Archivio Mensile: agosto 2016

La tempesta di Sasà

Salvatore Striano

Chiarelettere Editore, 2016 (Reverse)

tempestadisasa

 

E la nostra Tempesta ha inizio proprio con lui che batte su un secchio come se non ci fosse domani. Sono in diversi, i batteristi dello spettacolo, e fanno un casino che non si può dire, ma Fabione è il più rigoroso di tutti. La terapia Shakespeare anche con lui ha funzionato, e mi è grato come se gli avessi salvato la vita. Alzo il pollice in segno di approvazione, so che è importante per lui. Il teatro ha questo di pazzesco, ti avvicina alle altre persone, ti rende più umano. Perché senza gli altri, senza la compagnia , sul palco non puoi fare proprio nulla…Per questo ho lavorato tanto per cercare altri membri per il gruppo, tirarli fuori dalle celle. Per dire loro che anche qui dentro si può trovare una vita, anche qui dentro si può trovare un indirizzo, una nuova forma di pensiero. Uscire dalla cella per uscire dalla propria testa, dal mal d’amore che è la nostalgia per un mondo che sembra perduto. Perché il carcere è anche dentro la tua mente ed è da lì, innanzitutto, che bisogna scacciarlo.

Rilancio

Letture La Tempesta di William Shakespeare, Garzanti, 2008, con testo inglese a fronte

FilmCesare deve morire, Paolo e Vittorio Taviani, Italia, 2012

 

Genere

Narrativa, Diari e Memorie

Parole Chiave

Riscatto, Trasformazione, Speranza, Teatro, Tempesta, Shakespeare

 

Trama

“Nella vita possiamo perderci, e molto spesso ci perdiamo. Ma non è mai per sempre.
Salvatore Striano a quattordici anni aveva la guerra in testa, la cocaina nel sangue e due pistole infilate nei calzoni. Era uno dei leader delle Teste matte, una banda di ragazzini terribili che si sono fatti camorristi per difendersi dalla camorra. Vita di strada, anni di sangue. Poi il carcere, non ancora trentenne. Un destino segnato, il suo. Invece è proprio dal punto più basso e disperato che la vita stravolge. Grazie a un amore che resiste nonostante tutto. Grazie alla scoperta magica dei libri e della letteratura, di Shakespeare che inizia a scorrergli nelle vene come una droga che non uccide ma salva. Proprio lui che a scuola non ci è mai andato.
Questo romanzo racconta la sua rinascita, dall’inferno del carcere spagnolo di Valdemoro (Madrid), passando per Rebibbia e diventando, oggi, uno dei più sorprendenti e stimati attori italiani. Una storia che parla di noi, della paura di cadere e, se cadiamo, di non farcela a rialzarci, di tradimento, perdono, vendetta, dell’irresistibile desiderio di libertà, dei sentimenti lieti e tristi che ci accompagnano quando viviamo davvero e del deserto che invece ci governa quando ci lasciamo vivere pensando che sia già tutto deciso, chissà da chi e chissà dove” (la trama del libro dal sito di Chiarelettere)

Autore

“Salvatore Striano è stato tante cose. Detenuto tre anni in Spagna e cinque a Rebibbia, ha incontrato un maestro, Fabio Cavalli, che gli ha ricordato che lui era prima di tutto un attore. Da allora è stato un camorrista per Matteo Garrone, un rapinatore per Guido Lombardi e molti altri personaggi, al cinema e in tv. Nel 2012 arriva la consacrazione. Il film Cesare deve morire dei fratelli Taviani, tratto dal Giulio Cesare di Shakespeare e dove lui interpreta il ruolo di Bruto, vince l’Orso d’oro al Festival di Berlino. Come nel piccolo teatro del carcere di Rebibbia, ancora una volta Shakespeare ha dato una nuova direzione alla sua vita”. Le note biografiche sono tratte dal sito dell’editore chiarelettere

 

Bibliografia

Salvatore Striano con Guido Lombardi ha pubblicato un altro libro, sempre con Chiarelettere

 

Link

La scheda del libro sulla pagina delle edizioni Chiarelettere

La recensione del romanzo in occasione della sua uscita su Ilfattoquotidiano

L’intervista all’autore di Annalisa Briganti sul sito di Ristretti orizzonti

La video intervista in occasione della presentazione pubblica del suo libro

Se vuoi prenotare una copia del romanzo,puoi farlo dal sito della Rete bibliotecaria Bergamasca:

 

Altro

La porta

La porta

Magda Szabo

Einaudi 2003, 2007 (ET Scrittori, n.1440)

 

laporta_szabo

 

I ritratti sanno tutto, in special modo ciò che mi sforzo di dimenticare, che ormai non è più un sogno. Una sola volta nella mia vita, nella realtà e non nell’anemia cerebrale del sonno, una porta si spalancò davanti a me, la porta di una persona che voleva difendere ad ogni costo la propria solitudine e la propria misera impotenza, che non avrebbe mai paerto nemmeno se le fosse crollato addosso il tetto in fiamme. Solo io avevo il potere di vincere quella serratura: la donna che girò la chiave aveva più fede in me che in Dio, e io stessa, in quell’istante fatale, credetti di essere saggia, riflessiva, buona, razionale, come Dio. Ci sbagliammo entrambe, lei che si fidò di me, e io che confidai troppo in me stessa. Ma ormai poco importa, perché ciò che è accaduto non si può rimediare.

Rilanci

LettureTrilogia della città di K, Agota Kristof, Einaudi, 2014 (Super Et)

Film – Perdizione, Bela Tar, Ungheria, 1987

La porta, Istvan Szabo, Germania Ungheria, 2012. Il film è dichiaratamente tratto dal romanzo

 

Genere

Narrativa

Parole Chiave

Segreti, Identità, Relazioni, Conflitto

 

Trama

“È un rapporto molto conflittuale, fatto di continue rotture e difficili riconciliazioni, a legare la narratrice a Emerenc Szeredás, la donna che la aiuta nelle faccende domestiche. La padrona di casa, una scrittrice inadatta ad affrontare i problemi della vita quotidiana, fatica a capire il rigido moralismo di Emerenc, ne subisce le spesso indecifrabili decisioni, non sa cosa pensare dell’alone di mistero che ne circonda l’esistenza e soprattutto la casa, con quella porta che nessuno può varcare. In un crescendo di rivelazioni scopre che le scelte spesso bizzarre e crudeli, ma sempre assolutamente coerenti dell’anziana donna, affondano in un destino segnato dagli avvenimenti piú drammatici del Novecento. Pubblicato in Ungheria nel 1987, ma in qualche modo disperso negli anni della transizione politica, La porta è il romanzo che ha rivelato la più grande scrittrice ungherese contemporanea” (abstract tratto dal sito di Einaudi, il suo editore italiano)

Autore

“Magda Szabó nasce nel 1917 a Debrecen nell’Ungheria orientale. Termina gli studi di ungherese e latino nel 1940, all’Università di Debrecen e inizia ad insegnare prima nella città natale e poi nel liceo protestante per ragazze di Hódmezővásárhely. Dal 1945 lavora per il Ministero della Religione e dell’Educazione fino al suo licenziamento nel 1949, in seguito all’insediamento del regime comunista. Per il nuovo regime avrebbe dovuto occuparsi maggiormente della vita dei contadini e degli operai. Quello stesso anno le ritirano anche il premio Baumgarten che le è stato appena assegnato. Nel 1947 sposa lo scrittore Tibor Szobotka (1913-1982). È in quest’epoca che scrive le sue prime raccolte di poemi Angelo e Verso l’uomo. I suoi primi libri vengono pubblicati subito dopo la seconda guerra mondiale. Poi segue, per motivi politici, un lungo silenzio letterario, rotto solo verso la fine degli anni cinquanta quando inizia ad avere successo e a ricevere numerosi premi letterari. Nel 1959 grazie al sostegno di Hermann Hesse, viene pubblicato in Germania, Affresco. Il suo romanzo La porta (1987) ottiene il Premio Betz Corporation (Stati Uniti) nel 1993 e il Prix Femina nel 2003. Nel 2007 riceve il premio per il miglior romanzo europeo per Via Katalin. Muore lo stesso anno a Kerepes, cittadina vicina a Budapest. Il primo volume della sua autobiografia, Per Elisa, è apparso in Ungheria nel 2002″ ( Le note biografiche sono curate da Bruno Ventatoli, autore, traduttore delle opere della Szabo e giornalista)

Bibliografia

Tutti i libri di Magda Szabo, li trovate nel catalogo Einaudi

 

Link

La recensione di Marco Andreani sul blog L’enoteca letteraria

Un’altra recensione dal blog Pensare in un’altra luce

La presentazione dell’autrice da parte del suo traduttore Italiano, Bruno Ventavoli sul portale di Rai Letterature

Se vuoi prenotare una copia del romanzo,puoi farlo dal sito della Rete bibliotecaria Bergamasca:

Altro