Categoria: Narrativa

Aspettando Bojangles

 

Aspettando Bojangles

Olivier Bourdeaut

Neri Pozza, 2016 (Romanzi)

 

 

Ero dunque arrivato a quel momento così particolare in cui si può ancora scegliere, quel momento in cui si può scegliere il futuro dei propri sentimenti. Mi trovavo ormai in cima al toboga, potevo ancora decidere di scendere di nuovo per la scaletta, di andarmene, di fuggire lontano da lei con la scusa di un impegno urgente, tanto vitale quanto fittizio. Oppure potevo lasciarmi andare, mettermi seduto sulla rampa e lasciarmi scivolare con la dolce sensazione di non poter più decidere niente, di non poter più fermare niente, di affidare il destino ad un percorso del tutto nuovo e ancora tutto da scoprire, per sprofondare infine in una vasca di sabbie mobili, sia pure fragranti e dorate.

Rilanci

Letture – Betty Blue, Philippe Djian , De Agostini, 1986

Film – Jules e Jim, Francois Truffaut, Francia, 1962

Musica- Mr Bojangles, nella versione interpretata da Nina Simone.

 

Genere

Narrativa

Parole Chiave

Amore, infanzia, follia, matrimonio

Trama

“Immaginate di essere un bambino e di avere un padre che non chiama mai vostra madre con lo stesso nome. Immaginate poi che a vostra madre quest’abitudine non dispiaccia affatto, poiché tutte le mattine, in cucina, tiene lo sguardo fisso e allegro su vostro padre, col naso dentro la tazza di latte oppure col mento tra le mani, in attesa del verdetto; e poi, felice, si volta verso lo specchio salutando la nuova Renée, o la nuova Joséphine, o la nuova Marylou…
Se immaginate tutto questo, potete mettere piede nel fantastico universo familiare descritto dal bambino in queste pagine. Un universo in cui a reggere le sorti di tutto e tutti è Renée, Joséphine, Marylou… la madre…  Renée, Joséphine, Marylou, o anche, ogni 15 febbraio, Georgette, ama ballare con suo marito sempre e ovunque, di giorno e di notte, da soli e in compagnia degli amici, al suono soprattutto di Mister Bojangles di Nina Simone, una canzone gaia e triste allo stesso tempo.
Per il resto del tempo si entusiasma e si estasia per ogni cosa, trovando incredibilmente divertente l’andare avanti del mondo. E non tratta il suo piccolo né da adulto né da bambino, ma come un personaggio da romanzo. Un romanzo che lei ama molto e nel quale s’immerge in ogni momento . Di una sola cosa non vuole sentire parlare: delle tristezze e degli inganni della vita…La realtà, però, è a volte molto banale e triste, così scioccamente triste che occorre più di una prodigiosa arte del mentire per continuare a gioire del mondo…” (Tratto dalla scheda del libro sul sito web dell’editore

Autore

Olivier Bourdeaut è nato nel 1980 in una casa affacciata sull’Oceano atlantico, rigorosamente priva di televisore. Ha potuto così leggere e fantasticare molto. Prima di scrivere Aspettando Bojangles è stato un disastroso agente immobiliare, factotum in una casa editrice di libri scolastici e molto altro. Questo è il suo primo romanzo che ha avuto un grande successo di pubblica e di critica in Francia

Bibliografia

Questo è il suo primo e unico romanzo. Potete prenotarne una copia a questo link

 

Link

Una recensione dal blog “Diario di una dipendenza”

 

Un’altra recensione dal blog “Uno scaffale di libri”

 

Altro

Fato e furia

 

Fato e Furia

Lauren Groff

Bompiani, 2016 (Narratori stranieri)

 

Due persone risalivano la spiaggia . Lei era bionda ed elegante nel suo bikini verde, malgrado fosse maggio nel Maine e facesse freddo. Lui era alto, vivido, emanava uno sfarfallio luminoso che saltava all’occhio e lo teneva avvinto. Si chiamavano Lotto e Mathilde.

Per qualche istante osservarono una pozza di marea piena di creature spinose che svanivano sollevando riccioli di sabbia. Poi lui prese il viso di lei tra le mani, la baciò sulle labbra pallide. Avrebbe potuto morire di felicità in quel preciso istante. Immaginò il mare gonfiarsi per risucchiarli, scarnificandoli con la sua lingua e rivoltare le loro ossa in un abisso di molari corallini. Se lei era al suo fianco, pensò, se ne sarebbe andato cantando.

Insomma era giovane, aveva ventidue anni e si erano sposati quella mattina, in segreto. L’eccesso, viste le circostanze, era perdonabile.

Rilanci

LettureLa donna giusta, Sandor Marai, Adelphi, 2004

Film Basta che funzioni, Woody Allen, 2009

Musica La cura di Franco Battiato

 

Genere

Narrativa

Parole Chiave

Amore, matrimonio, identità, arte, teatro

Trama

“Per alcuni la vita è sogno. Lotto e Mathilde, il ragazzo d’oro e la principessa di ghiaccio, si conoscono alla fine dell’università e si sposano subito: giovani, bellissimi e innamorati, si avviano verso un destino di felicità. Lotto depone senza troppo dolore le ambizioni da attore per diventare celebre come autore teatrale, e Mathilde si rivela la moglie ideale, la musa silenziosa: lui ama le luci della ribalta e lei sceglie il riparo delle quinte, lui è fiducioso e aperto verso le persone e il futuro, lei è più oscura e sfuggente. Ventiquattro anni di matrimonio per una coppia perfetta, quella che vedono – a credono di vedere – tutti da fuori: ma basta cambiare punto di vista e la maschera cade. Il fato cala senza pietà; e Mathilde è la furia che libera un carico di rivelazioni. Con la sua scrittura intensa e luminosa Lauren Groff è riuscita a dare grande respiro narrativo a quella che si può leggere come una pièce teatrale, una tragedia animata da due personaggi folgoranti: perché ogni storia ha due facce, e la chiave di un matrimonio non è la verità, ma il segreto.” ( dal sito dell’editore Giunti-Bompiani )

Autore

Vive a Gainseville, in Florida. Scrive regolarmente per il “New York Times”, il New Yorker”, l'”Atlantic Monthly” e tutte le più importanti riviste letterarie americane e internazionali. I suoi racconti sono stati selezionati più volte per la prestigiosa raccolta Best American Short Stories.
Arcadia è stato nominato uno dei romanzi più belli del 2012 dal “New York Times”, dal “Washington Post”, da “Kirkus Reviews”, da “BookPage”, da “Vogue”, da “Salon”, da “Book Riot” e da molti altri giornali e blog di lettori. Tra gli altri suoi titoli ricordiamo: I mostri di Templeton (2008) e Fato e furia (2016). (notizie biografiche tratte da  wuz. it )

Bibliografia

Tutti i libri di Lauren Groff, anche in formato e-book, da leggere e prenotare sul portale di Rbbg, la Rete bibliotecaria bergamasca

 

Link

Una recensione di Christian Raimo dal sito web della rivista “Internazionale”

L’intervista all’autrice, Lauren Groff su Minima & MOralia, curata da Adriano Ercolani

Ancora un’interessante recensione di Annalisa de Simone apparsa su Il magazine de’ Il sole 24ore

 

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Cleopatra va in prigione

Cleopatra va in prigione

Claudia Durastanti

Minimum Fax, 2016 (Nichel, 74)

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Sono nata dopo un’operazione di otto ore che ha rischiato di uccidere mia madre. Mio padre le aveva attaccato una malattia venerea durante la gravidanza, un’infezione maligna e offensiva di cui le infermiere parlavano nei corridoi compatendola, I medici invece erano eccitati perché potevano salvare la vita a qualcuno in modo nuovo.

Così dice mia madre: che i dottori le ronzavano attorno con gli occhi febbrili e commossi, spaventandola. Però erano stati onesti con lei: le avevano spiegato che forse era meglio rimuovere il feto e rinunciare ad avere una figlia. Che moriva lei, o morivo io , o morivamo entrambe…

Solo che io sono testarda e sono nata. Quando ho raccontato questa storia a Aurelio per farlo innamorare di me, lui ha detto che lo inondavo di tenerezza.

La sera in cui compio trentun anni Aurelio mi porta a cena fuori.

Rilanci

Letture-  Simona Vinci, In tutti i sensi come l’amore, Einaudi, 1999 (Stile Libero)

Film – Le Meraviglie, Alice Rohrwacher, Italia, Svizzera, germania 2014, Grand Prox della Giuria al Festival di Cannes, 2014

Musica-  Afterhours, Quello che non c’è

 

Genere

Narrativa

Parole Chiave

Amore, identità, carcere, Roma

Trama

“Ogni giovedì Caterina va a trovare Aurelio, il suo ragazzo, nel carcere di Rebibbia. Sono entrambi figli dell’estrema periferia romana, e in passato hanno provato a costruire un sogno insieme: gestire un night club. Ma le cose sono andate diversamente dai loro progetti e Caterina, ex ballerina di danza classica, si è ritrovata a lavorare come spogliarellista proprio nel locale di Aurelio. Adesso lui è in prigione, ed è convinto che lo abbiano incastrato. Come reagirebbe se sapesse che, una volta uscita di lì, la sua ragazza si infila tra le lenzuola del poliziotto che lo ha arrestato?

Cleopatra va in prigione è un romanzo struggente, duro, pieno di colpi di scena, ambientato in una Roma molto più vasta e sconosciuta di ciò che si potrebbe immaginare. Claudia Durastanti scatta una fotografia vivida e accorata della periferia urbana, il vero luogo dove in questi anni nascono le storie, e soprattutto racconta chi, nonostante le delusioni e i sogni infranti, continua a vivere e ad amare” ( la trama è presa dalla scheda del libro pubblicata sul sito dell’editore, Minimum Fax)

Autore

Claudia Durastanti (Brooklyn, 1984) è scrittrice e traduttrice. Ha pubblicato per Marsilio due romanzi, Un giorno verrò a lanciare sassi alla tua finestra (2010) e A Chloe, per le ragioni sbagliate (2013). Si occupa di libri per diverse testate. Vive a Londra.

Bibliografia

Tutti i libri di Claudia Durastante, da leggere e prenotare sul portale di Rbbg, la Rete bibliotecaria bergamasca

Link

Una recensione di Frederika Randall dal sito web della rivista “Internazionale”

L’intervista a Claudia Durastanti, curata da Francesca del Vecchio e apparsa sull’inserto D di La Repubblica

Ancora una recensione di Matteo Fontanone apparsa su L’indiceonline

 

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I nomi che diamo alle cose

I nomi che diamo alle cose

Beatrice Masini

Bompiani, 2016 (I Narratori)

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Scorsa la lettera, l’aveva subito ripiegata – strano, come ci spaventino certe chiamate o convocazioni ufficiali o pubbliche, come se avessimo sempre qualche colpa nascosta o da nascondere – per aprirla subito dopo e di nuovo rileggere le curiose righe centrali. Voleva saperne di più . Una delle poche volte in cui ha riconosciuto il momento giusto, la spinta assoluta, lei che di solito le cose le lascia passare con distacco, come tram fuori orario che se hanno voglia ti aspetteranno, e alla fine non sali perché è troppo tardi, o troppo presto. Vero che non poter dire di no, è diverso dal volere dire di sì, ma al momento le era parsa una sfumatura.

Rilanci

Letture – Bambini nel bosco, Fanucci, 2014

Film – La sedia della felicità, Carlo Mazzacurati, 2013, Italia

 

Genere

Narrativa

Parole Chiave

Casa, segreti, dono, memoria, scrittura

Trama

“Spesso quando si desidera distrattamente qualcosa si finisce per ottenerlo senza sapere che farsene. È quello che scopre Anna, quarant’anni, quando Iride Bandini, celebre autrice per ragazzi conosciuta anni prima, le lascia in eredità una piccola casa, la portineria della sua proprietà: un curioso, eccessivo gesto di gratitudine che invita Anna a cambiare vita senza rifletterci troppo. Dalla città alla campagna, passato un primo periodo in solitario nuovi legami s’impongono, si rendono necessari: un capomastro gentile e devoto, l’ex segretaria e il figlio irrequieto della scrittrice, uno sceicco che non è uno sceicco, una coppia di contadini con bambine, tutti sembrano volere qualcosa da Anna, come se la sua presenza in quel luogo non fosse quasi casuale ma richiesta. “ ( tratto da ibs.com)

Autore

Beatrice Masini è nata a Milano, dove vive e lavora. Scrittrice, giornalista editor della narrativa per ragazzi traduttrice – ha tradotto dall’inglese la saga di Harry Potter, pubblicato in Italia da Salani.

Ha scritto moltissimi libri per bambini e ragazzi, dagli album illustrati per i più piccoli a romanzi per adolescenti. Le sue storie sono tradotte in tutto il mondo. Nel 2004 ha vinto il “Premio Pippi”  per Signore e signorine – Corale greca, il “Premio Elsa Morante Ragazzi” per La spada e il cuore – Donne della Bibbia e il “Premio Andersen – Il mondo dell’infanzia” come miglior autore. Nei suoi testi affronta con impegno e passione i più diversi generi letterari e le più diverse tematiche: storie di scuola, conversazioni tra nonni e bambini che appagano il bisogno di evadere con la fantasia, ma soprattutto riesce a rappresentare con straordinaria sensibilità il mondo dei ragazzi di oggi, i loro dubbi ed i conflitti come quello vissuto da Olga.  Per la EL ha dato voce alle eroine della classicità greca, protagoniste di commedie e tragedie e dell’epica omerica come Alcesti, Cassandra, Circe, Penelope Nausica, Medea, e alle donne della Bibbia. Bambini nel bosco, è stato finalista al “Premio Strega” del 2010. Con Tentativi di botanica degli affetti, la Masini ha fatto parte dei finalisti del “Premio Campiello” – edizione 2013.

I nomi che diamo alle cose è il suo ultimo romanzo.

Bibliografia

Tutti i libri della Masini, compresa la sua produzione per ragazzi, sul sito di Rete Bibliotecaria Bergamasca

 

Link

Michela Murgia racconta del libro nella trasmissione “Quante storie”

Una recensione di Ida Bozzi apparsa su Corriere della sera/Cultura

Ancora una recensione sul blog Letteratitudine

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Un cigno selvatico

 

Un cigno selvatico

Michael Cunnigham

La nave di Teseo, 2016 (Oceani)

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La gran parte di noi non corre rischi. Se no siete in un sogno delirante del sonno degli dei, se la vostra bellezza non turba le costellazioni, nessuno vi lancerà un incantesimo. A nessuno verrà in mente di trasformarvi in una bestia o di mettervi a dormire per cent’anni. L’apparizione camuffata da spiritello non ci pensa nemmeno a offrirvi tre desideri con la catastrofe nascosta dentro come una lametta in una torta… La gran parte di noi può stare tranquilla: riusciremo a rovinarci con le nostre stesse mani. Le entità vendicative ambiscono a devastare soltanto i rari, coloro che chissà come hanno ricevuto in dono non soltanto giardini incantati e fasti principeschi ma una leggiadria che fa sussultare gli uccelli posati tra i rami, per giunta completata da un’eleganza, una generosità e un fascino talmente naturali da sembrare qualità umane banalissime. A chi non piacerebbe fare lo sgambetto a questa gente?

Rilanci

LettureLa Camera di sangue e altre storie, Angela Carter, Feltrinelli, 1984

FilmIn compagnia dei lupi, Neil Jordan, 1984

Genere

Narrativa

 Parole Chiave

Fiabe, Mito, Interpretazione

Trama

“Da Cenerentola a Biancaneve, una rivisitazione moderna con un occhio di riguardo al disgraziato non-protagonista – Le storie della buonanotte non sono mai state così dark, perverse, e reali. La Bestia è di fronte a voi in fila al supermercato, compra uno snack, il suo sorriso divorante fisso sul cassiere. Un ometto malformato con un talento per le piccole magie non si ferma davanti a nulla per procurarsi un bambino. Jack, pigro e rozzo, preferisce vivere nel seminterrato di sua madre che ottenere un lavoro, fino al giorno in cui scambia una mucca con una manciata di fagioli magici. E ancora, il matrimonio di Raperonzolo entra in crisi quando comincia a perdere i capelli, Hansel e Gretel diventano due teppisti violenti e senza freni. In Un cigno selvatico, Michael Cunningham trasforma i personaggi di terre molto molto lontane – le figure mitiche della nostra infanzia che tanto ci hanno incantato – in protagonisti che rivelano molto del nostro presente”

Autore

È cresciuto a Los Angeles e vive a New York. Per Bompiani sono usciti: Le ore (1999), tradotto in ventisette lingue e vincitore del Premio Pulitzer per la Narrativa, del Pen/Faulkner Award e del Premio Grinzane Cavour 2000 per la Sezione Narrativa Straniera, Carne e sangue (2000), per il quale ha ricevuto il Whiting Writer’s Award, Una casa alla fine del mondo (2001), Mr Brother (2002), Dove la terra finisce (2003), Giorni memorabili (2005), Al limite della notte (2010), La regina delle nevi (2014).
Dal romanzo Le ore è stato tratto il celebre film interpretato da Meryl Streep, Nicole Kidman e Julianne Moore, mentre da Una casa alla fine del mondo è stata realizzata una versione cinematografica diretta da Michael Meyers.
Nel 2016 pubblica con La nave di Teseo Un cigno selvatico (illustrazioni di Yuko Shimizu).
(note biografiche curate da Wuz.it)

Bibliografia

Tutti i libri pubblicati da Michael Cunnigham sul sito di e-commerce ibs.com

Link

L’articolo di Chiara Gamberale apparso su Tuttolibri de’ La Stampa

La recensione di Andrea Chiari su leggereacolori.com

Un articolo dedicato al romanzo dal blog di Huffingtonpost.it

 

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Senti le rane

Senti le rane

Paolo Colagrande

Nottetempo, 2015 (Narrativa)

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La storia da qui in poi vorrebbe stringersi nel suo nodo finale, e allora purtroppo bisogna immaginare la serenità ritrovata di Zuckerman come quella del fiume prima di incontrare le cataratte. Spiace fare questo paragone ma è per mettersi già in visuale dell’inevitabile precipizio , perché dopo la serenità c’è il precipizio, è una legge della fisica.

Sostiene Sogliani che non c’è niente di più infame della serenità, e la parola stessa mette la tremarola alla schiena. E anche io credo che la parola serenità andrebbe tolta dal vocabolario non tanto per il significato, che non c’è, ma proprio come lemma, che ha un suono pedante e falso, inventato dai filosofi e dai teologi di maggioranza, quando per esempio si sente dire di accettare con serenità l’impotenza umana davanti al destino, o al volere di Dio, quando si dice che Socrate si sottomette con serenità alle leggi di Atene, o quando si sente un critico d’arte che dice: La serenità del volto di Cristo nel Cenacolo, oppure quando si dice, poniamo di un artista, di un poeta o di un prosatore: La serenità delle sue ultime opere. E viene da chiedersi: A chi la vogliamo raccontare?

Rilanci

Letture Fideg, Paolo Colagrande, Premio Campiello, Opera Prima, 2007

FilmHellzappopin’, Henry C. Porter, Stati Uniti, 1948

Musica –  Senti le rane che cantano, Coro Arcanto , Komos&Co, 2013

Genere

Narrativa

Parole Chiave

Ironia, Avventura, Amore, Filosofia, Bar

Trama

Al tavolino di un bar, Gerasim racconta a Sogliani la storia di un terzo amico seduto poco più in là, ed è una storia molto avventurosa. Ebreo convertito al cattolicesimo per chiamata divina, Zuckermann prende i voti e diventa il prete bello di Zobolo Santaurelio Riviera, località balneare di fascia bassa: agli occhi dei fedeli passa per un santo, illuminato, alacre e innocente. Ma un pomeriggio di fine estate, mentre intorno al suo nome diventano sempre più insistenti le voci di miracoli, a Zuckermann si offre la visione della Romana, la figlia diciassettenne di due devoti parrocchiani. Da lì in poi, fra pallidi tentativi di espiazione, passioni e gelosie, cui fanno da contrappunto le vaneggianti digressioni di Gerasim e Sogliani, dall’Uomo vitruviano agli etologi fiamminghi, dagli asceti di Costantinopoli all’Ikea, da Rossella O’Hara all’olio di nespolo babilonese, lentamente si consuma una tragedia sentimentale che travolge l’intera comunità e trova il suo epilogo in riva a un fosso (dal sito dell’editore Nottetempo)

Autore

E’ uno scrittore italiano contemporaneo. E’ nato e vive a Piacenza. Il suo romanzo d’esordio è Fìdeg, pubblicato per Alet edizioni nel 2007; come spiegato nel glossario posto alla fine dell’opera, il titolo del libro è un’esclamazione che vuol dire “fegato”. Fìdeg ha vinto il Premio Campiello nella sezione Opera prima a un mese dalla pubblicazione, e ha ricevuto una menzione speciale al Premio Viareggio nella stessa sezione.

Il suo romanzo Senti le rane (Nottetempo 2015) ha vinto il Premio Selezione Campiello 2015. (notizie biografiche tratte da wikipedia. Org.)

Bibliografia

Tutti i libri pubblicati da Paolo Colgrande sul sito di Rete Bibliotecaria Bergamasca da cui potete anche prenotarli

 

Link

Paolo Colagrande racconta il suo romanzo sul blog letteratitudinenews

Un articolo dedicato al romanzo dal portale “letteratura” della Rai

La recensione dal blog Graphe.it

 

Altro

Globalia

Globalia

Jean – Christophe Rufin

Edizioni E/O, 2016 (Dal Mondo)

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Il problema è che la gente ha bisogno della paura. Forse lei no, ma è un’eccezione. Gli altri, tutti gli altri, perché crede che accendano i loro schermi la sera? Per sapere a cosa sono sfuggiti. E non è un lusso da ricchi, come dice lei.  I ricchi sono molto poveri in materia. Vede la paura è rara. Intendo la paura vera, quella con cui ci si può identificare, quella che ti sfiora la punto di farti cuocere la pelle, quella che ti entra nella memoria e ti si ripropone a ciclo continuo giorno e notte. Eppure è un ingrediente vitale. In una società di libertà, è l’unica cosa che tiene insieme le persone. Senza minacce, senza nemici, senza paura, che motivo ci sarebbe di obbedire, lavorare, accettare l’ordine delle cose? Mi creda, un buon nemico è la chiave di una società equilibrata

 

Rilanci

LettureL’uomo in fuga, Stephen King

Film – Elysium, Neill Blomkamp, Stati Uniti, 2013

 

Genere

Narrativa

Parole Chiave

Distopia, Futuro, Paura, Sicurezza, Fuga, Scelte

 

Trama

“In un futuro prossimo, così prossimo da apparirci verosimile in maniera preoccupante, il pianeta è un unico grande stato in cui vige la democrazia perfetta: Globalia. A Globalia non c’è più povertà, non ci sono guerre, c’è totale libertà di opinione, la medicina ha fatto progressi tali che la vita umana sfida i secoli, la tecnologia è talmente progredita che non c’è più nemmeno il brutto tempo! È come se Globalia si fosse isolata dai problemi che affliggono il mondo ordinario. E l’isolamento è concreto, oltre che metaforico, perché i suoi territori sono protetti da gigantesche cupole di vetro che la separano da tutto il resto. Il resto sono le non-zone, i territori che Globalia non ha ritenuto opportuno inglobare e che, lasciati a se stessi e precipitati nel degrado, sono abitati da un’umanità regredita alla barbarie, un’umanità violenta, diffidente, brutale. A tenere le fila di un sistema che apparentemente tutela l’individuo, ma in realtà lo controlla in maniera ossessiva, è un ristretto pool di magnati ultracentenari guidati da Ron Altman, da cui dipendono tutte le fonti di energia. A sfidare quella finta perfezione penseranno Baikal e Kate, due dei rarissimi giovani rimasti in quel mondo popolato da vegliardi, con un avventuroso tentativo di evasione che li porterà a confrontarsi direttamente con Ron Altman in una rocambolesca successione di colpi di scena” (da Google Books)

Autore

E’ un  medico e uno scrittore francese, membro dell’Académie française. È il presidente di Action contre la faim e uno dei fondatori di Medici senza frontiere. È l’ambasciatore francese in Senegal. Con i romanzi L’Abyssin, tradotto in italiano con L’abissino,  e Rouge Brésil, Rosso Brasile, vince per due volte il Premio Goncourt.

Bibliografia

Tutti i libri di Jean-Christophe Rufin nel catalogo di Rete Bibliotecaria Bergamasca

 

Link

La scheda del libro sulla pagina delle edizioni E/O

La recensione del romanzo e l’intervista all’autore di Andrea Coccia, dal sito L’inkiesta

Se vuoi prenotare una copia del romanzo,puoi farlo dal sito della Rete bibliotecaria Bergamasca:

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Teoria idraulica delle famiglie

Teoria idraulica delle famiglie

Elisa Casseri

Elliot, 2014 (Scatti)

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Quel giorno nonno Giovanni stava innaffiando e una disfunzione del rubinetto aveva gettato fuori un getto d’acqua imprevisto, con il serpente di plastica verde che si contorceva tra le sue mani e la mia faccia incredula: avevo il collo incassato come se un frutto mi fosse caduto sulla testa. IN quel momento ho capito la gravità della mia situazione. Visto che la mia famiglia era un ordine diversificato di tubature all’interno delle quali scorreva la storia delle persone che ne facevano parte, visto che queste persone serravano tubi e guarnizioni attraverso se stesse ed erano pezzi di un puzzle che costituiva il tutto, io, essendo collegata ad una valvola di ritegno, dovevo scoprire le peculiarità del mio ruolo. Quel giorno, sotto il pruno, mentre correvo ad aiutare mio nonno nella sua emergenza idraulica, l’ho compreso: ero una ciambella di salvataggio, una maniglia antipanico; quando i flussi avevano smesso di essere regolari e i metodi di previsione dei danni avevano fallito, ero arrivata io: un sistema di contenimento delle perdite in cui erano andate a rinchiudersi tutte le parole,i ricordi, i libri di ricette e i soldini della fatina dei denti.

 

Rilanci

LettureDovunque Eternamente, Simona Rondolini. Eliott, 2014 (link nterno

FilmLa felicità è un sistema complesso, Gianni Zanasi, 2015. Italia

 

Genere

Narrativa

 

Parole Chiave

Famiglie, Perdita, Amore, Fratelli, Scelte di vita, Identità

 

Trama

“Iris ha trent’anni, dieci dei quali vissuti lontana dal paese in cui è cresciuta e a cui, con molti dubbi e fardelli, adesso sta tornando. Nel sistema idraulico della sua famiglia le è toccato il ruolo di vaso di raccolta all’interno del quale finiscono tutte le storie, tutti i sentimenti e le sconfitte delle persone a cui vuole bene, e così anche questa volta il suo ritorno sarà l’occasione grazie alla quale le tante buffe (e a volte drammatiche) vicende dei suoi parenti troveranno un canale in cui confluire e venire alla luce. Del resto quella di Iris non è esattamente una famiglia normale, ma piuttosto un groviglio di affetti, paure, idiosincrasie: una bisnonna che aspetta di morire, un fratello che si candida inaspettatamente a sindaco, una nonna che cucina patate e sforna ansie, un bisnonno che è morto ammazzato perché forse era un lupo mannaro, una madre che sa amare senza essere riamata, un padre che tradisce con studiata demagogia, una zia immaginaria che muore in continuazione… “ ( tratto da: elliotedizioni.com)

 

Autore

È nata a Latina nel 1984 ed è laureata in Ingegneria meccanica. Ha pubblicato vari racconti su riviste e nel 2012 è stata selezionata per “Scritture Giovani Cantiere” dal Festivalletteratura di Mantova. Oltre a un blog, continua a scrivere liste della spesa per sua sorella Olga. Teoria idraulica delle famiglie è il suo primo romanzo.

 

Bibliografia

Questo è il suo primo romanzo.

Link

Una recensione e un’intervista all’autrice sul sito di Flaneri, rivista on line

Un’ altra recensione apparsa sulla rivista on line di critica letteraria Satisfiction

Il blog  di Elisa Casseri, l’autrice

Se vuoi prenotare una copia del romanzo, puoi farlo dal sito della Rete bibliotecaria Bergamasca:

 

Altro

Euforia

Euforia

Lily King

Adelphi, 2016 (Fabula)

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Voglio troppo, sono sempre stata così. E intanto provo una disperazione più grande, come se Helen e io fossimo i contenitori della disperazione di tutte le donne e anche di molti uomini. Chi siamo, dove stiamo andando? Perché con tutto il nostro “progresso” siamo così limitati nella comprensione, nell’empatia, nella capacità di darci reciprocamente la vera libertà? Perché con la nostra enfasi sull’individualismo, siamo lo stesso tanto accecati dal bisogno di uniformarci?..Nel mio lavoro credo di cercare soprattutto la libertà, in questi posti lontanissimi cerco un popolo in cui le persone si diano lo spazio per essere come hanno bisogno di essere

 

Rilanci

LettureL’inverno delle more, la parabola della mia vita, Margaret Mead, A. Mondadori, 1977

FilmLa vita e l’opera di Margaret Mead in questo film documentario di Rai Storia

 

Genere

Narrativa

 

Parole Chiave

Antropologia, Ricerca, Amore, Avventura, Margaret Mead, Gregory Bateson , Leo Fortune

 

 

Trama

I protagonisti di questo libro sono, con nomi diversi, tre personaggi fuori scala dell’antropologia novecentesca: Margaret Mead, Reo Fortune e Gregory Bateson. La scenografia sono le misere capanne dei tre sulle sponde del fiume Sepik, a Papua, quel mondo separato di acque rosa e cieli verdi che ancora oggi non compare sui nostri gps, e che negli anni Trenta era, molto semplicemente, l’Ignoto. L’azione coincide col lavoro sul campo del trio, in ciò che aveva di lievemente comico (la corsa ad accaparrarsi la tribù più esotica, o più interessante da studiare) e in ciò che conteneva, invece, di esaltante (la nascita, dal vivo, di molte delle idee che continuiamo a usare, nel tentativo di conoscere ciò che è altro da noi). E la corrente sotterranea che a poco a poco innalza la temperatura di quella prossimità concitata e febbrile è, come in fondo non si poteva prevedere, una grande e lacerante passione amorosa. (Dal rivolto ci copertina riportato sul sito dell‘editore Adelphi).

 

Autore

Lily King è una scrittrice e una docente americana, originaria del Massachusetts, si è laureata in letteratura inglese e po ha insegnato letteratura inglese e scrittura creativa in molte università. Il suo primo romanzo, The Pleasing Hour (1999), ha vinto diversi premi ed stato considerato dal New York Times un “Notable Book”. La stessa cosa accade con gli altri suoi romanzi, The English Teacher, e Father of the Rain anche questi non tradotti in italiano. Euforia è il suo quarto romanzo ed ha vinto New England Book Award for Fiction nel 2014 ed è entrato nella top ten dil The New York Times Book Review’s del 2014.

 

Bibliografia

Euphoria è l’unico libro di Lily King tradotto in italiano.

 

Link

La scheda del libro sulla pagina delle edizioni Adelphi

Una recensione sul sito di Rivista Studio a cura di Davide Coppo

Un’ altra recensione di Simonetta Fiori apparsa sul sito LaRepubblica.it

Se vuoi prenotare una copia del romanzo, puoi farlo dal sito della Rete bibliotecaria Bergamasca:

Anche in formato e-book:

 

Altro

La tempesta di Sasà

Salvatore Striano

Chiarelettere Editore, 2016 (Reverse)

tempestadisasa

 

E la nostra Tempesta ha inizio proprio con lui che batte su un secchio come se non ci fosse domani. Sono in diversi, i batteristi dello spettacolo, e fanno un casino che non si può dire, ma Fabione è il più rigoroso di tutti. La terapia Shakespeare anche con lui ha funzionato, e mi è grato come se gli avessi salvato la vita. Alzo il pollice in segno di approvazione, so che è importante per lui. Il teatro ha questo di pazzesco, ti avvicina alle altre persone, ti rende più umano. Perché senza gli altri, senza la compagnia , sul palco non puoi fare proprio nulla…Per questo ho lavorato tanto per cercare altri membri per il gruppo, tirarli fuori dalle celle. Per dire loro che anche qui dentro si può trovare una vita, anche qui dentro si può trovare un indirizzo, una nuova forma di pensiero. Uscire dalla cella per uscire dalla propria testa, dal mal d’amore che è la nostalgia per un mondo che sembra perduto. Perché il carcere è anche dentro la tua mente ed è da lì, innanzitutto, che bisogna scacciarlo.

Rilancio

Letture La Tempesta di William Shakespeare, Garzanti, 2008, con testo inglese a fronte

FilmCesare deve morire, Paolo e Vittorio Taviani, Italia, 2012

 

Genere

Narrativa, Diari e Memorie

Parole Chiave

Riscatto, Trasformazione, Speranza, Teatro, Tempesta, Shakespeare

 

Trama

“Nella vita possiamo perderci, e molto spesso ci perdiamo. Ma non è mai per sempre.
Salvatore Striano a quattordici anni aveva la guerra in testa, la cocaina nel sangue e due pistole infilate nei calzoni. Era uno dei leader delle Teste matte, una banda di ragazzini terribili che si sono fatti camorristi per difendersi dalla camorra. Vita di strada, anni di sangue. Poi il carcere, non ancora trentenne. Un destino segnato, il suo. Invece è proprio dal punto più basso e disperato che la vita stravolge. Grazie a un amore che resiste nonostante tutto. Grazie alla scoperta magica dei libri e della letteratura, di Shakespeare che inizia a scorrergli nelle vene come una droga che non uccide ma salva. Proprio lui che a scuola non ci è mai andato.
Questo romanzo racconta la sua rinascita, dall’inferno del carcere spagnolo di Valdemoro (Madrid), passando per Rebibbia e diventando, oggi, uno dei più sorprendenti e stimati attori italiani. Una storia che parla di noi, della paura di cadere e, se cadiamo, di non farcela a rialzarci, di tradimento, perdono, vendetta, dell’irresistibile desiderio di libertà, dei sentimenti lieti e tristi che ci accompagnano quando viviamo davvero e del deserto che invece ci governa quando ci lasciamo vivere pensando che sia già tutto deciso, chissà da chi e chissà dove” (la trama del libro dal sito di Chiarelettere)

Autore

“Salvatore Striano è stato tante cose. Detenuto tre anni in Spagna e cinque a Rebibbia, ha incontrato un maestro, Fabio Cavalli, che gli ha ricordato che lui era prima di tutto un attore. Da allora è stato un camorrista per Matteo Garrone, un rapinatore per Guido Lombardi e molti altri personaggi, al cinema e in tv. Nel 2012 arriva la consacrazione. Il film Cesare deve morire dei fratelli Taviani, tratto dal Giulio Cesare di Shakespeare e dove lui interpreta il ruolo di Bruto, vince l’Orso d’oro al Festival di Berlino. Come nel piccolo teatro del carcere di Rebibbia, ancora una volta Shakespeare ha dato una nuova direzione alla sua vita”. Le note biografiche sono tratte dal sito dell’editore chiarelettere

 

Bibliografia

Salvatore Striano con Guido Lombardi ha pubblicato un altro libro, sempre con Chiarelettere

 

Link

La scheda del libro sulla pagina delle edizioni Chiarelettere

La recensione del romanzo in occasione della sua uscita su Ilfattoquotidiano

L’intervista all’autore di Annalisa Briganti sul sito di Ristretti orizzonti

La video intervista in occasione della presentazione pubblica del suo libro

Se vuoi prenotare una copia del romanzo,puoi farlo dal sito della Rete bibliotecaria Bergamasca:

 

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