Archivio Mensile: febbraio 2014

ARRABBIARSI – QUANDO L’IRA E’ FUNESTA, QUANDO INFURIARSI CONVIENE

Arrabbiarsi – Quando l’ira è funesta, quando arrabbiarsi conviene.


Valentina D’Urso


Il Mulino, 2001 (Farsi un’idea)







CITAZIONE:
Quando ci arrabbiamo il nostro stato d’animo cambia, il nostro corpo cambia, la nostra faccia, la nostra postura, la nostra voce si modificano in modo caratteristico e inconfondibile. Il messaggio che manda una persona arrabbiata è compreso immediatamente nelle diverse parti del mondo ed è rimasto fondamentalmente immutato nelle diverse epoche. Così com’è rimasto essenzialmente contraddtitorio il significato e il valore della rabbia. 
Sappiamo che per l’ira molti sono i motivi scatenanti: può trattarsi di rabbia vissuta come reazione contro l’ingiustizia o di rabbia che insorge per una frustrazione subita, oltre alle innumerevoli  circostanze in cui coesistono entrambe le motivazioni. La diversità delle cause non sempre provoca differenze nelle reazioni e neppure l’intensità delle reazioni è strettamente commisurata alla serietà delle cause, infatti anche eventi insignificanti possono scatenare la rabbia più vistosa.

RILANCI:
Film:
La rabbia giovane (Badlands), Terence Malik, 1973

Letture:
Ira, Robert Thurman, Raffaello Cortina editore, 2006 ( I sette vizi capitali)

Musica:
Wakeup, Rage against the machine, 1992


GENERE:
Saggistica
PAROLE CHIAVE:
Rabbia – Emozioni

TRAMA:
L’ira furiosa di Achille nel poema dell’Iliade, l’ira di Dio che scaccia Adamo ed Eva dal paradiso terrestre, le folle urlanti che chiedevano pane nei diversi momenti della storia, la sfuriata del capo, gli strilli di un bambino a cui si è detto no: molte sono le immagini della rabbia.  Si conoscono i motivi che scatenano la rabbia,  la frustrazione, l’ingiustizia, a volte un mescolarsi di entrambe, un motivo futile che ostacola i nostri progetti ma ancora non si è scoperto se arrabbiarsi sia utile. Da un lato abbiamo paura di questa emozione violenta, dall’altro sentiamo che se non la manifestassimo, finiremmo per esplodere. Questo libro, in un linguaggio semplice e mai banale, inizia con le immagini di rabbia presenti nella nostra cultura, continua con un’acuta rassegna sul linguaggio che esprime la rabbia nelle sue diverse sfumature e termina mostrandoci come alcune arrabbiature siano in grado di suscitare energie positive, si facciano motore di eventi e siano davvero importanti per il gioco sociale.

AUTORE:
Valentina D’Urso insegna Psicologia Generale all’Università di Padova e si occupa prevalentemente di emozioni. E’ laureata in Psicologia e in Filosofia. Ha svolto diverse ricerche in diversi campi della psicologia umana, cominciando con studi sulla percezione e sulla psicologia sociale. Dai lavori sulla persuasione e sul rapporto fra pensiero e linguaggio sono passata a studiare vari aspetti della conversazione. Verso la fine degli anni Ottanta ha cominciato ad occuparsi di emozioni, tema che è tutt’ora al centro dei suoi interessi..

BIBLIOGRAFIA:
Un  elenco dei suoi libri tradotti in italiano sul sito di vendita on line ibs.it

LINK:
La scheda del libro sul sito dell’editore Il Mulino

Un lungo articolo di Umberto Galimberti sul libro della D’Urso

Una recensione di Ambra Somaschini apparsa su Repubblica.it


Altro

ELOGIO DELL’AMORE

Elogio dell’amore


Alain Badiou


Neri Pozza, 2013










CITAZIONE:

Platone dice una cosa molto precisa sull’ amore: afferma che nello slancio amoroso vi è una scintilla dell’universale. L’esperienza amorosa è uno slancio verso qualcosa che egli definisce l’Idea. In questo senso, anche quando sto semplicemente ammirando un bel corpo, che io lo voglia o meno, sono avviato sulla strada che porta all’idea di Bellezza. Io penso qualcosa di simile…,ossia che nell’amore si faccia esperienza del passaggio dalla pura singolarità del caso a un elemento che possiede un valore universale. Muovendo da un punto inaugurale che, preso di per sé, non è nient’altro che un incontro, una cosa da nulla, si impara che è possibile fare esperienza del mondo a partire dalla differenza e non soltanto dall’identità. E’ per questo che si possono accettare delle prove, che si può accettare di soffrire. Oggi è convinzione diffusa che tutti guardino solo al proprio interesse, e in tal senso l’amore costruisce una controprova: a patto che non sia concepito unicamente come uno scambio di vantaggi reciproci, o programmato come un investimento redditizio, l’amore può essere davvero un gesto di fiducia nei confronti del caso. Ci consente di avvicinarci all’esperienza fondamentale della differenza e, in ultima analisi, all’idea che sia possibile sperimentare il mondo dal punto di vista della differenza.


RILANCI:
Film:
Amour, Michael Haneke, 2012.
Letture:
Simposio, Platone, a cura di Giorgio Colli. Adelphi, 1979
La Gradiva, Jensen Wilhelm, Donzelli, 2013
Musica:

      La costruzione di un amore di Ivano Fossati. Interpretato da Mia Martini


GENERE:
Saggistica
PAROLE CHIAVE:
Amore -Identità – Diversità

TRAMA:
Il libro riporta un’intervista di Nicolas Truong a Alain Badiou durante il Festival di Avignone, nella rassegna “Le théatre des Idées”. In quell’occasione,  i due filosofi si erano confrontati sul tema dell’amore e Badiou aveva dichiarato che l’amore è seriamente minacciato ed è un compito della filosofia difenderlo.  Così, prendendo spunto dalle pubblicità del sito di incontri Meetic, Badiou assolve al suo compito in modo magistrale, giungendo a “reinventare” l’amore,  proprio come dice il poeta simbolista  Arthur Rimbaud.

AUTORE:
Alain Badiou, nato a Rabat nel 1937,  è un filosofo e uno scrittore francese Allievo di Althusser, è stato professore presso l’Université Paris VIII e insegna dal 1999 presso l’École normale supérieure, dove ha fondato il Centre international d’étude de la philosophie française contemporaine. Il suo pensiero si sviluppa intorno ad alcune polarità: il marxismo; la psicanalisi di J. Lacan; la matematica; la scrittura poetica, drammaturgica e narrativa. 

BIBLIOGRAFIA:
Un  elenco dei suoi libri tradotti in italiano sul sito di vendita on line ibs.it

LINK:
La scheda del libro sul sito dell’editore Neri Pozza

Una recensione di Stuart Jeffries apparsa su The Guardian e tradotta in italiano su Panorama.it

La recensione critica di Roberto Cotroneo pubblicata sul suo sito

Altro