Archivio Mensile: dicembre 2015

Prendere il volo

Prendere il volo

Adrien Bosc

 Ugo Guanda Editore, 2015 (Narratori della Fenice)

prendereilvolo

Ultimo giorno nell’arcipelago, vado a vedere le balene al di là delle montagne inclinate dove belano le pecore dei contadini dell’isola. A Lajes do Pico, dove i capitani Achab dalle reti sottili, gli emigrati incagliati sui moli dell’oceano, gli agricoltori che hanno scambiato i forconi con arpioni di fortuna sono stati rimpiazzati da navette che, a orari fissi, solcano le acque territoriali di Pico al servizio di tour operator che promettono l’avvistamento di cetacei. Al largo, lontano dalle coste, la pelle blu argentea di una balena, striata di linee chiare, affiora dall’acqua portando con sé canti di ultrasuoni. Vorrei parlarvi di Antonio Tabucchi e di Donna di Porto Pim , raccolta di storie delle Azzorre. Nel prologo il romanziere avverte che i racconti di naufraghi e baleniere sono  simboli dell’ infinito e dell’assoluto. Sul pontile il cuore stretto dalla solitudine e dall’assenza, penso allo schianto, a quell’aereo e ai suoi passeggeri come a immagini mosse dal caso e dalle coincidenze.

Ogni storia è un pretesto. Negli ultimi due anni ho creduto troppo ai segni, alla buona stella, mi sono perso, soltanto il racconto  nei queste vite chiuse dal destino nella carlinga di un Constellation poteva rispondere alle mie domande.

Rilanci

Film – Casablanca, Michael Curtiz, Usa, 1942

Letture – Antologia di Spoon River, Edgar Lee Masters, Rizzoli, Biblioteca Universale Rizzoli, 2014  – Libro in formato digitale)

Donna di Porto Pim, Antonio Tabucchi, Sellerio, 2013

Musica – La belle Historire d’amour, Edith Piaf, 1959

Genere

Romanzo

Parole chiave

Memoria, coincidenze, ricerca

Trama

“È la notte tra il 27 e il 28 ottobre 1949. Un aereo Constellation, modello di punta dell’Air France lanciato dall’eccentrico imprenditore Howard Hughes, decolla dall’aeroporto di Orly, diretto a New York. Non arriverà mai a destinazione. Durante la discesa per fare rifornimento, l’aereo precipita sul monte Redondo, in un’isola delle Azzorre. Nessuno dei trentasette passeggeri e degli undici membri dell’equipaggio sopravvive allo schianto. Adrien Bosc prende avvio da un fatto reale per raccontare quelle vite spezzate a partire da ciò che le unisce: la morte nello stesso istante, per una inesorabile concatenazione di piccoli eventi. Una scelta di prospettiva sorprendente, a dimostrazione che “il destino è sempre una questione di punti di vista”. Ciascuna di quelle vite è un romanzo: ci sono i ricchi e gli umili, i famosi e gli sconosciuti. C’è il pugile Marcel Cerdan, che andava a New York per strappare il titolo di campione del mondo dei pesi medi a Jake LaMotta, il Toro del Bronx. Ad attenderlo Édith Piaf, impaziente di stringere tra le braccia il suo amante: non si sarebbero più rivisti. Tra le altre vittime, un industriale cubano, un commerciante messicano, un autista iracheno, cinque pastori baschi in cerca di fortuna, un’operaia alsaziana che incredibilmente aveva ereditato un’azienda negli Stati Uniti… e una star come la violinista Ginette Neveu, pronta a conquistare la Carnegie Hall. Sono quarantotto naufraghi del cielo di cui viene ricostruito e rivissuto l’ultimo volo, ma anche “quarantotto frammenti di storie che formano un mondo”, destini rievocati come in una moderna Spoon River, con sommesso rammarico e sincera, sobria pietà umana, da un giovane scrittore di grande talento” (Abstract tratto da Rete Bibliotecaria Bergamasca.

Autore

Adrien Bosc è nato ad Avignone nel 1986. Ha fondato la casa editrice Sous Sol, che pubblica le riviste Feuilleton e Desports. Questo è il suo primo romanzo. Ha ottenuto numerosi riconoscimenti: è stato finalista al Goncourt des Lycéens e al Prix Interallié, e ha vinto il Grand Prix du Roman de l’Académie française.

Bibliografia

Questo è il suo primo e unico romanzo.

Link

Una recensione dal blog doppiozero

La presentazione del libro dal portale web de’ Il fatto Quotidiano

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Dovunque eternamente

Dovunque, Eternamente

Simona Rondolini

Elliot, 2014 (Scatti)

dovunqueeternamente

Cominciò a passare le ore nello studio vuoto di suo padre. Le piaceva stare lì perché, mezzo buio com’era anche di giorno, la faceva sentire al sicuro come un animaletto del bosco nella sua piccola tana. Un giorno fece partire il cd che suo padre aveva nello stereo. Era la Prima Sinfonia di Mahler. Claudio Abbado che dirigeva la Chicago Symphony Orchestra. Lesse sul retro di copertina l’indicazione apposta da Mahler al primo movimento…-lento, strascicato, come un suono della natura- e non sentì niente. Ma sul display i secondi scorrevano. Allora diede un mezzo giro alla manopola del volume e si diffuse un suono del tutto diverso da ciò che lei associava alla musica. Sibilo Incorporeo, tremolio lucente del pulviscolo in una foresta all’alba, rumore della natura prima che la musica venisse inventata, una nota tenuta dei violini, acutissima, e una profondissima dei contrabbassi. Non le aveva udite a volume basso perché strisciavano davvero, letteralmente, fuori dal fondo primordiale dell’essere. Trattenendo nei polmoni il fiato, e con esso la certezza e la paura che in quel momento stava per cominciare tutto.

Rilanci

Film – La Perdizione – Vita di Gustav Mahler – Ken Russel, Usa, 1974

Letture – Stabat Mater, Tiziano Scarpa, Einaudi, 2008

Musica – Gustave Mahler, Sinfonie Nr.1 in D-Dur, diretta da Leonard Bernstein ed eseguita dalla Wiener Philharmoniker

Genere

Narrativa

Parole chiave

Musica, Padri e figlie , Identità

Trama

“Per tutta la vita Laura Paliani si è sentita in dovere di essere all’altezza dei propri genitori, il padre Luigi, famoso direttore d’orchestra, e la madre Olga, altrettanto celebre cantante lirica. È una famiglia inusuale e complicata quella di Laura: si parla poco, e la musica, sempre al centro di tutto, sostituisce le parole, avvicina e allontana i tre. Specialmente Luigi, che dal confronto con l’arte dell’amato Mahler (nessuno sa dirigere una sua composizione come Paliani) esce ogni volta spossato fisicamente e psicologicamente. Ed è proprio dopo un ciclo mahleriano che l’uomo cade in uno stato di depressione profonda che lo conduce in un vicolo cieco dell’anima, nel quale si perde per sempre. Laura, in seguito a profondi contrasti con la madre, decide di lasciare casa, far perdere le sue tracce e iniziare una nuova vita in un’altra città, una vita senza musica, in cui le giornate scorrono uguali, scandite dal lavoro in una fabbrica per la macellazione di conigli. Poi un giorno un telegramma la raggiunge costringendola a fare i conti con tutto ciò che si è lasciata alle spalle, ma soprattutto a fare i conti con se stessa e con la musica che, capisce finalmente, anche grazie a uomini come suo padre riesce a collegare mondi separati, a mostrare dimensioni invisibili” (tratto da Rete Bibliotecaria Bergamasca

Autore

Simona Rondolini è nata nel 1970 a Perugia, dove vive. Nel 1989 si è diplomata nel Liceo Classico della sua città e nel 1995 ha conseguito presso l’Università di Perugia la Laurea in Filosofia. Fino al dicembre 2010 ha lavorato nell’azienda commerciale di proprietà della sua famiglia. Da allora ha ripreso a scrivere racconti e ha portato a termine “I costruttori di ponti”, che è il suo primo romanzo e che ha ricevuto la menzione speciale della Giuria al Premio Calvino, anno 2013. Nel 2014, Elliot pubblicherà il suo romanzo con il titolo “Dovunque Eternamente”

Bibliografia

Questo è il suo primo e , per ora, unico romanzo. Il titolo originale era “I costruttori di ponti”, che è il suo primo romanzo e che ha ricevuto la menzione speciale della Giuria al Premio Calvino, anno 2013. Nel 2014, Elliot pubblicherà il suo romanzo con il titolo “Dovunque Eternamente”

Link

La scheda del libro sul sito web dell’editore

Un’intervista all’autrice, apparsa sul blog GraphoMania

Una recensione pubblicata sulla rivista culturale on line MINIMA&MORALIA

Un’altra recensione dal sito Cronache letterarie

 

 

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