendolo è una specie di rezazione chiamica, i ricodi dell’autore si collegano ai nostri, in alcuni ci ritroviamo, altri fungono da catalizzatore e ne fanno emergere di nostri.

Autore

Matteo B. Bianchi ha pubblicato i romanzi, “Generations of love” (1999), “Fermati tanto così” (2002) ed “Esperimenti di felicità provvisoria” (2006), tutti per Baldini Castoldi Dalai editore. Ha pubblicato inoltre il memoriale “Mi ricordo” (2004) per Fernandel e la favola “Tu Cher dalle stelle” (2006) per Playground. Per sette anni è stato autore del programma quotidiano “Dispenser” di Radio Due RAI. Attualmente è uno degli autori dello show televisivo “Very Victoria”, in onda su MTV. Insieme al regista Max Croci ha realizzato sei cortometraggi: “Volevo sapere sull’amore”, “Cheesecake”, “Golden Hays”, “Babbo a spillo”, “Vedo cose” e “Castigo divino” (gli ultimi cinque prodotti da Sky Cinema). Scrive su “Linus”, “Rolling Stone” e “D di Repubblica” e dirige on-line la sua personale rivista di narrativa ” ‘tina “. (La biografia è stata ricavata dal sito dell’autore)

Bibliografia

Le opere di Matteo B. Bianchi sul sito di e-commerce ibs.it

Link

Se vuoi prenotare una copia del testo, puoi farlo sul sito della Rete bibliotecaria Bergamasca:

La presentazione del libro sul sito dell’editore

Il sito personale dell’autore

E il suo blog

 

Altro

Purity

Purity

Jonathan Franzen

Einaudi, 2016

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Non che le piacesse prendere in giro sua madre. Ma i loro rapporti erano inquinati dall’azzardo morale, un’utile espressione che Pip aveva imparato al corso di economia al college. Nel sistema economico di sua madre, lei era una banca troppo grande per poter fallire, un’impiegata troppo indispensabile per poter essere licenziata per cattiva condotta. Anche alcuni amici di Oakland avevano genitori problematici, ma riuscivano comunque a parlarci tutti i giorni senza eccessive manifestazioni di stranezza, perché persino i più problematici avevano risorse che non si limitavano al loro unico discendente. Nel mondo di sua madre, invece, esisteva solo Pip

Rilanci

Letture – Le correzioni di Jonathan Franzen, Einaudi, 2002, 2010, 2014

Film – Novecento di Bernardo Bertolucci, Italia, 1976

Genere

Narrativa

Parole Chiave

Segreti, Identità, Internet, Amore, Madri e figlie

Trama

Una giovane donna che non conosce nulla del suo passato e cerca faticosamente una strada per il futuro incontra Andreas Wolf che, per dimenticare e far dimenticare il suo passato, ha costruito un impero per divulgare informazioni ottenute illegalmente. Ai protagonisti principali si aggiungono giornalisti d’inchiesta, la Stasi e il regime della DDR, squatters, madri e padri fragili, storie d’amore strazianti e il diritto all’oblio negato dai social media. Raccontando di questo, Franzen costruisce con grande maestria un intreccio formidabile e complesso per rappresentare la contemporaneità

Autore

Jonathan Franzen vive a New York ed è considerato uno dei migliori autori americani contemporanei. E’ anche giornalista e saggista, pubblica regolarmente racconti e saggi sul  “The New Yorker” su “Harper’s”. Conosce e parla il tedesco, ha annotato i saggi di Kraus raccolti nel volume Il progetto Kraus (Einaudi, 2014) con il contributo di Paul Reitter e Daniel Kehlmann. Nell’edizione originale ha anche tradotto i testi in inglese.

Esordisce nel 1988 con La ventisettesima città. Nel 2002 viene consacrato dalla critica con Le correzioni che riceve il Nationa Book Award nella sezione Romanzo. Tutti i suoi romanzi tradotti in italiano sono pubblicati da Einaudi. Tra le sue opere più conosciute, Forte Movimento e Libertà

Bibliografia

Questi i romanzi pubblicati in Italia, dal catalogo del suo editore italiano

 

Link

L’opinione di Christian Raimo su Internazionale

La recensione  di Matteo Persivale su “La lettura” on line, l’inserto del Corriere della Sera

Una raccolta  delle recensioni americane fatta da Ilpost

Un’altra recensione dal sito internet Piegodilibri

L’intervista di Antonio Monda , apparsa sull’inserto cultura de’ larepubblica.it in occasione della’uscita italiana del suo ultimo romanzo

Se vuoi prenotare una copia del romanzo, anche in formato digitale, puoi farlo dal sito della Rete bibliotecaria Bergamasca.

 

 

Altro

La simmetria dei desideri

La simmetria dei desideri

Eshkol Nevo

Neri Pozza, 2010 (Bloom, 37)

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Il maestro del corso di scrittura creativa dice che la sincerità è una delle caratteristiche più importanti per un narratore. Soprattutto se il testo è scritto in prima persona. “Prendete una pila e illuminatevi dentro, nelle zone più oscure. Scovate le cose più brutte, quelle non attraenti. Non c’è nulla di più repellente di un io che cerca di migliorarsi”, ci raccomanda. Ed ecco, è proprio quello che sto facendo. MI comporto come il fedele prodotto della casa anglosassone in cui sono cresciuto, nascondo la verità meschina, imbarazzante: non ho dovuto fingere di essere felice di rivedere Yaara. Ero davvero felice di vederla, di baciarle le guance, di sentire l’odore dei suoi capelli, di ascoltarla esprimere opinioni decise su ogni questione, scagliare frecce taglienti in tutte le direzioni, palleggiando le parole a tutta velocità, sicura, anche se io sapevo che , al di sotto delle apparenze, si nascondeva una profonda fragilità…

Rilanci

LettureIl senso di una fine, Julian Barnes, Einaudi, 2012 (link interno)

Film – Come eravamo, The way we were, Sidney Pollack, USA, 1973

 

Genere

Narrativa

Parole Chiave

Desiderio, Nostalgia, Scelte di vita.

 

Trama

“Quattro amici guardano in televisione la finale dei Mondiali di calcio del 1998. Non hanno ancora trent’anni, e hanno condiviso la giovinezza, gli studi, l’esercito, le avventure, i sogni e le difficoltà, le speranze e gli amori. Sono uniti da un legame intenso, dal bisogno profondo di parlare e di confrontarsi su tutto, senza vergogna, affrontando le lacrime e la gioia, la vita in ogni suo aspetto.
Yuval, il narratore, ha un animo buono e una spartana educazione anglosassone; Churchill è un egoista irresponsabile ma trascinante, ed è il fondatore della loro gang dai tempi del liceo. Ofir vive di parole e brucia ogni giorno la sua creatività in un ufficio pubblicitario. Amichai vende polizze mediche ai malati di cuore, è già sposato e ha due figli.
Durante la partita Amichai ha un’idea: perché non scrivere su un foglietto i propri desideri, i sogni per gli anni a venire, per poi attendere la prossima finale della coppa del mondo e vedere se si sono realizzati?
Quel giorno in cui sta per scrivere il suo bigliettino Yuval ha da poco incontrato Yaara, e sa già che è la donna della sua vita. Prima l’ha vista alla mensa dell’università, poi uno scambio di chiacchiere, di numeri di telefono, una telefonata notturna, infine un bacio. Yaara è una di quelle donne che smentisce la teoria dell’amico Churchill: «Non esiste una ragazza bella, intelligente, arrapata e anche libera. Uno degli elementi è sempre assente». Nel bigliettino dei desideri Yuval scrive: «Ai prossimi Mondiali voglio stare ancora con Yaara. Ai prossimi Mondiali voglio essere sposato con Yaara. Ai prossimi Mondiali voglio avere un figlio da Yaara. Possibilmente una figlia». Il suo destino, e quello dei suoi amici, è pronto a mettersi in moto.
Intorno a loro, all’inizio del nuovo millennio, una società logorata, sfiancata dai continui conflitti, che ha fatto della repressione e della rimozione uno stile di vita. I quattro protagonisti hanno a loro volta cercato di dimenticare la Prima Intifada, quando erano soldati dell’esercito, mentre la Seconda Intifada li costringe a porsi domande sul proprio futuro. In un mondo come questo è davvero possibile, è davvero giusto avere dei desideri? (dal sito dell’editore italiano, Neri Pozza)

Autore

E’ nato nel 1971. Ha vissuto tra Israele e gli Stati Uniti, ma ha completato gli studi a Tel Aviv, prendendo una laurea in Psicologia. Ha iniziato a lavorare come pubblicitario, carriera poi abbandonata per dedicarsi alla scrittura. Insegna scrittura creativa in varie istituzioni. Nel 2005 ha vinto il Book Publisher’s Association’s Golden Book Prize con “Nostalgia”

Bibliografia

Questi i romanzi pubblicati in Italia inseriti nel catalogo della rete bibliotecaria bergamasca

 

Link

Se vuoi prenotare una copia sul sito della Rete bibliotecaria Bergamasca:

La presentazione su Rai Educational

L’intervista all’autore su Wuz

La recensione dal sito web Il circolo dei libri

 

Altro

Di mamma ce n’è più d’una

Di mamma ce n’è più d’una

Anna Maria Testa

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Nella giornata della Festa della Mamma, condivido un articolo di Anna Maria Testa che con Lorella Zanardi, presenta il libro di Loredana Lipperini che si intitola proprio Di mamma ce n’è più d’una.  Per andare oltre la retorica melensa che ci propinano, questo è un  buon punto di partenza per continuare a interrogarci sul  ruolo di madri, ma anche sugli stereotipi e sui sensi di colpa, sui rapporti fra i generi  e quelli con i figli, sull’identità  e sulle scelta delle donne.

Qui il link per  leggere tutto l’articolo.

 

Altro

I reni di mick jagger

I reni di mick jagger

Rocco Fortunato

Fazi, 2015 (Le strade, 262)

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Dagli aghi partivano due tubicini di gomma trasparente che andavano  a finire dentro un grosso filtro cilindrico e, dietro al filtro, c’era la macchina. Ci tiravo avanti un paio di giorni, poi tornavo, mi rificcavano gli aghi nel braccio e aspettavo. Un altro paio di giorni. Tutta la vita.

L’incantesimo durava quattr’ore, per l’appunto. Tre volte a settimana. Dunque, tre per quattro dodici…Facevano dodici ore a settimana. Moltiplicato per tutte le settimane che mi restavano da vivere. Peggio che in fabbrica o in miniera, o in banca o nell’esercito. E c’erano ottime probabilità che la faccenda andasse per le lunghe perché non si schiattava mica subito…

Rilanci

Letture – Il miglior amico dell’orso, Arto Paasilina, Iperborea, 2008

Film – Il tempo che resta, Francois Ozon, 2006

Genere

Narrativa

Parole Chiave

Malattia, corpo, scelte di vita, amore

Trama

Il protagonista è un uomo che ha sempre rubato e sprecato tutto: amore, talento. E la salute. Adesso succede qualcosa: i suoi reni non funzionano più. E la sua vita non sarà più la stessa. Analisi, dottori, ospedali. Il dolore. Deve imparare nuove regole. E guardarsi dentro, riconoscersi, accettarsi. Intorno, anche il suo mondo si popola di un’umanità che dà il meglio o il peggio di sé.

Autore

“Nato, sono nato il 27 febbraio del 1963. L’asilo… l’asilo non l’ho fatto per intelligenza superiore rispetto agli altri bambini”. Rocco Fortunato, ufficialmente architetto, nella sua vita precedente vestiva i panni del rocker. Fino al 1990 infatti è stato il cantante e chitarrista degli  “I Miss Daisy”, con cui ha anche inciso un disco nel 1989, Pizza Connection, prodotto da uno dei più prestigiosi gruppi hard rock inglesi, i Motorhead. Poi la vita del rocker in giro per il mondo ha ceduto il passo davanti alla pagina bianca e Rocco si è concentrato sulla scrittura: “Scrivere musica e scrivere racconti non è poi tanto diverso, e siccome qualche racconto già c’era nel mio cassetto, l’ho tirato fuori”. I reni di Mick Jagger, il suo primo romanzo, ha riscosso un largo consenso di pubblico. Oltralpe la tedesca Goldmann – del gruppo Bertelsmann – e la catalana Proa sono le case editrici che ne hanno acquistato i diritti. La scelta di puntare sulla scrittura si è dimostrata azzeccata, anche se a dire il vero lui la racconta così: “Ero a casa che sfogliavo distrattamente «Donna Moderna», quando in un trafiletto ho letto che Fazi Editore pubblicava esordienti e allora mi sono detto ‘Vabbè, vedi mai che…’”. Con il suo secondo romanzo Fabbricato in Italia, Fortunato ha avuto una consacrazione definitiva, ha vinto numerosi premi ed è considerato uno dei talenti più interessanti della narrativa italiana contemporanea (La divertente autopresentazione, presa dal sito di fazieditore.it)

Bibliografia

I due romanzi di Rocco Fortunato si trovano sul sito del suo editore, Fazi

Link

Se vuoi prenotare una copia del romanzo, questo è il link della Rete bibliotecaria Bergamasca:

Una recensione del romanzo dal sito web “Art part of culture”

Un’altra recensione dal blog Liberi di scrivere

 

Altro

Momenti di trascurabile felicità

Momenti di trascurabile felicità

Francesco Piccolo

Einaudi, 2014 (Super ET)

 

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Non parti mai, d’estate. Te ne stai sempre a casa di giorno e giri per la città di notte. E’ il periodo dell’anno che ti piace di più. Agosto: La parte centrale di agosto, meglio. Una settimana, al massimo dieci gioni, quello è il momento perfetto. Tutti vanno in vacanza e tu rimani qui. E’ la tua vacanza senza vacanza.

E’ come se avessi un balcone che affaccia su tutta la città e da giugno la vedessi riempirsi sempre di più, con le notti piene di cose da fare ela gente che non ha nessuna voglia di tornarsene a casa. A un certo punto, però, ti accorgi che la gente laggiù comincia a venire meno. Se ti sporgessi a cercare di ascoltare le parole, sentiresti che si salutano, domani parto ci riivediamo quando torno. Pian piano la città si vuota. E in mezzo ad agosto saluti l’ultimo amico: e finalmente rimani solo.

Così la chiami: la tua vacanza senza vacanza.

Rilanci

Letture Mi ricordo, George Perec, Bollati e Boringhieri, 2013

FilmLa felicità è un sistema complesso, Paolo Genovese, Italia, 2016

Genere

Narrativa

 Parole Chiave

Felicità, frammenti

Trama

“Sei in coda al supermercato in attesa del tuo turno, magari sei bloccato nel traffico, oppure aspetti che la tua ragazza esca dal camerino di un negozio d’abbigliamento. Sei un po’ distratto, insomma. Quando all’improvviso la realtà intorno a te sembra convergere in un solo punto, e lo fa brillare. E allora capisci di averne appena incontrato uno. I momenti di trascurabile felicità funzionano così: possono annidarsi ovunque, pronti a pioverti in testa e farti aprire gli occhi su qualcosa che fino a un attimo prima non avevi considerato.
Per farti scoprire, ad esempio, quant’è preziosa quella manciata di giorni d’agosto in cui tutti vanno in vacanza e tu rimani da solo in città. Quale interesse morboso ti spinge a chiuderti a chiave nei bagni delle case in cui non sei mai stato e curiosare su tutti i prodotti che usano. O la soddisfazione nel constatare che un amico ha ripreso in poco tempo tutti i chili persi con una dieta faticosissima che, per qualche giorno, sei stato tentato di fare anche tu.

A metà strada tra Mi ricordo di Perec e le implacabili leggi di Murphy – ma col gusto tutto italiano della divagazione – Francesco Piccolo mette a nudo con spietato umorismo i piaceri più inconfessabili, i tic, le debolezze con le quali prima o poi tutti noi dobbiamo fare i conti. Pagina dopo pagina, momento dopo momento, si finisce col venire travolti da un’inarrestabile ondata di divertimento, intelligenza e stupore.
Con la stessa sensibilità con cui ha perlustrato l’Italia «spensierata», Francesco Piccolo raccoglie, cataloga e fa sue le mille epifanie che sbocciano a ogni angolo di strada. Perché solo riducendo a spicchi la realtà si riesce ad afferrare per la coda – magari un attimo appena – il senso più profondo della vita” ( tratto da einaudi.it)

Autore

Francesco Piccolo, classe 1964, è scrittore e sceneggiatore. P ha firmato sceneggiature importanti per Nanni Moretti, Paolo Virzi, Francesca Archibugi e Silvio Soldini. Per Einaudi ha pubblicato: La separazione del maschio (2008), Momenti di trascurabile felicità (2010), Il desiderio di essere come tutti (2013) che ha vinto il Premio Strega nel 2014. L’ultimo libro pubblicato è Momenti di trascurabile infelicità(2015).

 Bibliografia

Tutti i libri di Francesco Piccoli nel cataologo on line della Rete Bibliotecaria Bergamasca

Link

La recensione su wuz.it

L’articolo apparso su L’Unità on line

 

Altro

Atti osceni in luogo privato

Atti osceni in luogo privato

Marco Missiroli

Feltrinelli, 2015 (I narratori)

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Tra le faccende che avevano preso una brutta piega c’erano le insufficienze in matematica e la sfioritura completa delle mie compagne che un tempo promettavano. Ma la disfatta era un’altra: a sedici anni finiti ero vergine anche di baci, al contrario di Antoine che aveva fatto progressi con una turista americana affascinata dalla erre moscia.

Comunque durante quell’anno: John McEnroe aveva vinto Wimbledon; riuscivo a fare puzzle da mille pezzi, avevo smesso di leggere il futuro con le carte; Antoine mi teneva lontano da sua sorella Lunette; l’estate eravamo tornati in Italia per una settimana e avevo rivisto Lorenzo e Mario. Entrambi avevano amoreggiato con due tedesche a Forte dei Marmi; Parigi mi piaceva.

In tutto questo la mia voce si era fatta scura, e anche il mio cuore: presagiva violente rivoluzioni

Rilanci

Letture – Lo Straniero, Albert Camus, Bompiani, 2001 (I Grandi Tascabili)

Il deserto dei Tartari, Dino Buzzati

Il filo del rasoio, Somerset Maughan

Diario del Corpo, Daniel Pennac (link interno)

FilmIl Grande Freddo, Lawrence Kasdan, USA, 1983.

Baci Rubati, Francois Truffaut, Francia, 1968

Genere

Narrativa

Parole Chiave

Crescita, identità, sessualità, amore

Trama

“Questa è una storia che comincia una sera a cena, quando Libero Marsell, dodicenne, intuisce come si può imparare ad amare. La famiglia si è da poco trasferita a Parigi. La madre ha iniziato a tradire il padre. Questa è la storia, raccontata in prima persona, di quel dodicenne che da allora si affaccia nel mondo guidato dalla luce cristallina del suo nome. Si muove come una sonda dentro la separazione dei genitori, dentro il grande teatro dell’immaginazione onanistica, dentro il misterioso mondo degli adulti. Misura il fascino della madre, gli orizzonti sognatori del padre, il labirinto magico della città. Avverte prima con le antenne dell’infanzia, poi con le urgenze della maturità, il generoso e confidente mondo delle donne. Le Grand Liberò – così lo chiama Marie, bibliotecaria del IV arrondissement, dispensatrice di saggezza, innamorata dei libri e della sua solitudine – è pronto a conoscere la perdita di sé nel sesso e nell’amore. Lunette lo porta sin dove arrivano, insieme alla dedizione, la gelosia e lo strazio. Quando quella passione si strappa, per Libero è tempo di cambiare. Da Parigi a Milano, dallo Straniero di Camus al Deserto dei Tartari di Buzzati, dai Deux Magots, caffè esistenzialista, all’osteria di Giorgio sui Navigli, da Lunette alle “trentun tacche” delle nuove avventure che lo conducono, come un destino di libertà, al sentimento per Anna.
Libero Marsell, le Grand Liberò, LiberoSpirito, è un personaggio “totale” che cresce con noi, pagina dopo pagina, leggero come la giovinezza nei film di Truffaut, sensibile come sono sensibili i poeti, guidato dai suoi maestri di vita a scoprire l’oscenità che lo libera dalla dipendenza di ogni frase fatta, di ogni atto dovuto, in nome dello stupore di esistere”. Tratto dal sito di Feltrinelli, l’editore del romanzo 

 

Autore

Marco Missiroli è nato a Rimini nel 1981 e vive e lavora a Milano. Con il suo primo romanzo, Senza coda (Fanucci,2005), ha vinto il Premio Campiello Opera Prima.  L’editore Guanda ha pubblicato
ha pubblicato i romanzi Il buio addosso (2007), Bianco (2009) e Il senso dell’elefante che lo rende famoso e guadagna diversi premi (2012; premio Selezione Campiello 2012, premio Vigevano e premio Bergamo). Per Feltrineli ha pubblicato Atti osceni in luogo privato (2015; Premio Mondello 2015). Scrive per le pagine della Cultura de’ Il «Corriere della Sera».

Bibliografia

Tutti i libri di Marco Missiroli raccolti nel catalogo on line della Rete Bibliotecaria Bergamasca

 

Link

Il Book Trailer del romanzo

L’incontro con Marco Missiroli raccontato in un articolo di Annalisa Veraldi sul sito web wuz.it

L’intervista di La Daga su leultime20.it

La recensione di Gad Lerner sul suo blog

La recensione sul sito web de’ Il fatto Quotidiano

Il profilo facebook dell’autore

 

Altro

Foto Terapia. Metodologia e applicazioni cliniche

Foto Terapia. Metodologia e applicazioni cliniche

Judy Weiser

Franco Angeli, 2013 (Psicoterapie)

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“Se conservi ancora la mia fotografia, vuol dire che mi tieni ancora nel cuore”

Sapeva esattamente quello che voleva: “là accanto a quell’albero, con il mare sullo sfondo”. Osservò la scena per comporla nella sua mente e poi tracciò una X sul terreno con il suo piede per segnare l’esatto punto in cui la sua amica avrebbe dovuto mettersi con la macchina fotografica. “Aspetta a scattare finché non sono pronta e sono in posa con il mio braccio attorno all’albero. Quando sorrido, fai la foto e stai attenta a non includere nessun altro nella foto”. E la sua maica fece del suo meglio per soddisfare le sue richieste. Guardando tutto questo dal balcone dell’hotel, fui colpita nuovamente dalla precisione delle aspettative che le persone hanno riguardo alla registrazione fotografica dei loro momenti speciali. Ero anche abbastanza in ansia per l’amica della donna che ci si aspettava scattasse quell’immagine perfetta che avrebbe poi dovuto testimoniare la bella vacanza.

Mi chiesi cosa ne sarebbe stato di quel singolo scatto: sarebbe stato custodito nella sua casa a memoria di una vacanza passata con un’amica o sarebbe stato immediatamente bocciato perché non era come lei lo aveva immaginato? Le sarebe piaciuto come appariva nell’immagine finale o forse avrebbe trovato che invece le ricordava sua madre? Magari questa foto avrebbe portato alla memoria ricordi associati ad altri luoghi, altre persone, altri momenti della vita, collegandosi ad esperienze simili o sarebbe servita solo come icona di un momento felice e isolato in confronto alla successiva disillusione? Era consapevole del fatto che quel momento che aveva scelto per fermare il tempo contenesse così tanti significati?

Rilanci

Film – Blow up di Michelangelo Antonioni, Gran Bretagna/Italia,1966 (Palma D’oro al Festival di Cannes, 1967)

Letture – Fotografia come terapia, Anna D’Elia, Meltemi, 1999

Musica – Rimmel, Francesco De Gregori, dall’omonimo album, RCA, 1975

Genere

Saggistica

Parole Chiave

Fotografia, terapia, manuali

Trama

“…Questo manuale insegna ad usare in terapia foto e album di famiglia ed avviare così con i pazienti un dialogo che consenta di dare forma a sentimenti che altrimenti potrebbero rimanere celati all’indagine verbale. Judy Weiser spiega come usare questo dialogo per riportare alla memoria informazioni e ricordi dimenticati, frenati o rimossi, e come applicare queste intuizioni ad una efficace strategia terapeutica. Il manuale propone sia un quadro teorico in cui la tecnica si cala, sia tecniche dettagliate, illustrazioni aneddotiche ed esercizi pratici che aiuteranno gli psicoterapeuti ad avvicinarsi a questa pratica. Guardando tutti i tipi di fotografie – quelle che il paziente colleziona, quelle per le quali posa, o quelle che scatta – la Weiser spiega come far entrare il paziente in contatto con il linguaggio fotografico.
Fornendo esempi tratti da casi reali per illustrare come le risposte dei pazienti possano essere integrate nel processo terapeutico, Judy Weiser presenta uno strumento che può essere utilizzato indipendentemente dalla matrice teorica di riferimento.
Inoltre, ai lettori viene offerta la possibilità di scaricare da questo sito nell’area Biblioteca Multimediale, un ricco materiale aggiuntivo di esercizi ed esempi” (dalla presentazione del manuale sul sito di Franco Angeli)

Autore

Judy Weiser, psicologa, arte-terapeuta, consulente, formatore, docente universitario, ha speso più di 35 anni a studiare, spiegare ed insegnare la Foto Terapia. Dirige il PhotoTherapy Centre di Vancouver, Canada.

Bibliografia

Fototerapia. Metodologia e applicazioni cliniche è il suo unico libro

Link

La scheda del libro sul sito web dell’editoredisponibile anche in e-book

http://www.francoangeli.it/Ricerca/Scheda_libro.aspx?CodiceLibro=1250.224

Sulla stessa pagina due link ad altrettante recensioni apparse su diverse testate.

Il sito del Phototherapy-centre di Vancouver diretto da judy Weiser

 

 

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