In altre parole

Jhumpa Lahiri

Guanda, 2015 (Narratori della Fenice)

inaltreparole

 

Mi rendo conto che la voglia di scrivere in una nuova lingua deriva da una specie di disperazione. Mi sento tormentata, come la capinera di Verga. Come lei, desidero altro: qualcosa che probabilmente non dovrei desiderare. Ma penso che l’esigenza di scrivere derivi sempre dalla disperazione insieme alla speranza.

So che si dovrebbe conoscere a fondo la lingua in cui si scrive. So che mi manca una vera padronanza. So che la mia scrittura in italiano è qualcosa di prematuro, avventato, sempre approssimativo. Voglio chiedere scusa. Voglio spiegare la fonte di questo mio slancio.

Perché scrivo? Per indagare il mistero dell’esistenza. Per tollerare me stessa. Per avvicinare tutto ciò che si trova al di fuori di me.

Se voglio capire quello che mi colpisce, quello che mi confonde, quello che mi angoscia, in breve tutto ciò che mi fa reagire, devo metterlo in parole. La scrittura è il mio unico modo per assorbire e per sistemare la vita. Altrimenti mi sgomenterebbe, mi sconvolgerebbe troppo.

Ciò che passa senza essere messo in parole, senza essere trasformato e , in un certo senso, purificato dal crogiuolo dello scrivere, non significa nulla per me. Solo l parole che durano mi sembrano reali. Hanno un potere superiore a noi.

Visto che io provo a decifrare tutto tramite la scrittura, forse scrivere in italiano è semplicemente il mio modo per apprendere la lingua nel modo più profondo, più stimolante…

Rilanci

Film Lost in translation, Sofia Coppola, 2003

Letture –  L’interprete dei malanni, Jhumpa Lahiri, Guanda, 2008 (Le fenici tascabili)

Musica –  Rolling in the deep, Adele, 2010

Genere

Diari e memorie

 Parole chiave

Scrittura – Lingua – Amore

Trama

Questa è la storia di un colpo di fulmine, di un lungo corteggiamento, di una passione profonda: quella di una scrittrice per una lingua straniera. Jhumpa Lahiri è una giovane laureanda quando visita per la prima volta Firenze; appena sente parlare l’italiano capisce che le è stranamente familiare, che le è necessario e deve apprenderlo. Non sa spiegarsi il perché, ma sa che farà di tutto per soddisfare questo suo desiderio. Prova quindi a studiare l’italiano nella sua città, New York, con una serie di insegnanti private, ma non basta; vuole immergersi completamente nella realtà della nuova lingua. Si trasferisce a Roma, con tutta la famiglia. E lì comincia la vera avventura, fatta di slanci, entusiasmo e insieme di difficoltà ed estraniamento. “In altre parole” è il primo libro che nasce direttamente in italiano da un’autrice di madrelingua bengalese che ha sempre parlato e scritto in inglese. È la testimonianza di un percorso di scoperta e di apprendimento e di un obiettivo, raggiunto, di potenza e fluidità espressiva, ancora più preziosa perché conserva tra le righe l’eco affascinante di una distanza, quella che sempre ci separa dall’oggetto d’amore: la distanza impercettibile e infinita del desiderio. Tutti i capitoli che compongono il libro, tranne l’ultimo, sono stati precedentemente pubblicati, in una prima versione sotto forma di articoli, sul periodico “Internazionale”.

( dalla presentazione del libro sul sito dell’editore)

Autore

Nasce a Londra da genitori bengalesi e si trasferisce con la famiglia negli Stati Uniti dove vivrà fino al 2012. La sua prima raccolta di  racconti brevi, Interpreter of Maladies (L’interprete dei malanni), uscita nel  1999 ha immediatamente colpito l’attenzione di molti lettori e della critica ottenendo  nel 2000 il Premio Pulitzer per la narrativa.  Dal suo primo romanzo,  The NameSake ( L’omonimo) del 2003, la regista  Mira Nair ha tratto il film Il destino nel nome – The Namesake.

Appassionata della lingua italiana che impara a conoscere dai tempi della sua tesi, decide nel 2012 di trasferirsi con la famiglia a Roma.  Nel 2014 è chiamata a far parte della giuria alla  71° Mostra Internazionale d’arte cinematografica. Nel 2015 pubblica il suo primo libro scritto direttamente in italiano, l’autobiografico In altre parole.

Bibliografia

Tutti i suoi libri e alcune notizie biografiche su wuz

Link

Una recensione di Caterina Bonvicini da IlFattoquotidiano.it

L’intervista rilasciata a radio24

Un’altra recensione curata da Michele Lauro apparsa su Panorama

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