E che cosa significa, sempre oggi, nell’ educazione, nell’istruzione e nella ricerca, in sostanza nella scuola e nella società, puntare a una «tête bien faite»? Abbozzare l’ennesima riforma? Rattoppare ciò che il moderno ha lacerato? Lacerare ciò che di poco moderno vediamo? Oppure “investire in innovazione” – espressione sempre in voga e sempre al limite del patetico – quel tanto che basta per contenere le proprie paure? 


Questo il cuore del commento –  pubblicato in Tysm Literary Review – che Marco Dotti dedica all’ultimo libro di Michele Serres, Non è un mondo per vecchi. Perché i ragazzi rivoluzionano il sapere