Archivio Mensile: novembre 2016

Un cigno selvatico

 

Un cigno selvatico

Michael Cunnigham

La nave di Teseo, 2016 (Oceani)

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La gran parte di noi non corre rischi. Se no siete in un sogno delirante del sonno degli dei, se la vostra bellezza non turba le costellazioni, nessuno vi lancerà un incantesimo. A nessuno verrà in mente di trasformarvi in una bestia o di mettervi a dormire per cent’anni. L’apparizione camuffata da spiritello non ci pensa nemmeno a offrirvi tre desideri con la catastrofe nascosta dentro come una lametta in una torta… La gran parte di noi può stare tranquilla: riusciremo a rovinarci con le nostre stesse mani. Le entità vendicative ambiscono a devastare soltanto i rari, coloro che chissà come hanno ricevuto in dono non soltanto giardini incantati e fasti principeschi ma una leggiadria che fa sussultare gli uccelli posati tra i rami, per giunta completata da un’eleganza, una generosità e un fascino talmente naturali da sembrare qualità umane banalissime. A chi non piacerebbe fare lo sgambetto a questa gente?

Rilanci

LettureLa Camera di sangue e altre storie, Angela Carter, Feltrinelli, 1984

FilmIn compagnia dei lupi, Neil Jordan, 1984

Genere

Narrativa

 Parole Chiave

Fiabe, Mito, Interpretazione

Trama

“Da Cenerentola a Biancaneve, una rivisitazione moderna con un occhio di riguardo al disgraziato non-protagonista – Le storie della buonanotte non sono mai state così dark, perverse, e reali. La Bestia è di fronte a voi in fila al supermercato, compra uno snack, il suo sorriso divorante fisso sul cassiere. Un ometto malformato con un talento per le piccole magie non si ferma davanti a nulla per procurarsi un bambino. Jack, pigro e rozzo, preferisce vivere nel seminterrato di sua madre che ottenere un lavoro, fino al giorno in cui scambia una mucca con una manciata di fagioli magici. E ancora, il matrimonio di Raperonzolo entra in crisi quando comincia a perdere i capelli, Hansel e Gretel diventano due teppisti violenti e senza freni. In Un cigno selvatico, Michael Cunningham trasforma i personaggi di terre molto molto lontane – le figure mitiche della nostra infanzia che tanto ci hanno incantato – in protagonisti che rivelano molto del nostro presente”

Autore

È cresciuto a Los Angeles e vive a New York. Per Bompiani sono usciti: Le ore (1999), tradotto in ventisette lingue e vincitore del Premio Pulitzer per la Narrativa, del Pen/Faulkner Award e del Premio Grinzane Cavour 2000 per la Sezione Narrativa Straniera, Carne e sangue (2000), per il quale ha ricevuto il Whiting Writer’s Award, Una casa alla fine del mondo (2001), Mr Brother (2002), Dove la terra finisce (2003), Giorni memorabili (2005), Al limite della notte (2010), La regina delle nevi (2014).
Dal romanzo Le ore è stato tratto il celebre film interpretato da Meryl Streep, Nicole Kidman e Julianne Moore, mentre da Una casa alla fine del mondo è stata realizzata una versione cinematografica diretta da Michael Meyers.
Nel 2016 pubblica con La nave di Teseo Un cigno selvatico (illustrazioni di Yuko Shimizu).
(note biografiche curate da Wuz.it)

Bibliografia

Tutti i libri pubblicati da Michael Cunnigham sul sito di e-commerce ibs.com

Link

L’articolo di Chiara Gamberale apparso su Tuttolibri de’ La Stampa

La recensione di Andrea Chiari su leggereacolori.com

Un articolo dedicato al romanzo dal blog di Huffingtonpost.it

 

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Scrivere 750 parole al giorno può cambiare la vita?

Scrivere 750 parole al giorno può cambiare la vita?

www. rivista Studio. com

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Molti studi dimostrano che tenere un diario fa bene alla salute e migliora le capacità degli individui di affrontare i problemi e le possibilità di individuare delle soluzioni creative.

Lo racconta questo articolo che riporta un post di Quartz sull’utilità delle “Pagine del Mattino”, una sorta di pratica quotidiana consigliata da Julia Cameron in un libro del 1992 di grande successo, The way of the artist .  “L’idea di iniziare questa routine per  Cameron è arrivata quasi per caso, come un modo per «fare qualcosa invece di fissare i propri obiettivi tutto il tempo»” e “le ha permesso di esprimere sé stessa, dalle ansie fino alle preoccupazioni: in questo modo riusciva a sfogarsi. «Quando ci togliamo certi pensieri dalla mente affrontiamo la giornata in modo più chiaro», ha detto paragonando la sua creazione a una forma di meditazione mattutina”-

Per far funzionare le “Pagine del Mattino”  bisogna rispettare però due semplici regole: scrivere al mattino appena svegli e farlo a mano.

Le pagine del mattino sono una sorta di esercizio di  meditazione, sono uno strumento per tutti, accessibile e  a costo zero e sono efficaci! Provare per credere

 

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Senti le rane

Senti le rane

Paolo Colagrande

Nottetempo, 2015 (Narrativa)

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La storia da qui in poi vorrebbe stringersi nel suo nodo finale, e allora purtroppo bisogna immaginare la serenità ritrovata di Zuckerman come quella del fiume prima di incontrare le cataratte. Spiace fare questo paragone ma è per mettersi già in visuale dell’inevitabile precipizio , perché dopo la serenità c’è il precipizio, è una legge della fisica.

Sostiene Sogliani che non c’è niente di più infame della serenità, e la parola stessa mette la tremarola alla schiena. E anche io credo che la parola serenità andrebbe tolta dal vocabolario non tanto per il significato, che non c’è, ma proprio come lemma, che ha un suono pedante e falso, inventato dai filosofi e dai teologi di maggioranza, quando per esempio si sente dire di accettare con serenità l’impotenza umana davanti al destino, o al volere di Dio, quando si dice che Socrate si sottomette con serenità alle leggi di Atene, o quando si sente un critico d’arte che dice: La serenità del volto di Cristo nel Cenacolo, oppure quando si dice, poniamo di un artista, di un poeta o di un prosatore: La serenità delle sue ultime opere. E viene da chiedersi: A chi la vogliamo raccontare?

Rilanci

Letture Fideg, Paolo Colagrande, Premio Campiello, Opera Prima, 2007

FilmHellzappopin’, Henry C. Porter, Stati Uniti, 1948

Musica –  Senti le rane che cantano, Coro Arcanto , Komos&Co, 2013

Genere

Narrativa

Parole Chiave

Ironia, Avventura, Amore, Filosofia, Bar

Trama

Al tavolino di un bar, Gerasim racconta a Sogliani la storia di un terzo amico seduto poco più in là, ed è una storia molto avventurosa. Ebreo convertito al cattolicesimo per chiamata divina, Zuckermann prende i voti e diventa il prete bello di Zobolo Santaurelio Riviera, località balneare di fascia bassa: agli occhi dei fedeli passa per un santo, illuminato, alacre e innocente. Ma un pomeriggio di fine estate, mentre intorno al suo nome diventano sempre più insistenti le voci di miracoli, a Zuckermann si offre la visione della Romana, la figlia diciassettenne di due devoti parrocchiani. Da lì in poi, fra pallidi tentativi di espiazione, passioni e gelosie, cui fanno da contrappunto le vaneggianti digressioni di Gerasim e Sogliani, dall’Uomo vitruviano agli etologi fiamminghi, dagli asceti di Costantinopoli all’Ikea, da Rossella O’Hara all’olio di nespolo babilonese, lentamente si consuma una tragedia sentimentale che travolge l’intera comunità e trova il suo epilogo in riva a un fosso (dal sito dell’editore Nottetempo)

Autore

E’ uno scrittore italiano contemporaneo. E’ nato e vive a Piacenza. Il suo romanzo d’esordio è Fìdeg, pubblicato per Alet edizioni nel 2007; come spiegato nel glossario posto alla fine dell’opera, il titolo del libro è un’esclamazione che vuol dire “fegato”. Fìdeg ha vinto il Premio Campiello nella sezione Opera prima a un mese dalla pubblicazione, e ha ricevuto una menzione speciale al Premio Viareggio nella stessa sezione.

Il suo romanzo Senti le rane (Nottetempo 2015) ha vinto il Premio Selezione Campiello 2015. (notizie biografiche tratte da wikipedia. Org.)

Bibliografia

Tutti i libri pubblicati da Paolo Colgrande sul sito di Rete Bibliotecaria Bergamasca da cui potete anche prenotarli

 

Link

Paolo Colagrande racconta il suo romanzo sul blog letteratitudinenews

Un articolo dedicato al romanzo dal portale “letteratura” della Rai

La recensione dal blog Graphe.it

 

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