Archivio Mensile: aprile 2015

Storia della bambina perduta

Storia della bambina perduta

Elena Ferrante

E/O, 2014  (Dal mondo)

storiadellabambinaperduta

Quando mi ritirai nella mia stanza stentai ad addormentarmi. Qual era il male delle mie figlie, qual era il bene? E il mio male, il mio bene in cosa consistevano, e combaciavano o divergevano dal loro male e dal loro bene. Quella notte Nino finì sullo sfondo, riemerse Lila. Lila soltanto, senza il sostegno di mia madre. Sentii il bisogno di litigarci, di gridarle: non criticarmi soltanto, prenditi la responsabilità di suggerirmi che cosa devo fare

 

RILANCI

Film – I giorni dell’abbandono di Roberto Faenza, 2005

Letture – Gli altri libri della quadrilogia: L’amica geniale, Storia del nuovo cognome, La storia di chi fugge e di chi resta, Elena Ferrante. Tutti i libri sono pubblicati da E/O

Musica –  Arrivederci amore ciao, di Paolo Conte, Michele Virano, Vito Pallavicini, interpretata da Franco Battiato

GENERE

Narrativa

 

PAROLE CHIAVE

Amicizia, Amore, Scrittura, Perdita

 

TRAMA

La storia della bambina perduta è l’ultimo volume di una quadrilogia che l’autrice dedica alle vicende di Elena, Lénu, e Raffaella, Lila. Elena ritorna a Napoli con le sue figlie per seguire l’uomo di cui è innamorata fin dall’infanzia. Questa circostanza permette alle due donne di ritrovarsi e di intrecciare ancora le loro vicende personali e quelle del rione in cui sono nate.

La narrazione prende avvio da un mistero, Raffaella, Lila per la protagonista è scomparsa, sembra essersi volatilizzata, Elena comincia allora a raccontare – in prima persona- la loro storia, seguendo le due protagoniste bambine, e poi adolescenti, tra le quinte di un rione miserabile della periferia napoletana, tra una folla di personaggi minori eppure necessari al dipanarsi delle vicende. Uno dei temi fondamentali del romanzo è la natura complessa dell’amicizia tra le due bambine, poi ragazzine, e infine donne,  che segna ineludibilmente la loro crescita individuale, il modo di influenzarsi reciprocamente, i buoni e i cattivi sentimenti che nutrono nei decenni un rapporto vero, robusto.  E’ una storia di drammi e tragedie,  ma anche di riscatto in cui le due protagoniste incarnano un’energia femminile potente che non si rassegna al destino ma continua a cercare un nuovo posto nel mondo.

Narra anche gli effetti dei cambiamenti che investono il rione, Napoli, l’Italia, in più di un cinquantennio, trasformando loro malgrado le amiche e il loro legame,con l’andamento delle grandi narrazioni popolari, dense e insieme veloci. Una lettura appassionante che non si vorrebbe lasciare mai, non solo per la complessità dell’intreccio ma anche per la profondità e la potenza di voce narrativa dell’autrice.

 

AUTORE:

Elena Ferrante è lo pseudonimo di una scrittrice o scrittore (c’è infatti chi crede che dietro la sua penna possa nascondersi addirittura un uomo, tra i nomi papabili emergono quelli di  Domenico Starnone e Goffredo Fofi, ma molti hanno pensato che fosse la moglie di Domenico Starnone, Anita Raja, traduttrice e redattrice presso la casa editrice E/O) di cui si ignora la vera identità. Di lei si sa solo che sarebbe nata a Napoli, città che avrebbe abbandonato presto per vivere all’estero.

Dal suo primo romanzo, L’amore molesto, edito nel 1992, vincitore di diversi premi, è stato tratto l’omonimo e notevole film di Mario Martone

Dal romanzo successivo, I giorni dell’abbandono, edito nel 2002 e finalista al Premio Viareggio, è stata realizzata la  pellicola di Roberto Faenza

Nel volume La frantumaglia, edito nel  2003 racconta invece la sua esperienza di scrittrice.

Nel 2011 è stato pubblicato il primo volume del ciclo L’amica geniale, seguito nel 2012 dal secondo volume, Storia del nuovo cognome e nel 2013 dal terzo, Storia di chi fugge e di chi resta.

Senza aver mai svelato la propria identità, Elena Ferrante è una scrittrice apprezzata non solo in Italia, ma anche all’estero – in particolare in America – dove ha raccolto critiche più che positive da giornali prestigiosi, tra i quali anche il New Yorker

Ferrante è fermamente convinta che i suoi libri non necessitino di una sua foto in copertina né di presentazioni promozionali: devono essere percepiti come “organismi autosufficienti”, a cui la presenza dell’autrice non potrebbe aggiungere nulla di decisivo.

BIBLIOGRAFIA

Tutti i titoli di sono pubblicati dalle edizioni E/O

LINK

La scheda del libro sul sito dell’editore

Una recensione di Viviana Scarinci apparsa sul blog doppio zero.com

Una recensione di Marina Terragni apparsa sul blog di iodonna.it

Notizie sull’autrice e sulla sua scelta di rimanere anonima

La scheda precedente apparsa su questo blog

Altro

Il disfattismo e l’arte autodenigratoria

Il disfattismo  e l’arte autodenigratoria

 

METAFORE

 

Quella che Magris chiama “autodenigrazione” non viene applicata a se stessi in quanto individui. A essere denigrati, in realtà, sono sempre gli altri. E questo succede perfino quando il denigratore, travestendosi da anima bella che è vittima, suo malgrado, di un inestirpabile male collettivo, usa l’artificio retorico di mettere anche se stesso nel mazzo dei denigrati ed esordisce con un ecumenico “noi italiani”.
Quel “noi italiani”, implicitamente, sta però a significare “tutti gli altri italiani tranne me, la mia mamma, i miei amici, le altre anime belle che mi seguono e sono indignate quanto me”. E che parleranno al bar di quello che dico. Metteranno un “mi piace” su Facebook. Twitteranno e diffonderanno il ritornello autodenigratorio, gustandosene le parti più saporite come se fossero caramelle, possibilmente senza azzardarsi a distinguere, ad approfondire, a verificare le fonti, insomma: a evitare la fallacia della generalizzazione.

Queste parole pur riguardando un’abitudine consumata di molti italiani, mi hanno ricordato come funzionino spesso, nello stesso modo, i meccanismi individuali di autoassoluzione. Vi ritrovate?

Rifacendosi ad un articolo di Claudio Magris, Anna Maria Testa cerca di spiegare quali siano – in termini comunicativi – le funzioni e  i vantaggi di entrambi.

A questo link, potrete trovare tutto l’articolo, pubblicato da neu (nuovo e utile)

 

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