L’interpretatore dei sogni

L’interpretatore dei sogni

Stefano Massini

Arnoldo Mondadori Editore, 2017

Esplorare i sogni. Esplorare  i sogni è esplorare la parte più arcana di noi, l’io  che non sappiamo d’essere, l’essere che non sappiamo di avere. L’altro da me, io che sono senza volerlo. L’io che respingo, l’io che non comprendo. O forse solo l’io che non ha posto… Se è vero che niente in noi avviene  senza motivo, e niente è per caso nel meccanismo che ci sostiene, allora che ruolo hanno queste immagini notturne di cui spesso noi ridiamo dicendo: “Sono solo sogni”?

C’è in noi molto di più di quanto sappiamo.
C’è in noi molto di più di quanto  capiamo
C’è in noi molto di più del recinto che vediamo…Annotai così il mio sogno misterioso delle lucertole.
E da lì,  in fondo, è cominciato tutto.

Genere

Narrativa, Memorie e diari

Parole chiave

Sogni, interpretazione, Sigmund Freud, Psicanalisi

Trama

Immaginato come un quaderno-diario di Sigmund Freud, questo affascinante romanzo – scritto da Stefano Massini in oltre sette anni di appunti e studi – è a tutti gli effetti un geniale clamoroso falso letterario. Perché nessuno ha osato origliare dentro i segreti di quel volume – L’interpretazione dei sogni – destinato a rivoluzionare la nostra percezione del mondo. Massini indaga l’animo dell’indagatore stesso e conduce il lettore all’esaltante scoperta di un Sigmund Freud reinventato, un personaggio meno scienziato e più Prometeo, intriso di un immenso fascino letterario: è come se il capolavoro di Freud venisse a sua volta sognato e riproposto in una forma anarchica, suggestiva e intensa. Scorrono allora, pagina dopo pagina, decine di casi, decine di sogni, decine di pazienti e di umanissimi conflitti. Il tutto all’insegna di una grande domanda: come si legge un sogno?

(notizia tratta dal sito dell’editore Mondadori)

Autore

Laureato in lettere antiche,  a 24 anni inizia a frequentare l’ambiente teatrale durante il servizio civile collaborando al Maggio Musicale Fiorentino. Nel 2000 il suo esordio alla regia, con uno spettacolo-installazione inspirato a Shakespeare.  Nel 2001 è assistente ospite di  Luca Ronconi al Piccolo Teatro di Milano., da cui viene stimolato a dedicarsi alla scrittura di nuovi testi. Alterna quindi l’impegno come regista e drammaturgo, vincendo nel 2005 il  Premio Tondelli per l’opera originale L’odore assordante del bianco

Prendendo spunto dagli eventi successivi alla  crisi economica del 2008,  Massini scrive la sua opera più ambiziosa e di maggior successo,  Qualcosa su Lehman, tradotta in 14 lingue. Viene portata sul palco in versione estesa per la prima volta in Italia nel 2015 da Luca Ronconi, raccogliendo un notevole successo di critica e pubblico

All’inizio di maggio 2015 viene designato nuovo consulente artistico del Piccolo Teatro di  Milano,  sostituendo Luca Ronconi scomparso tre mesi prima.

L’ultimo suo romanzo è L’interpretatore dei sogni

( Note biografiche tratte da wikipedia)

Bibliografia

Tutti i libri di Massini sono prenotabili sul sito di Rete Bibliotecaria Bergamasca

Link

L’intervista-recensione di Laura Pezzino su Vanity Fair

 

 

 

Altro

La scrittrice abita qui

La scrittrice abita qui

Sandra Petrignani,

Neri Pozza, 2002 (Narrativa)

 

Seguiamo alla lettera le indicazioni e a un certo punto, in mezzo all’erba smeraldina coperta di foglie gialle accartocciate, la casa appare. E’ lucida bianca, di legno, con tanti abbaini, anche il tetto spiovente è verniciato di fresco e di bianco. Un’insegna in ferro battuto piantata nel prato è ritagliata di lettere irregolari, sistemate a bandiera, così:

PETITE

PLAISANCE

Dunque non ci sono dubbi, questo è il posto. Un cottage accogliente, abbellito da un porticato con un rampicante di fitto verde che lo attraversa per intero. Non c’è nessuna recinzione e possiamo girare intorno alla villetta liberamente, ma le finestre sono ben chiuse, le tendine (bianche)  tirate. Solo i grandi vetri della veranda laterale non hanno tende, si vede all’interno un vano luminoso, arredato con poltrone e tavolinetti in midollino bianco con cuscinoni a righe che conservano ancora l’impronta dei corpi. Qui , nella bella stagione, Marguerite Yourcenar prendeva  il tè con qualche ospite di  passaggio

Rilanci

Letture – Addio a Roma, Sandra Petrignani, Neri Pozza Editore

Visioni – La mia Africa di Sidney Pollack, 1985

 

Genere

Saggistica, Diari e memorie

Parole chiave

Scrittura, case, ambienti, Yourcenar, Deledda, Woolf, Blixen, Colette, David-Néel

Trama

La scrittrice abita qui” di Sandra Petrignani (Neri Pozza, 2012) è il racconto di un itinerario in giro per il mondo (Sardegna, Indocina, Francia, Danimarca, Africa, Inghilterra) per capire più in fondo e comprendere meglio alcune scrittrici che hanno fatto la storia della letteratura europea, “interpellando” i mobili, le suppellettili, gli oggetti di loro proprietà, le lettere, i documenti scritti di loro pugno e parlando con le persone che conservano ancora un loro ricordo. (https://www.sololibri.net/La-scrittrice-abita-qui-Sandra.html)

Autore

Alcune note biografiche tratte dal sito dell’editore Neri Pozza

 

Link

Il blog personale dell’autrice

La recensione del libro fatta dal blog Il mestiere di scrivere

Altro

Scrivi cosa ti dice il cuore – Autoriflessione e crescita personale attraverso la scrittura di sé

Scrivi cosa ti dice il cuore

Autoriflessione e crescita personale attraverso la scrittura di sé

James W. Pennebaker

Erickson, 2004 (Capire con il cuore)

Questo libro parla di come la traduzione in parole delle esperienze che ci hanno turbati possa influire sui pensieri, gli stati d’animo e la salute fisica. La mia non è la storia di un medico o di uno psicoterapeuta bensì la storia di un ricercatore…Come vedrete il fatto di narrare a parole  o per iscritto le proprie esperienze può migliorare la propria salute fisica e psicologica

Rilanci

Letture  – Raccontarsi – L’autobiografia come cura di sé, di Duccio Demetrio, Raffaello Cortina Editore, 1995

Visioni, Ruby Sparks di Jonathan Dayton e Valérie Faris, Stati Uniti, 2012


Genere

Saggistica

Parole Chiave

Scrittura, confessione, inibizione, salute, benessere

Trama

“Chi nella vita si è trovato in una situazione di stress o difficoltà sa bene che esprimere le proprie emozioni negative aiuta subito a stare meglio e a superare un momento difficile. Questo volume dimostra che aprirsi, parlare ma soprattutto scrivere dei propri sentimenti ha effetti positivi non solo sul proprio benessere psicologico, ma anche sulla salute fisica. Scritto da uno psicologo che ha condotto numerosi studi sulle relazioni che collegano corpo e mente, il libro presenta numerosi esempi di come l’espressione di sé e l’inibizione possano agire positivamente e negativamente sullo stato fisico di una persona, soffermandosi in particolare su come la scrittura possa aiutare a superare traumi e paure. Un libro utile sia ai lettori che cercano di sapere qualcosa di più del proprio malessere, sia alle persone che si occupano (per professione o per passione) di psicologia, medicina e psicosomatica.” ( presentazione del volume sul sito dell’editore Erickson)

Autore

Professore di Psicologia all’Università del Texas a Austin, ha condotto numerose ricerche sullo stress, le emozioni e la salute per la National Science Foundation e per i National Institutes of Health. Ha pubblicato più di cento articoli e sette libri.

Bbliografia

Questo è l’unico libro di Pennebaker tradotto in italiano,un elenco delle sue altre pubblicazioni dalla voce in inglese di wikipedia

Contributi

The secret life of pronouns – Ted Conference di James Pennebaker

 

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Vite di uomini non illustri

Vite di uomini non illustri

Giuseppe Pontiggia

Arnoldo Mondadori, 1990

Vitali Antonio Nasce per parto podalico il 2 luglio 1932 nella clinica Regina Elena di Trento. Sua madre gli ricorderà spesso, nel corso degli anni, i dolori che le ha provocato una nascita simile. Ma solo a cinquantun anni capirà quanto quella anomalia abbia influito sulla sua crescita. Glielo ripete, mentre lo tiene immerso nell’acqua calda della vasca, il 2 luglio 1983, la sua amica di Merano, che gli ha chiesto di rivivere l’evento.

Rilanci

Letture –  Nati due volte, Giuseppe Pontiggia, A. Mondadori, 2010

Visioni – Novecento, Bernardo Bertolucci, 1978

Genere

Biografie

Parole chiave

Biografie, Scrittura, Immaginazione

Trama

Si tratta di una raccolta di diciotto biografie immaginarie che Pontiggia scrisse nel 1993. Il libro racconta la vita di persone comuni e immaginarie, dalla nascita alla morte, cercando di coglierne i tratti essenziali che la contraddistinguono.

Autore

Un ‘accurata  biografia dell’autore, la si può leggere a questo link del  Dizionario Biografico degli Italiani – Treccani.

Bibliografia

Tutti i libri di Giuseppe Pontiggia disponibili sul sito della Rete Bibliotecaria Italiana

 Contributi

Una recensione apparsa sul blog “Leggere a colori”

 

 

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Diavoli custodi

Diavoli custodi

Erri De Luca

Alessandro Mendini

Feltrinelli, 2017 ( Narratori)

Un bambino dislessico disegna minuziosamente pagine di mostri. Metterli in una forma li riduce d’immensità, d’intensità e di angoscia. Il foglio coi suoi bordi li imprigiona. Più nitidi sono, più stanno domati. Il bambino dislessico è un domatore, scende in ogni ora dentro la gabbia delle belve. Fuori dall’arena e dalle alte inferriate stanno al sicuro i suoi coetanei, che a scuola vanno per gioco diligente, senza rischio di vita.

Rilanci

Letture – Diario di scuola, Daniel Pennac, Feltrinelli, 2008

Visioni – Nat e il segreto di Eleonora, Dominique Monfery, Francia, 2009

Genere

Memorie e diari

Parole chiave

Racconto, scrittura, disegni, mostri, dislessia

Trama

Pietro, un ragazzino dislessico, amato sia dallo scrittore che dall’artista, fin da piccolo disegna mostri in bianco e nero, che le sue maestre non amano affatto. Alessandro Mendini, l’artista,  conosce quei mostr e inizia a disegnare creature a sua volta, ora mostruose ora primigenie, e le invia a De Luca che davanti ad esse ritrova i propri «mostri sbrigliati»: per ogni disegno un racconto.  Un duetto che rimanda a una nostra tradizione forte – basti pensare al connubio fra Rodari e Munari – e che qui comincia sempre con un’illustrazione, da cui poi il racconto prende liberamente l’abbrivio.

Autori

Erri De Luca

Alessandro Mendini

Bibliografia

Tutti i libri di Erri De Luca sul sito della Fondazione Erri De Luca

Tutti i libri di Alessandro Mendini   sul sito di e-commerce ibs.it

Contributi”

La presentazione del libro dal sito di novità editoriali “Il LIbraio.it”

 

 

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Ogni volta che si racconta una storia

Ogni volta che si racconta una storia

Marco Baliani

Editori Laterza, 2017 ( I Robinson, Letture)

Ogni volta che si racconta una storia, la memoria delle cose narrate si allaccia a sostanze invisibili che abitano in posti molto lontani nel tempo.
Ogni volta che si racconta una storia, rivive un’antica esperienza e trova spazio dentro di noi. Torniamo nelle grotte delle origini, quando qualcuno cominciò a danzare una storia davanti al fuoco, dando così all’effimero esistere della specie umana il senso della durata in grado di sfidare il tempo del puro vivere animale.
Col tempo ho capito che le storie sono proprio come la vita, non è mai come t’aspetti che sia. Anche le storie prendono scorciatoie imprevedibili, sfuggono, si slabbrano, proprio come la voce che le dice e che subito si perde nell’aria.

Rilanci

Letture – Tu che mi guardi, tu che mi racconti, Adriana Cavarero, Feltrinelli, 1997

Visioni – Kohlhaas. Marco Baliani, 1989

Parole chiave

Racconto, narrazione, drammaturgia,

Genere

Memorie e diari

Trama

Che cosa succede al narratore e all’ascoltatore quando si comincia a raccontare? E a questa domanda che il libro di Baliani prova a dare una risposta e lo fa raccontando di sé e della sua esperienza di attore, di narratore, di regista e  di autore.

Autore

Marco Baliani, attore, autore e regista, nel 1989 ha dato vita al teatro di narrazione con lo spettacolo Kohlhaas. Figura eclettica e complessa del teatro italiano contemporaneo, ha sperimentato drammaturgie corali, creando spettacoli-evento per molti attori, tra cui Come gocce di una fiumana, premio IDI per la regia, e Antigone delle città, spettacolo di impegno civile sulla strage di Bologna. Ha diretto il progetto I Porti del Mediterraneo con attori provenienti da diversi paesi dell’area mediterranea e ha dato vita con Amref al progetto di recupero dei ragazzi di strada di Nairobi, realizzando gli spettacoli Pinocchio Nero e L’amore buono. Ha firmato, come autore librettista e regista, le opere liriche contemporanee Il sogno di una cosa eCorpi eretici. Nel 2015 è tornato in scena con lo spettacolo Trincea, vincendo il Premio Enriquez come migliore interpretazione. Tra le sue pubblicazioni, per Rizzoli: Corpo di stato. Il delitto Moro (2003), Nel regno di Acilia (2004), La metà di Sophia (2008) e L’occasione (2013). (note biografiche prese dal sito dell’ Editore Laterza)

Bibliografia

Tutti i libri di Marco Baliani sulle pagine del suo sito personale

Contributi

La recensione di Giulia Marziali su “CriticaLetteraria”

Il sito personale di Marco Baliani

 

 

 

 

 

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Psico- Oncologia – La psicosomatica dei tumori: dove sto andando, dove vorrei andare

Psico – Oncologia –

La psicosomatica dei tumori: dove sto andando, dove vorrei andare

Ogni epoca sembra contraddistinta da un male che si diffonde più degli altri, caratterizzandola. Indubbiamente il male dei nostri giorni appare essere il cancro. L’ approccio dell’ecobiopsicologia  ha cercato di dare un’interpretazione rispetto al peso dei fattori psicologici che possono concorrere allo sviluppo di questo terribile male.

Un articolo di

Diana Avellino

 

 

Ogni epoca sembra contraddistinta da un male che si diffonde più degli altri caratterizzandola. Indubbiamente il male dei nostri giorni appare essere il cancro. Non sono solo i dati epidemiologici a mostrarcelo, ma più banalmente la nostra esperienza personale che ci porta sempre più a contatto con questa malattia: quasi tutti purtroppo conoscono per via diretta o in diretta qualcuno che ne ha sofferto o ne soffre.

Indubbiamente i fattori che concorrono alla formazione e sviluppo dei tumori sono molteplici: ci sono fattori biologici, ambientali e psicologici. Sebbene al momento si sappia come cresca e si sviluppi un tumore, non si sa ancora perché nasca; perché a parità di condizioni, in alcune persone si presenta ed in altre no.

L’ecobiopsicologia (psicosomatica) si è interrogata ed ha cercato di dare un’interpretazione rispetto al peso dei fattori psicologici che possono concorrere allo sviluppo di questo terribile male.

Ormai è noto come le condizioni di stress, ansia e tormento interiore portano il nostro corpo a secernere sostanze, come il cortisolo, che alla lunga distruggono il nostro sistema immunitario, lasciandoci più vulnerabili e alla mercè delle varie patologie che ci possono colpire.*

Per la psicosomatica ogni male del nostro corpo racchiude un significato che, se disvelato, può aiutarci nel nostro processo di guarigione. Per quanto riguarda il cancro si può cogliere il suo significato simbolico a partire dalla considerazione della sua patogenesi.

Di fatto cos’è il tumore? Ogni cellula contiene tutto il genoma quindi potenzialmente potrebbe diventare qualsiasi cosa (una cellula del muscolo, dell’occhio, del polmone ecc.), poi, alcune proteine specifiche fanno sì che si attivino solo alcuni geni che determineranno la specializzazzione effettiva che la cellula ricoprirà. In modo forse un pò semplicistico e con un linguaggio metaforico potremmo dire che da un punto di vista biologico il tumore si forma quando una cellula non svolge più il lavoro per cui si è specializzata, molla tutto e regredisce ad uno stato originario di indifferenziazione (dove non svolge più la sua funzione specifica, ma continua a moltiplicarsi).

Analogicamente è come se la persona non fosse più in grado di orientare la propria progettualità specifica nella direzione stabilità dal proprio Sé, come se deragliasse, senza riuscire a trovare un modo adattivo e funzionale per esprimere davvero chi è.

Immaginate che ciascuno individuo sia composto da un nucleo motore, molto potente, con una forte energia creativa, che contiene il seme di ciò che siamo e che siamo destinati ad essere (il Sé), ma anche da una parte che si interfaccia con il mondo e fa da mediatore tra il Sé e la realtà circostante (l’Io). Se c’è un buon dialogo tra queste due parti, l’Io cercherà di esprimere e realizzare al meglio le potenzialità del Sé e quest’ultimo potrà liberare in modo armonioso e autentico la propria energia, permettendo una buona crescita personale. Se al contrario si interrompe la comunicazione tra i due, ad esempio in seguito ad un vissuto traumatico, un rischio è che l’Io si irrigidisca e quindi non riesca più ad incanalare l’energia del Sé che dilagherà afinalisticamente, proprio come fanno le cellule tumorali.

Spesso si è osservato che i pazienti con patologia cancerosa, nei due-tre anni precedenti la comparsa del tumore, avevano vissuto una grave condizione di stress cronico, non elaborato emotivamente, che aveva riattivato in chiave depressiva e abbandonica una condizione traumatica primitiva di annichilimento dell’IO, insorta nei primi anni infantili o addirittura nel periodo pre-natale. (Frigoli D. 2014)

La psicoterapia può aiutare le persone che stanno vivendo una patologia cancerosa ad affrontare le angosce di morte che le affligono, con l’obbiettivo di aiutare l’IO spaventato a superare i propri traumi ed a riconquistare un dialogo con il proprio Sè, riappropriandosi così della propria energia vitale da reinvestire in una nuova ritrovata e più sentita progettualità.

*La PsicoNeuroEndocrinoImmunologia studia i legami tra stati emotivi e correlati neurofisiologici

testi consigliati per un approfondimento:

Biava P.M., Frigoli D., Laszlo E., Dal segno al simbolo, Bologna, 2014, Persiani Editore;

Grassi L. E Biondi M., Personalità di tipo C, stress e cancro, in Biondi M. La psicosomatica nella pratica clinica, Roma, 1992, Il pensiero Scientifico.

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Com’è trascorsa la notte

Com’è trascorsa la notte – Il sogno

Filippo Tuena

Il Saggiatore, 2017 (La Cultura, 1069)

Del resto ormai manca poco, poiché da fuori mi giunge anche il vociare del resto del pubblico, curioso ed eccitato, sono convinto che la rappresentazione sarà davvero unica. Perché ci siamo noi, stasera, io che ti racconto come immagino questa vicenda e tu che ascolti ed entrambi che osserviamo gli spiriti che agiscono su questa parete di fronte al letto. E forse andiamo a sovrapporre i nostri volti, le nostre voci a una delle quattro coppie che agiscono; o più d’una perché il tempo che abbiamo trascorso assieme ci consente di vestire i panni ora dell’una , ora dell’altra coppia.

Rilancio

Letture – Sogno di una notte di mezza estate, William Shakespeare, Einaudi, 2002, (Serie bilingue)

Film – Sogno di una notte di mezza estate, Michael Hoffman, 1999, Stati Uniti, Italia, Gran Bretagna

Musica – La canzone dell’amore perduto, Fabrizio De André

Genere

Narrativa

Parole Chiave

Amore, commedia, sogno

Trama

Una notte incantata e interminabile, una notte animata da fate e folletti, da innamorati resi ciechi dai volubili capricci della passione, da attori che sfuggono al loro copione. È il Sogno di una notte di mezza estate, che Filippo Tuena rievoca esplorandone le profondità più nascoste, impadronendosi del testo shakespeariano e lasciandosene possedere, per dare vita a un romanzo che è, insieme, un atto d’amore nei confronti della letteratura.

Autore

Filippo Tuena (Roma 1953) ha vinto il premio Grinzane Cavour con Tutti i sognatori (1999) e il premio Bagutta con Le variazioni Reinach (2005). Il Saggiatore ha pubblicato Ultimo parallelo (2013), vincitore del premio Viareggio, e Memoriali sul caso Schumann (2016).

Bibliografia

Tutti i libri di Filippo Tuena possono essere visionati e prenotati sul sito di Rete Bibliotecaria Bergamasca:

Link

A questo link, sulle pagine on line dell’editore Il Saggiatore, potrete trovare una raccolta delle migliori recensioni

L’audio intervista all’autore condotta da Francesca Lipperini a  Fahreinheit, sul sito Rai Radio Tre

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La più amata

La più amata

Teresa Ciabatti

Arnoldo Mondadori, 2017 (Autori italiani e stranieri)

Mi chiamo Teresa Ciabatti, ho quarantaquattro anni, e a ventisei dalla sua morte decido di scoprire chi fosse davvero mio padre. Diventa la mia ossessione. Non ci dormo la notte, allontano amici e parenti, mi occupo solo di questo indagare, ricordare, collegare. A quarantaquattro anni do la colpa a mio padre per quello che sono. Anaffettiva, discontinua, egoista , diffidente, ossessionata dal passato. Litio ed Efexor prima, Prozac e Rivotril poi, colpa tua, solo colpa tua, papà

Rilancio

Letture – Open – La mia storia, André Agassi. Einaudi, 2015 ( Stile libero)

Film – Padri e figlie, Gabriele Muccino, 2015, Italia, USA.

Musica – Insieme a te non ci sto più, testo e musica di Paolo Conte, Versione di Franco Battiato, 2002

Genere

Narrativa, diari e memorie

Parole Chiave

padre, famiglia, memoria, autobiografia, crescita, storia

Trama

“Mi chiamo Teresa Ciabatti, ho quattro anni, e sono la figlia, la gioia, l’orgoglio, l’amore del Professore.” Il Professore – un inchino in segno di gratitudine e rispetto – è Lorenzo Ciabatti, primario dell’ospedale di Orbetello. Lo è diventato presto, dopo un tirocinio in America, rinunciando a incarichi più prestigiosi, perché è pieno di talento ma modesto, un benefattore, qualcuno dice, un santo. Tutti lo amano, tutti lo temono, e Teresa è la sua figlia adorata. E lei la bambina speciale che fa il bagno nella smisurata piscina della villa al Pozzarello, che costruisce un castello d’oro per le sue Barbie coi 23 lingotti trovati in uno dei cassetti del padre. Teresa: l’unica a cui il Professore consente di indossare l’anello con lo zaffiro da cui non si separa mai. L’anello dell’Università Americana, dice lui. L’anello del potere, bisbigliano alcuni – medici, infermieri e gente del paese: il Professore è un uomo potente. Teresa che dall’infanzia scivola nell’adolescenza, e si rende conto che la benevolenza che il mondo le riserva è un effetto collaterale del servilismo nei confronti del padre. La bambina bella e coccolata è diventata una ragazzina fiera e arrogante, indisponente e disarmante. Ingrassa, piange, è irascibile, manipolatrice, è totalmente impreparata alla vita. Chi è Lorenzo Ciabatti? Il medico benefattore che ama i poveri o un uomo calcolatore, violento? Un potente che forse ha avuto un ruolo in alcuni degli eventi più bui della storia recente? Ormai adulta, Teresa decide di scoprirlo, e si ritrova immersa nel liquido amniotico dolce e velenoso che la sua infanzia è stata: domande mai fatte, risposte evasive. Tutto, nei racconti famigliari, è riadattato, trasformato. E questa stessa contrarietà della verità a mostrare un solo volto Teresa la ritrova quando si mette a scrivere, ossessivamente prova a capire, ad aggrapparsi a un bandolo e risalire alle risposte. Esagerazione, mitomania, oppure semplici constatazioni? Con una scrittura densa, nervosa, lacerante, che affonda nella materia incandescente del vissuto e la restituisce con autenticità illuminandone gli aspetti più ambigui, Teresa Ciabatti ricostruisce la storia di una famiglia e, con essa, le vicende di un’intera epoca. Un’autofiction sincera, feroce, perturbante, che nasce dall’urgenza di fare i conti con un’infanzia felice bruscamente interrotta. ( la trama è stata presa dal sito di vendita on line di Mondadori.)

 

Autore

Dopo la laurea in Lettere moderne a Roma, ha frequentato la scuola di scrittura di Alessandro Baricco a Torino. Ha pubblicato il suo primo romanzo nel 2002, Adelmo torna da me da cui è stato tratto il film L’estate del mio primo bacio, di Carlo Virzì (2005).

Nel  2008  è uscito il suo secondo romanzo, I giorni felici. La produzione letteraria consta di collaborazioni con varie riviste di argomento letterario, e diversi racconti ciascuno inserito in un’antologia. Collabora con le riviste «Diario» e «Donna».È anche autrice di sceneggiature cinematografiche. Vive a Roma . La più amata è stato candidato al Premio Strega 2017.

Bibliografia

Tutti i libri di Teresa Ciabatti possono essere visionati e prenotati sul sito di Rete Bibliotecaria Bergamasca:

Link

La recensione di Tommaso Pincio su Tuttolibri de’ La Stampa

Una recensione dal blog minimaetmoralia

La recensione fatta dall’autrice Camilla Baresani sul suo sito

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Le otto montagne

Le otto montagne

Paolo Cognetti

Einaudi 2016 (Super Coralli)

Tutta la valle era ancora in ombra e umida di rugiada. Mio padre beveva un caffè nel primo bar aperto, poi si caricava lo zaino in spalla con la solennità di un alpino: il sentiero partiva da dietro una chiesa, o dopo un ponticello di legno, entrava nel bosco e subito si inerpicava. Prima di imboccarlo , alzavo un’ultima volta gli occhi ala cielo. Sopra le nostre teste splendevano i ghiacciai già illuminati dal sole. Il freddo del mattino sulle gambe nude mi dava la pelle d’oca. Sul sentiero mio padre mi lasciava camminare in testa. Mi stava dietro a un passo, così che potessi sentire una sua parola quando serviva e il suo respiro alle mie spalle.

Rilanci

Letture – Il ragazzo selvatico: quaderno di montagna. Paolo Cognetti, Terre di mezzo, 2013

Film – Wild, Jean Claude Vallé, dal romanzo autobiografico di Cheryl Strayed, USA, 2014

Genere

Narrativa, diari e memorie

Parole Chiave

Montagna, memoria, autobiografia, crescita, scelte di vita

Trama

Pietro è un ragazzino di città, solitario e un po’ scontroso. La madre lavora in un consultorio di periferia, e farsi carico degli altri è il suo talento. Il padre è un chimico, un uomo ombroso e affascinante, che torna a casa ogni sera dal lavoro carico di rabbia. I genitori di Pietro sono uniti da una passione comune, fondativa: in montagna si sono conosciuti, innamorati, si sono addirittura sposati ai piedi delle Tre Cime di Lavaredo. La montagna li ha uniti da sempre, anche nella tragedia, e l’orizzonte lineare di Milano li riempie ora di rimpianto e nostalgia.
Quando scoprono il paesino di Grana, ai piedi del Monte Rosa, sentono di aver trovato il posto giusto: Pietro trascorrerà tutte le estati in quel luogo «chiuso a monte da creste grigio ferro e a valle da una rupe che ne ostacola l’accesso» ma attraversato da un torrente che lo incanta dal primo momento. E lí, ad aspettarlo, c’è Bruno, capelli biondo canapa e collo bruciato dal sole: ha la sua stessa età ma invece di essere in vacanza si occupa del pascolo delle vacche.
Iniziano cosí estati di esplorazioni e scoperte, tra le case abbandonate, il mulino e i sentieri piú aspri. Sono anche gli anni in cui Pietro inizia a camminare con suo padre, «la cosa piú simile a un’educazione che abbia ricevuto da lui». Perché la montagna è un sapere, un vero e proprio modo di respirare, e sarà il suo lascito piú vero: «Eccola lí, la mia eredità: una parete di roccia, neve, un mucchio di sassi squadrati, un pino». Un’eredità che dopo tanti anni lo riavvicinerà a Bruno.
Paolo Cognetti, uno degli scrittori piú apprezzati dalla critica e amati dai lettori, entra nel catalogo Einaudi con un libro magnetico e adulto, che esplora i rapporti accidentati ma granitici, la possibilità di imparare e la ricerca del nostro posto nel mondo. ( tratto dal sito di Einaudi editore  )

Autore

Paolo Cognetti è nato a Milano nel 1978. È autore di alcuni documentari – Vietato scappare, Isbam, Box, La notte del leone, Rumore di fondo – che raccontano il rapporto tra i ragazzi, il territorio e la memoria. Per minimum fax media ha realizzato la serie Scrivere/New York, nove puntate su altrettanti scrittori newyorkesi, da cui è tratto il documentario Il lato sbagliato del ponte, viaggio tra gli scrittori di Brooklyn.
Per minimum fax ha pubblicato Manuale per ragazze di successo (2004), Una cosa piccola che sta per esplodere (2007), vincitore, tra gli altri, del Premio Fucini, del Premio Settembrini e finalista al Premio Chiara, Sofia si veste sempre di nero, selezionato al Premio Strega 2013 e A pesca nelle pozze più profonde. Meditazioni sull’arte di scrivere racconti. Ha vinto il Premio Strega Giovani e il Premio Strega con il romanzo Le otto montagne (Einaudi 2016). ( Le note biografiche sono tratte dal sito dell’editore Minimum Fax)

 

Bibliografia

Tutti i libri di Paolo Cognetti possono essere visionati e prenotati sul sito di Rete Bibliotecaria Bergamasca:

Link

La scheda del libro sul sito dell’editore.

Il blog dell’autore

Una recensione dal sito on line “Critica Letteraria”

L’intervista all’autore apparsa su La Stampa il 22 luglio 2o17

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