Le otto montagne

Paolo Cognetti

Einaudi 2016 (Super Coralli)

Tutta la valle era ancora in ombra e umida di rugiada. Mio padre beveva un caffè nel primo bar aperto, poi si caricava lo zaino in spalla con la solennità di un alpino: il sentiero partiva da dietro una chiesa, o dopo un ponticello di legno, entrava nel bosco e subito si inerpicava. Prima di imboccarlo , alzavo un’ultima volta gli occhi ala cielo. Sopra le nostre teste splendevano i ghiacciai già illuminati dal sole. Il freddo del mattino sulle gambe nude mi dava la pelle d’oca. Sul sentiero mio padre mi lasciava camminare in testa. Mi stava dietro a un passo, così che potessi sentire una sua parola quando serviva e il suo respiro alle mie spalle.

Rilanci

Letture – Il ragazzo selvatico: quaderno di montagna. Paolo Cognetti, Terre di mezzo, 2013

Film – Wild, Jean Claude Vallé, dal romanzo autobiografico di Cheryl Strayed, USA, 2014

Genere

Narrativa, diari e memorie

Parole Chiave

Montagna, memoria, autobiografia, crescita, scelte di vita

Trama

Pietro è un ragazzino di città, solitario e un po’ scontroso. La madre lavora in un consultorio di periferia, e farsi carico degli altri è il suo talento. Il padre è un chimico, un uomo ombroso e affascinante, che torna a casa ogni sera dal lavoro carico di rabbia. I genitori di Pietro sono uniti da una passione comune, fondativa: in montagna si sono conosciuti, innamorati, si sono addirittura sposati ai piedi delle Tre Cime di Lavaredo. La montagna li ha uniti da sempre, anche nella tragedia, e l’orizzonte lineare di Milano li riempie ora di rimpianto e nostalgia.
Quando scoprono il paesino di Grana, ai piedi del Monte Rosa, sentono di aver trovato il posto giusto: Pietro trascorrerà tutte le estati in quel luogo «chiuso a monte da creste grigio ferro e a valle da una rupe che ne ostacola l’accesso» ma attraversato da un torrente che lo incanta dal primo momento. E lí, ad aspettarlo, c’è Bruno, capelli biondo canapa e collo bruciato dal sole: ha la sua stessa età ma invece di essere in vacanza si occupa del pascolo delle vacche.
Iniziano cosí estati di esplorazioni e scoperte, tra le case abbandonate, il mulino e i sentieri piú aspri. Sono anche gli anni in cui Pietro inizia a camminare con suo padre, «la cosa piú simile a un’educazione che abbia ricevuto da lui». Perché la montagna è un sapere, un vero e proprio modo di respirare, e sarà il suo lascito piú vero: «Eccola lí, la mia eredità: una parete di roccia, neve, un mucchio di sassi squadrati, un pino». Un’eredità che dopo tanti anni lo riavvicinerà a Bruno.
Paolo Cognetti, uno degli scrittori piú apprezzati dalla critica e amati dai lettori, entra nel catalogo Einaudi con un libro magnetico e adulto, che esplora i rapporti accidentati ma granitici, la possibilità di imparare e la ricerca del nostro posto nel mondo. ( tratto dal sito di Einaudi editore  )

Autore

Paolo Cognetti è nato a Milano nel 1978. È autore di alcuni documentari – Vietato scappare, Isbam, Box, La notte del leone, Rumore di fondo – che raccontano il rapporto tra i ragazzi, il territorio e la memoria. Per minimum fax media ha realizzato la serie Scrivere/New York, nove puntate su altrettanti scrittori newyorkesi, da cui è tratto il documentario Il lato sbagliato del ponte, viaggio tra gli scrittori di Brooklyn.
Per minimum fax ha pubblicato Manuale per ragazze di successo (2004), Una cosa piccola che sta per esplodere (2007), vincitore, tra gli altri, del Premio Fucini, del Premio Settembrini e finalista al Premio Chiara, Sofia si veste sempre di nero, selezionato al Premio Strega 2013 e A pesca nelle pozze più profonde. Meditazioni sull’arte di scrivere racconti. Ha vinto il Premio Strega Giovani e il Premio Strega con il romanzo Le otto montagne (Einaudi 2016). ( Le note biografiche sono tratte dal sito dell’editore Minimum Fax)

 

Bibliografia

Tutti i libri di Paolo Cognetti possono essere visionati e prenotati sul sito di Rete Bibliotecaria Bergamasca:

Link

La scheda del libro sul sito dell’editore.

Il blog dell’autore

Una recensione dal sito on line “Critica Letteraria”

L’intervista all’autore apparsa su La Stampa il 22 luglio 2o17