Archivio Mensile: ottobre 2017

Psico- Oncologia – La psicosomatica dei tumori: dove sto andando, dove vorrei andare

Psico – Oncologia –

La psicosomatica dei tumori: dove sto andando, dove vorrei andare

Ogni epoca sembra contraddistinta da un male che si diffonde più degli altri, caratterizzandola. Indubbiamente il male dei nostri giorni appare essere il cancro. L’ approccio dell’ecobiopsicologia  ha cercato di dare un’interpretazione rispetto al peso dei fattori psicologici che possono concorrere allo sviluppo di questo terribile male.

Un articolo di

Diana Avellino

 

 

Ogni epoca sembra contraddistinta da un male che si diffonde più degli altri caratterizzandola. Indubbiamente il male dei nostri giorni appare essere il cancro. Non sono solo i dati epidemiologici a mostrarcelo, ma più banalmente la nostra esperienza personale che ci porta sempre più a contatto con questa malattia: quasi tutti purtroppo conoscono per via diretta o in diretta qualcuno che ne ha sofferto o ne soffre.

Indubbiamente i fattori che concorrono alla formazione e sviluppo dei tumori sono molteplici: ci sono fattori biologici, ambientali e psicologici. Sebbene al momento si sappia come cresca e si sviluppi un tumore, non si sa ancora perché nasca; perché a parità di condizioni, in alcune persone si presenta ed in altre no.

L’ecobiopsicologia (psicosomatica) si è interrogata ed ha cercato di dare un’interpretazione rispetto al peso dei fattori psicologici che possono concorrere allo sviluppo di questo terribile male.

Ormai è noto come le condizioni di stress, ansia e tormento interiore portano il nostro corpo a secernere sostanze, come il cortisolo, che alla lunga distruggono il nostro sistema immunitario, lasciandoci più vulnerabili e alla mercè delle varie patologie che ci possono colpire.*

Per la psicosomatica ogni male del nostro corpo racchiude un significato che, se disvelato, può aiutarci nel nostro processo di guarigione. Per quanto riguarda il cancro si può cogliere il suo significato simbolico a partire dalla considerazione della sua patogenesi.

Di fatto cos’è il tumore? Ogni cellula contiene tutto il genoma quindi potenzialmente potrebbe diventare qualsiasi cosa (una cellula del muscolo, dell’occhio, del polmone ecc.), poi, alcune proteine specifiche fanno sì che si attivino solo alcuni geni che determineranno la specializzazzione effettiva che la cellula ricoprirà. In modo forse un pò semplicistico e con un linguaggio metaforico potremmo dire che da un punto di vista biologico il tumore si forma quando una cellula non svolge più il lavoro per cui si è specializzata, molla tutto e regredisce ad uno stato originario di indifferenziazione (dove non svolge più la sua funzione specifica, ma continua a moltiplicarsi).

Analogicamente è come se la persona non fosse più in grado di orientare la propria progettualità specifica nella direzione stabilità dal proprio Sé, come se deragliasse, senza riuscire a trovare un modo adattivo e funzionale per esprimere davvero chi è.

Immaginate che ciascuno individuo sia composto da un nucleo motore, molto potente, con una forte energia creativa, che contiene il seme di ciò che siamo e che siamo destinati ad essere (il Sé), ma anche da una parte che si interfaccia con il mondo e fa da mediatore tra il Sé e la realtà circostante (l’Io). Se c’è un buon dialogo tra queste due parti, l’Io cercherà di esprimere e realizzare al meglio le potenzialità del Sé e quest’ultimo potrà liberare in modo armonioso e autentico la propria energia, permettendo una buona crescita personale. Se al contrario si interrompe la comunicazione tra i due, ad esempio in seguito ad un vissuto traumatico, un rischio è che l’Io si irrigidisca e quindi non riesca più ad incanalare l’energia del Sé che dilagherà afinalisticamente, proprio come fanno le cellule tumorali.

Spesso si è osservato che i pazienti con patologia cancerosa, nei due-tre anni precedenti la comparsa del tumore, avevano vissuto una grave condizione di stress cronico, non elaborato emotivamente, che aveva riattivato in chiave depressiva e abbandonica una condizione traumatica primitiva di annichilimento dell’IO, insorta nei primi anni infantili o addirittura nel periodo pre-natale. (Frigoli D. 2014)

La psicoterapia può aiutare le persone che stanno vivendo una patologia cancerosa ad affrontare le angosce di morte che le affligono, con l’obbiettivo di aiutare l’IO spaventato a superare i propri traumi ed a riconquistare un dialogo con il proprio Sè, riappropriandosi così della propria energia vitale da reinvestire in una nuova ritrovata e più sentita progettualità.

*La PsicoNeuroEndocrinoImmunologia studia i legami tra stati emotivi e correlati neurofisiologici

testi consigliati per un approfondimento:

Biava P.M., Frigoli D., Laszlo E., Dal segno al simbolo, Bologna, 2014, Persiani Editore;

Grassi L. E Biondi M., Personalità di tipo C, stress e cancro, in Biondi M. La psicosomatica nella pratica clinica, Roma, 1992, Il pensiero Scientifico.

Altro

Com’è trascorsa la notte

Com’è trascorsa la notte – Il sogno

Filippo Tuena

Il Saggiatore, 2017 (La Cultura, 1069)

Del resto ormai manca poco, poiché da fuori mi giunge anche il vociare del resto del pubblico, curioso ed eccitato, sono convinto che la rappresentazione sarà davvero unica. Perché ci siamo noi, stasera, io che ti racconto come immagino questa vicenda e tu che ascolti ed entrambi che osserviamo gli spiriti che agiscono su questa parete di fronte al letto. E forse andiamo a sovrapporre i nostri volti, le nostre voci a una delle quattro coppie che agiscono; o più d’una perché il tempo che abbiamo trascorso assieme ci consente di vestire i panni ora dell’una , ora dell’altra coppia.

Rilancio

Letture – Sogno di una notte di mezza estate, William Shakespeare, Einaudi, 2002, (Serie bilingue)

Film – Sogno di una notte di mezza estate, Michael Hoffman, 1999, Stati Uniti, Italia, Gran Bretagna

Musica – La canzone dell’amore perduto, Fabrizio De André

Genere

Narrativa

Parole Chiave

Amore, commedia, sogno

Trama

Una notte incantata e interminabile, una notte animata da fate e folletti, da innamorati resi ciechi dai volubili capricci della passione, da attori che sfuggono al loro copione. È il Sogno di una notte di mezza estate, che Filippo Tuena rievoca esplorandone le profondità più nascoste, impadronendosi del testo shakespeariano e lasciandosene possedere, per dare vita a un romanzo che è, insieme, un atto d’amore nei confronti della letteratura.

Autore

Filippo Tuena (Roma 1953) ha vinto il premio Grinzane Cavour con Tutti i sognatori (1999) e il premio Bagutta con Le variazioni Reinach (2005). Il Saggiatore ha pubblicato Ultimo parallelo (2013), vincitore del premio Viareggio, e Memoriali sul caso Schumann (2016).

Bibliografia

Tutti i libri di Filippo Tuena possono essere visionati e prenotati sul sito di Rete Bibliotecaria Bergamasca:

Link

A questo link, sulle pagine on line dell’editore Il Saggiatore, potrete trovare una raccolta delle migliori recensioni

L’audio intervista all’autore condotta da Francesca Lipperini a  Fahreinheit, sul sito Rai Radio Tre

Altro