Archivio Mensile: gennaio 2016

L’impostore

L’impostore

Javier Cercas

Guanda, 2015 (I narratori della Fenice)

 

L'impostore (L')

 

Il risultato del miscuglio tra una verità e una menzogna è sempre una menzogna, tranne che nei romanzi, dove è una verità. Marco ha confuso di proposito i romanzi e la vita: avrebbe dovuto mescolare verità e menzogna nei primi non nella seconda; avrebbe dovuto scrivere un romanzo. Magari se avesse scritto un romanzo non avrebbe fatto ciò che ha fatto. Magari è un romanziere frustrato. O magari non lo è e non gli bastato scrivere un romanzo e ha voluto viverlo. Marco ha fatto della sua vita un romanzo.

Per questo ci sembra spaventoso: perché non ha accettato di essere chi era e ha avuto la temerarietà e la sfacciataggine di inventarsi a furia di menzogne; perché le menzogne sono sbagliatissime nella vita, anche se sono giustissime nei romanzi. In tutti, è chiaro, tranne che in un romanzo senza finzione o in un racconto reale. In tutti, tranne che in questo libro.

 

Rilanci

FilmL’impostore, Bart Layton, 2012

LettureL’avversario, Emmanuel Carrère, Adelphi, 2013

Genere

Narrativa

Parole Chiave

Verità, menzogna, identità, narcisismo

Trama

Un affascinante romanzo vero, ma allo stesso tempo una mirabile opera di finzione. La finzione, però, in questo caso non è esclusivamente frutto della fantasia dell’autore, ma è opera dello stesso protagonista, Enric Marco. Chi è Enric Marco? Un novantenne di Barcellona, militante antifranchista, che negli anni Settanta è stato segretario del sindacato anarchico – la CNT – e in seguito ha presieduto l’associazione spagnola dei sopravvissuti ai campi di sterminio nazisti, ricevendo numerosi riconoscimenti per il coraggio dimostrato negli anni e la testimonianza degli orrori del lager. Enric Marco è un impostore. Perché nel 2005 la sua menzogna è stata pubblicamente smascherata. Enric Marco, come ha rivelato uno storico, non è mai stato internato a Flossenbürg, e anche la sua partecipazione alla guerra civile spagnola non è affatto dimostrata.  Javier Cercas traduce in un romanzo singolare l’enigma del personaggio, le sue verità e le sue bugie. In queste pagine intense si dipana un intero secolo di Storia, raccontato con la passione di un sovversivo della letteratura e un’ammirevole onestà dissacratoria.

(Tratto dal sito dell’editore Ugo Guanda)

 

Autore

È un collaboratore abituale dell’edizione catalana di “El País” e del supplemento del sabato e dal 1989 è docente di letteratura spagnola all’Università di Gerona. E’ un romanziere molto prolifico e interessante che ha vinto con le sue opere numerosi premi.
Ha raggiunto il successo con Soldati di Salamina (Guanda 2002), che in Spagna è arrivato alla quindicesima edizione;

Bibliografia

Tutti i libri di Cercas sul catalogo on line di Rete Bibliotecaria Bergamasca

Link

La recensione di Marco Belpoliti dall’inserto Tuttolibri de’ La Stampa

La recensione di Giovanni Dozzini su Nazione Indiana

La recensione di Marco Bernardi Guardi da Il Tempo

 

Altro

I cento libri

I cento libri che rendono più ricca la nostra vita

Piero Dorfles

Garzanti, 2014 (Saggi)

centolibri

Più letture in comune si hanno, più grande è il sistema di riferimenti e di esperienza, più vari sono i tipi umani a cui fare riferimento, più estesa è la gamma di sentimenti che si possono citare; più ampia la zona di sapere condiviso che è quella che permette di vivere, se non in sintonia, almeno in compagnia degli altri.

Forse esagero, ma penso che senza lettura sia difficile comprendere quanto ci arricchisce il rapporto con chi è diverso da noi: che senza lettura non si abbia lo stimolo a pensare su come potrebbe essere migliorato il mondo in cui viviamo; che senza lettura è improbabile che si riesca a pensare al futuro come a qualcosa il cui andamento dipende da noi.

Rilanci

Letture La metamorfosi, Franz Kafka, Principi & Principi, 2010 (Piccola Biblioteca dell’Immaginario)

LettureCosa guardo stasera? Dvd per tutte le occasioni (anche le più strane), Il Castoro, 2009

Genere

Saggistica

Parole Chiave

Lettura, letteratura, condivisione

Trama

Leggere ha ancora un senso? Cosa può insegnarci e come può cambiarci la vita? In questo libro Piero Dorfles ci accompagna in un viaggio nel magico mondo della letteratura attraverso i cento capolavori che meglio rappresentano il nostro immaginario letterario condiviso e ineludibile, e traccia un itinerario che appassionerà quanti si rivolgono ai libri per studiare, insegnare e cercare di capire meglio il mondo. Raccontandoci di utopie, di desideri, di mondi fantastici e di avventure emozionanti, ci fa rivivere la lettura come un’avventura dello spirito, un’esperienza della vita e un passaggio di maturazione. Con la consapevolezza costante che più libri si hanno in comune, più grande è il sistema di riferimenti, di esperienza e di sapere condiviso che ci permette di vivere in armonia con gli altri. Da 1984 di Orwell a Se questo è un uomo di Levi, dal Conte di Montecristo di Dumas a Delitto e castigo di Dostoevskij, la lettura diventa così un’esperienza in grado di arricchire le nostre vite attraverso ponti di emozioni e saperi condivisi, capace di avvicinarci al prossimo e di renderci sensibili al mondo e al destino dell’uomo. (Tratto da Garzantilibri.it)

 

Autore

Piero Dorfles è giornalista e critico letterario, per la Rai ha curato diversi programmi radiofonici e televisivi tra cui Il baco del millennio e La banda. Ha affiancato Patrizio Roversi, Neri Marcorè e Veronica Pivetti nella conduzione della fortunata trasmissione televisiva Per un pugno di libri. È autore di saggi dedicati al mondo della comunicazione come Carosello e l’Atlante della radio e della televisione.

Bibliografia

Tra i suoi libri, sempre di argomenti legati al mondo della comunicazione radiotelevisiva, si segnalano Atlante della radio e della televisione (Nuova ERI, 1988), “Guardando all’Italia”, Nuova ERI, 1991, e Carosello (Il Mulino, 1998) e Il Ritorno del Dinosauro, una difesa della cultura, pubblicato da Garzanti Libri, 2010.

Link

Una recensione tratta dal blog asinochinolegge

Un’altra recensione tratta da “Il Piccolo” di Trieste

 

Altro