Archivio Mensile: aprile 2014

BILE NERA. NOVE SAGGI SULLA MALICONIA


Bile nera. Nove saggi sulla malinconia. (Nodi e chiavi)

Autori vari

Prefazione di Eugenio Borgna. A cura di Emilio Gattico, Silvana Bonanni e Giovanni Ferrari

Edizioni Dalla Costa, 2013




CITAZIONE:

Che cosa contraddistingue la malinconia-stato d’animo? La malinconia che fa parte della condizione umana, la malinconia che è leopardianamente la premessa ad ogni esperienza poetica? La fatica di vivere, la fatica di pensare a quello che ci attende l’indomani, l’inaridirsi della gioia e della speranza, dell’attesa e della fiducia negli altri, la lentezza, o l’inerzia, nel fluire del tempo interiore, del tempo vissuto, del tempo dell’io, e non del tempo obiettivo, del tempo della clessidra, del tempo del mondo, il nascere e il dilagare della tristezza psichica e del dolore morale, sono gli elementi tematici di ogni forma di malinconia-stato d’animo. La malinconia, così intesa, non è solo sigillata da questi modi di essere e di vivere ma, anche, da modi di essere che dilatano il respiro dell’anima. La malinconia-stato d’animo ci allontana dalle cose banali della nostra quotidianità e ci fa entrare, o almeno rientrare, nei luoghi segreti e intatti della nostra interiorità, seguendone il misterioso cammino che porta ad essi, e ancora nel silenzio delle nostre ferite, visibili e invisibili; facendoci recuperare e ritrovare la dimensione della riflessione e della meditazione: dell’infinito buberiano colloquio con noi stessi e con gli altri. ( dalla prefazione di Eugenio Borgna)


RILANCI:
Film:
Nostalghia, Andrej Tarkovskij, 1983 (Gran premio della Giuria al Festival di Cannes, 1983)

Letture:
Amleto, William Shakespeare. Einaudi, 2005. (Einaudi tascabili. Teatro). Con testo inglese a fronte. CuratorePaolo Bertinetti.

Musica:
Chega de saudade, Joao Gilberto, Tom Jobim, 1992


GENERE:
Saggistica

PAROLE CHIAVE:
Malinconia
TRAMA:

Dieci co-autori – filosofi, psicologi, psicoterapeuti, storici, fisici, artisti, storici dell’arte – affrontano in questo libro il tema della malinconia nelle sue diverse sfaccettature. La realizzazione di questa opera prende origine dalla raccolta e dalla rielaborazione di un seminario che si è svolto presso l’Università di Bergamo nella primavera del 2011 in cui il lavoro dei diversi specialisti e ricercatori partendo dall’ambito medico-scientifico, giunge ad abbracciare anche questioni artistiche fino a quelle etiche.
Il testo è introdotto da Eugenio Borgna- psichiatra distintosi nell’ambito dell’indirizzo fenomenologico, avverso all’interpretazione naturalistica delle patologie mentali – che la racconta come dissolvenza dell’io che smarrisce la sua identità e la sua unità e che sprofonda in luoghi ignoti e oscuri. Una malinconia che non è solo patologia, malattia ma piuttosto profondamente connaturata alla condizione umana, ispiratrice di altissime esperienze creative, letterarie e artistiche.

LINK:
La scheda del libro sul sito dell’editore Dalla Costa
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L’AMORE E’ TUTTO. E’ TUTTO CIO’ CHE SO DELL’AMORE

L’Amore è tutto. E’ tutto ciò che so dell’amore

Michela Marzano

Utet, 2013









CITAZIONE:

L’amore, quello vero, è fatto di un andirivieni continuo tra la realtà e l’immaginazione. Un andare verso l’altro poco prima di allontanarsi. Un esserci che non può impedire all’altro di essere talvolta assente.

Anche nell’amore più grande c’è uno spazio vuoto che non si può riempire, con tante zone d’ombra che non si potranno mai cancellare.

Non c’è amore senza incertezze. E le incertezze sono il contrario esatto della cristallizzazione.

Solo l’ideale è immobile. Solo ciò che non esiste non cambia mai.

RILANCI:
Film:
Le onde del destino, Lars Von Trier, 1996 ( Gran Premio della Giuria al Festival di Cannes del 1996) 

Letture:
La piazza del diamante, Mercè Rodoreda, La Nuova frontiera, 2008; Beat, 2012

Musica:

      Los suenos, Astor Piazzolla ( dalla colonna Sonora del film Sur)


GENERE:
Diari e Memorie
PAROLE CHIAVE:
Amore – Autobiografia
TRAMA:
Michela Marzano sa che, sull’amore, di libri ne sono stati scritti molti; per formazione e professione conosce quello che hanno detto i filosofi e poi ha letto i poeti e i romanzieri. E’ anche convinta che, con le teorie, coi libri, l’amore c’entri poco o niente: l’unico amore che vale la pena di essere raccontato è quello quotidiano, reale, concreto. L’amore che siamo e che ci portiamo addosso.
Da bambina che sogna il Principe Azzurro a donna che oscilla tra l’eccesso di romanticismo e una sorta di cinismo per proteggersi dalle delusioni, una sera –  per caso, per gioco – incontra l’uomo che diventerà suo marito. La narrazione si dipana da quell’incontro, che pare simile a molti altri, al suo matrimonio, attraversando tutte le diverse fasi di costruzione della relazione amorosa.
Non aspettatevi quindi un manuale o un saggio filosofico, piuttosto una sorta di memoriale che partendo dall’esperienza di vita dell’autrice, esprime ciò che tutti prima poi hanno vissuto o vivono nel proprio rapporto amoroso. È un libro di speranza e tristezza, ma soprattutto un libro che racconta un’esperienza comune, uguale per tutti noi, anche se poi per ognuno di noi assume una forma differente.
AUTORE:
Michela Marzano è nata a Roma nel 1970. Ha studiato all’università di Pisa e ha conseguito un dottorato di ricerca in Filosofia alla Scuola Normale Superiore di Pisa. È autrice di numerosi saggi e articoli di filosofia morale e politica. In Italia ha pubblicato, tra gli altri, Estensione del dominio della manipolazione (2009), Sii bella e stai zitta (2010),Volevo essere una farfalla (2011), Avere fiducia (2012). Direttrice del Dipartimento di Scienze Sociali (SHS – Sorbona) e professore ordinario all’Université Paris Descartes, dirige una collana di saggi filosofici per le Edizioni PUF e collabora con “la Repubblica” e con “Vanity fair” dove cura una rubrica dal titolo, l’amore è tutto? Attualmente è anche deputato del Parlamento italiano e membro della Commissione Gustizia.

BIBLIOGRAFIA:
Un  elenco dei suoi libri – in francese e in italiano – raccolti sulla voce di Wikipedia a lei dedicata.

LINK:
La scheda del libro sul sito dell’editore Utet

Un lungo articolo di  Elvira Serra dal Corriere 


Il blog di Michela Marzano


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S.

S.
Gian Alfonso Pacinotti ( Gipi)

Coconino Press, 2013 (Coconino Cult)








CITAZIONE:
Una volta con il mio migliore amico uscii di galera. I motivi per cui ci eravamo finiti non sanno di niente. Lasciamoli perdere.  Uscimmo e S ci prese e ci portò per dieci giorni in barca a vela. Solo noi tre. La nostra barca era corta e tutte le altre ci facevano ondeggiare. Dai traghetti con quelle onde spaventose, ai grandi merdosi motoscafi dei ricchi  che ci sfioravano prepotenti, strafottenti.
Eravamo super abbronzati e ci piaceva tutto. Il caffè solubile alla mattina era una cosa fantastica. Eppure fa schifo no? Fa schifo nel mondo reale.
A quei grandi motoscafi dei ricchi, alle loro onde prepotenti S. rispondeva sempre con la solita calma e la solita parola: “Culo” – diceva – “Andare Culo”, con il verbo all’infinito, come gli Apaches.
RILANCI:
Film:
L’ultimo terrestre, Gian Alfonso Pacinotti, 2011
Musica:
Preludio in E, Valerio Vigliar, nella colonna sonora del film L’ultimo terrestre.
Letture:
Appunti per una storia di guerra. Coconino press, 2006 ( Prix Angouleme)


GENERE:
Romanzi a fumetti
PAROLE CHIAVE:
Memoria. Padri e figli. Autobiografia
TRAMA:
S., il nuovo romanzo a fumetti del pluripremiato Gipi, affronta il tema del tempo e del rapporto tra padre e figlio, con un approccio moderno e originale. La narrazione si dipana su diversi piani temporali, visivamente riconoscibili attraverso la scelta dei colori, perché S. racconta storie e Gipì le intreccia. S. racconta del bombardamento di Pisa, ma anche di quando è diventato vecchio,  delle sue avventure giovanili e della storia d’amore di una vita. Una vicenda che mescola ricordi autobiografici e fatti storici ( il bombardamento di Pisa del 31 agosto 1943)  e riesce a creare un’intensa narrazione sia dal punto di vista letterario che grafico. 
AUTORE:

Gipi, all’anagrafe Gian Alfonso Pacinotti è un autore di fumetti e da qualche anno anche regista. Il suo segno grafico punta ad una ricerca di tipo pittorico, allontanandosi dai modelli prevalenti che guardano alla computer graphic soprattutto italiani. I temi trattati nei suoi romanzi per immagini cercano sempre la sintesi fra la cronaca e il vissuto personale.
Con le sue opere ha vinto numerosi premi, tra cui il più importante è quello ricevuto con Appunti per una storia di guerra al Festival International de la bande dessinée d’Angouleme nel 2006, premio assegnato in precedenza solo a due altri italiani, Hugo Pratt e Vittorio Giardino.
Collabora con il quotidiano La Repubblica e con Internazionale

BIBLIOGRAFIA:

LINK:
La scheda del libro sul sito dell’editore

Un profilo dell’autore sul portale della fondazione Mondadori.

L’intervista a Gipi di apparsa sulla rivista on line, dedicata al fumetto Lo Spazio Bianco

Una recensione  apparsa sul blog Lo sciame inquieto

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