Un cigno selvatico

 

Un cigno selvatico

Michael Cunnigham

La nave di Teseo, 2016 (Oceani)

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La gran parte di noi non corre rischi. Se no siete in un sogno delirante del sonno degli dei, se la vostra bellezza non turba le costellazioni, nessuno vi lancerà un incantesimo. A nessuno verrà in mente di trasformarvi in una bestia o di mettervi a dormire per cent’anni. L’apparizione camuffata da spiritello non ci pensa nemmeno a offrirvi tre desideri con la catastrofe nascosta dentro come una lametta in una torta… La gran parte di noi può stare tranquilla: riusciremo a rovinarci con le nostre stesse mani. Le entità vendicative ambiscono a devastare soltanto i rari, coloro che chissà come hanno ricevuto in dono non soltanto giardini incantati e fasti principeschi ma una leggiadria che fa sussultare gli uccelli posati tra i rami, per giunta completata da un’eleganza, una generosità e un fascino talmente naturali da sembrare qualità umane banalissime. A chi non piacerebbe fare lo sgambetto a questa gente?

Rilanci

LettureLa Camera di sangue e altre storie, Angela Carter, Feltrinelli, 1984

FilmIn compagnia dei lupi, Neil Jordan, 1984

Genere

Narrativa

 Parole Chiave

Fiabe, Mito, Interpretazione

Trama

“Da Cenerentola a Biancaneve, una rivisitazione moderna con un occhio di riguardo al disgraziato non-protagonista – Le storie della buonanotte non sono mai state così dark, perverse, e reali. La Bestia è di fronte a voi in fila al supermercato, compra uno snack, il suo sorriso divorante fisso sul cassiere. Un ometto malformato con un talento per le piccole magie non si ferma davanti a nulla per procurarsi un bambino. Jack, pigro e rozzo, preferisce vivere nel seminterrato di sua madre che ottenere un lavoro, fino al giorno in cui scambia una mucca con una manciata di fagioli magici. E ancora, il matrimonio di Raperonzolo entra in crisi quando comincia a perdere i capelli, Hansel e Gretel diventano due teppisti violenti e senza freni. In Un cigno selvatico, Michael Cunningham trasforma i personaggi di terre molto molto lontane – le figure mitiche della nostra infanzia che tanto ci hanno incantato – in protagonisti che rivelano molto del nostro presente”

Autore

È cresciuto a Los Angeles e vive a New York. Per Bompiani sono usciti: Le ore (1999), tradotto in ventisette lingue e vincitore del Premio Pulitzer per la Narrativa, del Pen/Faulkner Award e del Premio Grinzane Cavour 2000 per la Sezione Narrativa Straniera, Carne e sangue (2000), per il quale ha ricevuto il Whiting Writer’s Award, Una casa alla fine del mondo (2001), Mr Brother (2002), Dove la terra finisce (2003), Giorni memorabili (2005), Al limite della notte (2010), La regina delle nevi (2014).
Dal romanzo Le ore è stato tratto il celebre film interpretato da Meryl Streep, Nicole Kidman e Julianne Moore, mentre da Una casa alla fine del mondo è stata realizzata una versione cinematografica diretta da Michael Meyers.
Nel 2016 pubblica con La nave di Teseo Un cigno selvatico (illustrazioni di Yuko Shimizu).
(note biografiche curate da Wuz.it)

Bibliografia

Tutti i libri pubblicati da Michael Cunnigham sul sito di e-commerce ibs.com

Link

L’articolo di Chiara Gamberale apparso su Tuttolibri de’ La Stampa

La recensione di Andrea Chiari su leggereacolori.com

Un articolo dedicato al romanzo dal blog di Huffingtonpost.it

 

Altro

Scrivere 750 parole al giorno può cambiare la vita?

Scrivere 750 parole al giorno può cambiare la vita?

www. rivista Studio. com

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Molti studi dimostrano che tenere un diario fa bene alla salute e migliora le capacità degli individui di affrontare i problemi e le possibilità di individuare delle soluzioni creative.

Lo racconta questo articolo che riporta un post di Quartz sull’utilità delle “Pagine del Mattino”, una sorta di pratica quotidiana consigliata da Julia Cameron in un libro del 1992 di grande successo, The way of the artist .  “L’idea di iniziare questa routine per  Cameron è arrivata quasi per caso, come un modo per «fare qualcosa invece di fissare i propri obiettivi tutto il tempo»” e “le ha permesso di esprimere sé stessa, dalle ansie fino alle preoccupazioni: in questo modo riusciva a sfogarsi. «Quando ci togliamo certi pensieri dalla mente affrontiamo la giornata in modo più chiaro», ha detto paragonando la sua creazione a una forma di meditazione mattutina”-

Per far funzionare le “Pagine del Mattino”  bisogna rispettare però due semplici regole: scrivere al mattino appena svegli e farlo a mano.

Le pagine del mattino sono una sorta di esercizio di  meditazione, sono uno strumento per tutti, accessibile e  a costo zero e sono efficaci! Provare per credere

 

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Senti le rane

Senti le rane

Paolo Colagrande

Nottetempo, 2015 (Narrativa)

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La storia da qui in poi vorrebbe stringersi nel suo nodo finale, e allora purtroppo bisogna immaginare la serenità ritrovata di Zuckerman come quella del fiume prima di incontrare le cataratte. Spiace fare questo paragone ma è per mettersi già in visuale dell’inevitabile precipizio , perché dopo la serenità c’è il precipizio, è una legge della fisica.

Sostiene Sogliani che non c’è niente di più infame della serenità, e la parola stessa mette la tremarola alla schiena. E anche io credo che la parola serenità andrebbe tolta dal vocabolario non tanto per il significato, che non c’è, ma proprio come lemma, che ha un suono pedante e falso, inventato dai filosofi e dai teologi di maggioranza, quando per esempio si sente dire di accettare con serenità l’impotenza umana davanti al destino, o al volere di Dio, quando si dice che Socrate si sottomette con serenità alle leggi di Atene, o quando si sente un critico d’arte che dice: La serenità del volto di Cristo nel Cenacolo, oppure quando si dice, poniamo di un artista, di un poeta o di un prosatore: La serenità delle sue ultime opere. E viene da chiedersi: A chi la vogliamo raccontare?

Rilanci

Letture Fideg, Paolo Colagrande, Premio Campiello, Opera Prima, 2007

FilmHellzappopin’, Henry C. Porter, Stati Uniti, 1948

Musica –  Senti le rane che cantano, Coro Arcanto , Komos&Co, 2013

Genere

Narrativa

Parole Chiave

Ironia, Avventura, Amore, Filosofia, Bar

Trama

Al tavolino di un bar, Gerasim racconta a Sogliani la storia di un terzo amico seduto poco più in là, ed è una storia molto avventurosa. Ebreo convertito al cattolicesimo per chiamata divina, Zuckermann prende i voti e diventa il prete bello di Zobolo Santaurelio Riviera, località balneare di fascia bassa: agli occhi dei fedeli passa per un santo, illuminato, alacre e innocente. Ma un pomeriggio di fine estate, mentre intorno al suo nome diventano sempre più insistenti le voci di miracoli, a Zuckermann si offre la visione della Romana, la figlia diciassettenne di due devoti parrocchiani. Da lì in poi, fra pallidi tentativi di espiazione, passioni e gelosie, cui fanno da contrappunto le vaneggianti digressioni di Gerasim e Sogliani, dall’Uomo vitruviano agli etologi fiamminghi, dagli asceti di Costantinopoli all’Ikea, da Rossella O’Hara all’olio di nespolo babilonese, lentamente si consuma una tragedia sentimentale che travolge l’intera comunità e trova il suo epilogo in riva a un fosso (dal sito dell’editore Nottetempo)

Autore

E’ uno scrittore italiano contemporaneo. E’ nato e vive a Piacenza. Il suo romanzo d’esordio è Fìdeg, pubblicato per Alet edizioni nel 2007; come spiegato nel glossario posto alla fine dell’opera, il titolo del libro è un’esclamazione che vuol dire “fegato”. Fìdeg ha vinto il Premio Campiello nella sezione Opera prima a un mese dalla pubblicazione, e ha ricevuto una menzione speciale al Premio Viareggio nella stessa sezione.

Il suo romanzo Senti le rane (Nottetempo 2015) ha vinto il Premio Selezione Campiello 2015. (notizie biografiche tratte da wikipedia. Org.)

Bibliografia

Tutti i libri pubblicati da Paolo Colgrande sul sito di Rete Bibliotecaria Bergamasca da cui potete anche prenotarli

 

Link

Paolo Colagrande racconta il suo romanzo sul blog letteratitudinenews

Un articolo dedicato al romanzo dal portale “letteratura” della Rai

La recensione dal blog Graphe.it

 

Altro

Cosmo

Cosmo

Marino Neri

Coconino Press, 2016 (Coconino Cult)

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Il mio none è Cosimo, ma tutti mi chiamano Cosmo. Mi chiamano così perché so a memoria il nome di tutte le stelle. Detesto essere toccato e posso non rivolgere la parola a nessuno per moltissimo tempo. “Cerca di non dare nell’occhio, frequenta posti affollati e viaggia leggero, uno zaino può bastare” Così ha detto il ragazzo ombra e io e lui siamo partiti. Andiamo a salutare le stelle che se ne stanno andando.

Rilanci

Film –  Il ragazzo selvaggio, François Truffaut,  Francia, 1977

Musica –  Run boy run, Woodkind

Letture –  Il Selvaggio, David Almond, BD, 2009

 

Genere

Romanzi a fumetti

 

Parole Chiave

Stelle, Viaggio, Crescita

Trama

“Gli adulti lo chiamano “Cosmo”, per la sua passione per l’astronomia, e dicono che vive chiuso nel suo mondo. A 15 anni, però, è arrivato il momento di mettersi in viaggio, inseguire le stelle che si allontanano, incontrare altre solitudini… Una piccola grande odissea on the road, tra periferie desolate e campagne, dove poesia e violenza esplodono improvvise. Una storia delicata e piena di domande, dove macrocosmo e microcosmo dialogano incessantemente e anche gli astri, come gli umani, sottostanno alle leggi incomprensibili dell’universo” ( dal sito dell’editore)

 

Autore

Marino Neri è nato a Modena nel 1979. Ha pubblicato i graphic novel Il re dei fiumi (2008) e La coda del lupo (2011), tradotti anche all’estero in diversi Paesi. Nel 2012 ha vinto il premio “Nuove Strade” di Napoli Comicon e Centro Fumetto Andrea Pazienza come miglior talento emergente. Ha tenuto mostre in tutta Europa e i suoi disegni sono stati pubblicati su numerosi quotidiani e riviste, da Internazionale a Le Monde.

Bibliografia

Tutte le opere di Marino Neri si possono prenotare partendo da questo link di rete bibliotecaria bergamasca

 

Link

Una conversazione con Marino Neri apparso su fumettologica.it

Una recensione apparsa su lospaziobianco.it

Il blog di Marino Neri, l’autore di Cosmo

 

Altro

Globalia

Globalia

Jean – Christophe Rufin

Edizioni E/O, 2016 (Dal Mondo)

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Il problema è che la gente ha bisogno della paura. Forse lei no, ma è un’eccezione. Gli altri, tutti gli altri, perché crede che accendano i loro schermi la sera? Per sapere a cosa sono sfuggiti. E non è un lusso da ricchi, come dice lei.  I ricchi sono molto poveri in materia. Vede la paura è rara. Intendo la paura vera, quella con cui ci si può identificare, quella che ti sfiora la punto di farti cuocere la pelle, quella che ti entra nella memoria e ti si ripropone a ciclo continuo giorno e notte. Eppure è un ingrediente vitale. In una società di libertà, è l’unica cosa che tiene insieme le persone. Senza minacce, senza nemici, senza paura, che motivo ci sarebbe di obbedire, lavorare, accettare l’ordine delle cose? Mi creda, un buon nemico è la chiave di una società equilibrata

 

Rilanci

LettureL’uomo in fuga, Stephen King

Film – Elysium, Neill Blomkamp, Stati Uniti, 2013

 

Genere

Narrativa

Parole Chiave

Distopia, Futuro, Paura, Sicurezza, Fuga, Scelte

 

Trama

“In un futuro prossimo, così prossimo da apparirci verosimile in maniera preoccupante, il pianeta è un unico grande stato in cui vige la democrazia perfetta: Globalia. A Globalia non c’è più povertà, non ci sono guerre, c’è totale libertà di opinione, la medicina ha fatto progressi tali che la vita umana sfida i secoli, la tecnologia è talmente progredita che non c’è più nemmeno il brutto tempo! È come se Globalia si fosse isolata dai problemi che affliggono il mondo ordinario. E l’isolamento è concreto, oltre che metaforico, perché i suoi territori sono protetti da gigantesche cupole di vetro che la separano da tutto il resto. Il resto sono le non-zone, i territori che Globalia non ha ritenuto opportuno inglobare e che, lasciati a se stessi e precipitati nel degrado, sono abitati da un’umanità regredita alla barbarie, un’umanità violenta, diffidente, brutale. A tenere le fila di un sistema che apparentemente tutela l’individuo, ma in realtà lo controlla in maniera ossessiva, è un ristretto pool di magnati ultracentenari guidati da Ron Altman, da cui dipendono tutte le fonti di energia. A sfidare quella finta perfezione penseranno Baikal e Kate, due dei rarissimi giovani rimasti in quel mondo popolato da vegliardi, con un avventuroso tentativo di evasione che li porterà a confrontarsi direttamente con Ron Altman in una rocambolesca successione di colpi di scena” (da Google Books)

Autore

E’ un  medico e uno scrittore francese, membro dell’Académie française. È il presidente di Action contre la faim e uno dei fondatori di Medici senza frontiere. È l’ambasciatore francese in Senegal. Con i romanzi L’Abyssin, tradotto in italiano con L’abissino,  e Rouge Brésil, Rosso Brasile, vince per due volte il Premio Goncourt.

Bibliografia

Tutti i libri di Jean-Christophe Rufin nel catalogo di Rete Bibliotecaria Bergamasca

 

Link

La scheda del libro sulla pagina delle edizioni E/O

La recensione del romanzo e l’intervista all’autore di Andrea Coccia, dal sito L’inkiesta

Se vuoi prenotare una copia del romanzo,puoi farlo dal sito della Rete bibliotecaria Bergamasca:

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Teoria idraulica delle famiglie

Teoria idraulica delle famiglie

Elisa Casseri

Elliot, 2014 (Scatti)

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Quel giorno nonno Giovanni stava innaffiando e una disfunzione del rubinetto aveva gettato fuori un getto d’acqua imprevisto, con il serpente di plastica verde che si contorceva tra le sue mani e la mia faccia incredula: avevo il collo incassato come se un frutto mi fosse caduto sulla testa. IN quel momento ho capito la gravità della mia situazione. Visto che la mia famiglia era un ordine diversificato di tubature all’interno delle quali scorreva la storia delle persone che ne facevano parte, visto che queste persone serravano tubi e guarnizioni attraverso se stesse ed erano pezzi di un puzzle che costituiva il tutto, io, essendo collegata ad una valvola di ritegno, dovevo scoprire le peculiarità del mio ruolo. Quel giorno, sotto il pruno, mentre correvo ad aiutare mio nonno nella sua emergenza idraulica, l’ho compreso: ero una ciambella di salvataggio, una maniglia antipanico; quando i flussi avevano smesso di essere regolari e i metodi di previsione dei danni avevano fallito, ero arrivata io: un sistema di contenimento delle perdite in cui erano andate a rinchiudersi tutte le parole,i ricordi, i libri di ricette e i soldini della fatina dei denti.

 

Rilanci

LettureDovunque Eternamente, Simona Rondolini. Eliott, 2014 (link nterno

FilmLa felicità è un sistema complesso, Gianni Zanasi, 2015. Italia

 

Genere

Narrativa

 

Parole Chiave

Famiglie, Perdita, Amore, Fratelli, Scelte di vita, Identità

 

Trama

“Iris ha trent’anni, dieci dei quali vissuti lontana dal paese in cui è cresciuta e a cui, con molti dubbi e fardelli, adesso sta tornando. Nel sistema idraulico della sua famiglia le è toccato il ruolo di vaso di raccolta all’interno del quale finiscono tutte le storie, tutti i sentimenti e le sconfitte delle persone a cui vuole bene, e così anche questa volta il suo ritorno sarà l’occasione grazie alla quale le tante buffe (e a volte drammatiche) vicende dei suoi parenti troveranno un canale in cui confluire e venire alla luce. Del resto quella di Iris non è esattamente una famiglia normale, ma piuttosto un groviglio di affetti, paure, idiosincrasie: una bisnonna che aspetta di morire, un fratello che si candida inaspettatamente a sindaco, una nonna che cucina patate e sforna ansie, un bisnonno che è morto ammazzato perché forse era un lupo mannaro, una madre che sa amare senza essere riamata, un padre che tradisce con studiata demagogia, una zia immaginaria che muore in continuazione… “ ( tratto da: elliotedizioni.com)

 

Autore

È nata a Latina nel 1984 ed è laureata in Ingegneria meccanica. Ha pubblicato vari racconti su riviste e nel 2012 è stata selezionata per “Scritture Giovani Cantiere” dal Festivalletteratura di Mantova. Oltre a un blog, continua a scrivere liste della spesa per sua sorella Olga. Teoria idraulica delle famiglie è il suo primo romanzo.

 

Bibliografia

Questo è il suo primo romanzo.

Link

Una recensione e un’intervista all’autrice sul sito di Flaneri, rivista on line

Un’ altra recensione apparsa sulla rivista on line di critica letteraria Satisfiction

Il blog  di Elisa Casseri, l’autrice

Se vuoi prenotare una copia del romanzo, puoi farlo dal sito della Rete bibliotecaria Bergamasca:

 

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Euforia

Euforia

Lily King

Adelphi, 2016 (Fabula)

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Voglio troppo, sono sempre stata così. E intanto provo una disperazione più grande, come se Helen e io fossimo i contenitori della disperazione di tutte le donne e anche di molti uomini. Chi siamo, dove stiamo andando? Perché con tutto il nostro “progresso” siamo così limitati nella comprensione, nell’empatia, nella capacità di darci reciprocamente la vera libertà? Perché con la nostra enfasi sull’individualismo, siamo lo stesso tanto accecati dal bisogno di uniformarci?..Nel mio lavoro credo di cercare soprattutto la libertà, in questi posti lontanissimi cerco un popolo in cui le persone si diano lo spazio per essere come hanno bisogno di essere

 

Rilanci

LettureL’inverno delle more, la parabola della mia vita, Margaret Mead, A. Mondadori, 1977

FilmLa vita e l’opera di Margaret Mead in questo film documentario di Rai Storia

 

Genere

Narrativa

 

Parole Chiave

Antropologia, Ricerca, Amore, Avventura, Margaret Mead, Gregory Bateson , Leo Fortune

 

 

Trama

I protagonisti di questo libro sono, con nomi diversi, tre personaggi fuori scala dell’antropologia novecentesca: Margaret Mead, Reo Fortune e Gregory Bateson. La scenografia sono le misere capanne dei tre sulle sponde del fiume Sepik, a Papua, quel mondo separato di acque rosa e cieli verdi che ancora oggi non compare sui nostri gps, e che negli anni Trenta era, molto semplicemente, l’Ignoto. L’azione coincide col lavoro sul campo del trio, in ciò che aveva di lievemente comico (la corsa ad accaparrarsi la tribù più esotica, o più interessante da studiare) e in ciò che conteneva, invece, di esaltante (la nascita, dal vivo, di molte delle idee che continuiamo a usare, nel tentativo di conoscere ciò che è altro da noi). E la corrente sotterranea che a poco a poco innalza la temperatura di quella prossimità concitata e febbrile è, come in fondo non si poteva prevedere, una grande e lacerante passione amorosa. (Dal rivolto ci copertina riportato sul sito dell‘editore Adelphi).

 

Autore

Lily King è una scrittrice e una docente americana, originaria del Massachusetts, si è laureata in letteratura inglese e po ha insegnato letteratura inglese e scrittura creativa in molte università. Il suo primo romanzo, The Pleasing Hour (1999), ha vinto diversi premi ed stato considerato dal New York Times un “Notable Book”. La stessa cosa accade con gli altri suoi romanzi, The English Teacher, e Father of the Rain anche questi non tradotti in italiano. Euforia è il suo quarto romanzo ed ha vinto New England Book Award for Fiction nel 2014 ed è entrato nella top ten dil The New York Times Book Review’s del 2014.

 

Bibliografia

Euphoria è l’unico libro di Lily King tradotto in italiano.

 

Link

La scheda del libro sulla pagina delle edizioni Adelphi

Una recensione sul sito di Rivista Studio a cura di Davide Coppo

Un’ altra recensione di Simonetta Fiori apparsa sul sito LaRepubblica.it

Se vuoi prenotare una copia del romanzo, puoi farlo dal sito della Rete bibliotecaria Bergamasca:

Anche in formato e-book:

 

Altro

La tempesta di Sasà

Salvatore Striano

Chiarelettere Editore, 2016 (Reverse)

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E la nostra Tempesta ha inizio proprio con lui che batte su un secchio come se non ci fosse domani. Sono in diversi, i batteristi dello spettacolo, e fanno un casino che non si può dire, ma Fabione è il più rigoroso di tutti. La terapia Shakespeare anche con lui ha funzionato, e mi è grato come se gli avessi salvato la vita. Alzo il pollice in segno di approvazione, so che è importante per lui. Il teatro ha questo di pazzesco, ti avvicina alle altre persone, ti rende più umano. Perché senza gli altri, senza la compagnia , sul palco non puoi fare proprio nulla…Per questo ho lavorato tanto per cercare altri membri per il gruppo, tirarli fuori dalle celle. Per dire loro che anche qui dentro si può trovare una vita, anche qui dentro si può trovare un indirizzo, una nuova forma di pensiero. Uscire dalla cella per uscire dalla propria testa, dal mal d’amore che è la nostalgia per un mondo che sembra perduto. Perché il carcere è anche dentro la tua mente ed è da lì, innanzitutto, che bisogna scacciarlo.

Rilancio

Letture La Tempesta di William Shakespeare, Garzanti, 2008, con testo inglese a fronte

FilmCesare deve morire, Paolo e Vittorio Taviani, Italia, 2012

 

Genere

Narrativa, Diari e Memorie

Parole Chiave

Riscatto, Trasformazione, Speranza, Teatro, Tempesta, Shakespeare

 

Trama

“Nella vita possiamo perderci, e molto spesso ci perdiamo. Ma non è mai per sempre.
Salvatore Striano a quattordici anni aveva la guerra in testa, la cocaina nel sangue e due pistole infilate nei calzoni. Era uno dei leader delle Teste matte, una banda di ragazzini terribili che si sono fatti camorristi per difendersi dalla camorra. Vita di strada, anni di sangue. Poi il carcere, non ancora trentenne. Un destino segnato, il suo. Invece è proprio dal punto più basso e disperato che la vita stravolge. Grazie a un amore che resiste nonostante tutto. Grazie alla scoperta magica dei libri e della letteratura, di Shakespeare che inizia a scorrergli nelle vene come una droga che non uccide ma salva. Proprio lui che a scuola non ci è mai andato.
Questo romanzo racconta la sua rinascita, dall’inferno del carcere spagnolo di Valdemoro (Madrid), passando per Rebibbia e diventando, oggi, uno dei più sorprendenti e stimati attori italiani. Una storia che parla di noi, della paura di cadere e, se cadiamo, di non farcela a rialzarci, di tradimento, perdono, vendetta, dell’irresistibile desiderio di libertà, dei sentimenti lieti e tristi che ci accompagnano quando viviamo davvero e del deserto che invece ci governa quando ci lasciamo vivere pensando che sia già tutto deciso, chissà da chi e chissà dove” (la trama del libro dal sito di Chiarelettere)

Autore

“Salvatore Striano è stato tante cose. Detenuto tre anni in Spagna e cinque a Rebibbia, ha incontrato un maestro, Fabio Cavalli, che gli ha ricordato che lui era prima di tutto un attore. Da allora è stato un camorrista per Matteo Garrone, un rapinatore per Guido Lombardi e molti altri personaggi, al cinema e in tv. Nel 2012 arriva la consacrazione. Il film Cesare deve morire dei fratelli Taviani, tratto dal Giulio Cesare di Shakespeare e dove lui interpreta il ruolo di Bruto, vince l’Orso d’oro al Festival di Berlino. Come nel piccolo teatro del carcere di Rebibbia, ancora una volta Shakespeare ha dato una nuova direzione alla sua vita”. Le note biografiche sono tratte dal sito dell’editore chiarelettere

 

Bibliografia

Salvatore Striano con Guido Lombardi ha pubblicato un altro libro, sempre con Chiarelettere

 

Link

La scheda del libro sulla pagina delle edizioni Chiarelettere

La recensione del romanzo in occasione della sua uscita su Ilfattoquotidiano

L’intervista all’autore di Annalisa Briganti sul sito di Ristretti orizzonti

La video intervista in occasione della presentazione pubblica del suo libro

Se vuoi prenotare una copia del romanzo,puoi farlo dal sito della Rete bibliotecaria Bergamasca:

 

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La porta

La porta

Magda Szabo

Einaudi 2003, 2007 (ET Scrittori, n.1440)

 

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I ritratti sanno tutto, in special modo ciò che mi sforzo di dimenticare, che ormai non è più un sogno. Una sola volta nella mia vita, nella realtà e non nell’anemia cerebrale del sonno, una porta si spalancò davanti a me, la porta di una persona che voleva difendere ad ogni costo la propria solitudine e la propria misera impotenza, che non avrebbe mai paerto nemmeno se le fosse crollato addosso il tetto in fiamme. Solo io avevo il potere di vincere quella serratura: la donna che girò la chiave aveva più fede in me che in Dio, e io stessa, in quell’istante fatale, credetti di essere saggia, riflessiva, buona, razionale, come Dio. Ci sbagliammo entrambe, lei che si fidò di me, e io che confidai troppo in me stessa. Ma ormai poco importa, perché ciò che è accaduto non si può rimediare.

Rilanci

LettureTrilogia della città di K, Agota Kristof, Einaudi, 2014 (Super Et)

FilmPerdizione, Bela Tar, Ungheria, 1987

La porta, Istvan Szabo, Germania Ungheria, 2012. Il film è dichiaratamente tratto dal romanzo

 

Genere

Narrativa

Parole Chiave

Segreti, Identità, Relazioni, Conflitto

 

Trama

“È un rapporto molto conflittuale, fatto di continue rotture e difficili riconciliazioni, a legare la narratrice a Emerenc Szeredás, la donna che la aiuta nelle faccende domestiche. La padrona di casa, una scrittrice inadatta ad affrontare i problemi della vita quotidiana, fatica a capire il rigido moralismo di Emerenc, ne subisce le spesso indecifrabili decisioni, non sa cosa pensare dell’alone di mistero che ne circonda l’esistenza e soprattutto la casa, con quella porta che nessuno può varcare. In un crescendo di rivelazioni scopre che le scelte spesso bizzarre e crudeli, ma sempre assolutamente coerenti dell’anziana donna, affondano in un destino segnato dagli avvenimenti piú drammatici del Novecento. Pubblicato in Ungheria nel 1987, ma in qualche modo disperso negli anni della transizione politica, La porta è il romanzo che ha rivelato la più grande scrittrice ungherese contemporanea” (abstract tratto dal sito di Einaudi, il suo editore italiano)

Autore

“Magda Szabó nasce nel 1917 a Debrecen nell’Ungheria orientale. Termina gli studi di ungherese e latino nel 1940, all’Università di Debrecen e inizia ad insegnare prima nella città natale e poi nel liceo protestante per ragazze di Hódmezővásárhely. Dal 1945 lavora per il Ministero della Religione e dell’Educazione fino al suo licenziamento nel 1949, in seguito all’insediamento del regime comunista. Per il nuovo regime avrebbe dovuto occuparsi maggiormente della vita dei contadini e degli operai. Quello stesso anno le ritirano anche il premio Baumgarten che le è stato appena assegnato. Nel 1947 sposa lo scrittore Tibor Szobotka (1913-1982). È in quest’epoca che scrive le sue prime raccolte di poemi Angelo e Verso l’uomo. I suoi primi libri vengono pubblicati subito dopo la seconda guerra mondiale. Poi segue, per motivi politici, un lungo silenzio letterario, rotto solo verso la fine degli anni cinquanta quando inizia ad avere successo e a ricevere numerosi premi letterari. Nel 1959 grazie al sostegno di Hermann Hesse, viene pubblicato in Germania, Affresco. Il suo romanzo La porta (1987) ottiene il Premio Betz Corporation (Stati Uniti) nel 1993 e il Prix Femina nel 2003. Nel 2007 riceve il premio per il miglior romanzo europeo per Via Katalin. Muore lo stesso anno a Kerepes, cittadina vicina a Budapest. Il primo volume della sua autobiografia, Per Elisa, è apparso in Ungheria nel 2002″ ( Le note biografiche sono curate da Bruno Ventatoli, autore, traduttore delle opere della Szabo e giornalista)

Bibliografia

Tutti i libri di Magda Szabo, li trovate nel catalogo Einaudi

 

Link

La recensione di Marco Andreani sul blog L’enoteca letteraria

Un’altra recensione dal blog Pensare in un’altra luce

La presentazione dell’autrice da parte del suo traduttore Italiano, Bruno Ventavoli sul portale di Rai Letterature

Se vuoi prenotare una copia del romanzo,puoi farlo dal sito della Rete bibliotecaria Bergamasca:

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L’altra figlia

L’altra figlia

Annie Ernaux

L’ Orma, 2016 (Kreuzville Aleph)

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Da bambina credevo sempre di essere il doppio di un’altra, una che viveva altrove. Di non stare nemmeno vivendo per davvero, ma che la mia vita fosse “la scrittura”, la finzione dell’altra. E’ qualcosa da approfondire, questa assenza d’essere, questo essere fittizio. Forse è questo l’oggetto della finta lettera che sto scrivendo – sono vere solo quelle indirizzate ai viventi….La tua esistenza passa solo attraverso l’impronta che hai lasciato sulla mia. Scriverti non è altro che fare il giro della tua assenza. Descrivere l’eredità d’assenza. Sei una forma vuota che è impossibile riempire di scrittura.

E’ forse dallo scrivere che sei rinata, da quello scendere a ogni libro dentro ciò che non conoscevo in anticipo, come qui, ora, dove ho l’impressione di scostare dei veli che si moltiplicano senza sosta lungo un corridoio infinito.

Rilanci

Letture – Il Posto, Annie Ernaux, L’orma, 2014

Film – Cloro di Lamberto Sanfelice, 2015, Italia

Genere

Memorie e diari

Parole Chiave

Autobiografia, Lutto, Segreti, Identità, Scrittura, Madri e figlie

Trama

Durante un’ assolata domenica d’estate, una bambina ascolta per caso la conversazione della madre con una conoscente e scopre che i genitori hanno avuto un’altra figlia, morta a sei anni, due anni prima che lei nascesse. E’ una rivelazione che cambia per sempre la vita di quella bambina, diventa lo spartiacque di un’infanzia e determina il destino di una donna e di una scrittrice. Ad un certo punto della sua vita adulta, l’autrice sente il bisogno di scrivere una lettera a questa sorella mai conosciuta e di provare a sondare con la scrittura la sua eredità d’assenza.

Autore

Annie Ernaux è nata a Lillebonne nel 1940 ed è una delle voci più autorevoli del panorama culturale francese. Studdiata e pubblicata in tutto il mondo, di recente l’editore Gallimard le ha dedicato una mnografia nella prestigiosa collana Quarto. Nei suoi libri ha reivantato i modi e le possibilità dell’autobiografia, trasformando il racconto della propria vita, in acuminato strumento di indagine sociale, politica ed esistenziale

Bibliografia

Tutti i libri di Annie Ernaux dal catalogo on line lafeltrinelli

 

Link

Una recensione dal blog Il mondo di Athena

Un’altra recensione dal sito internet Le parole e le cose – Letteratura e Realtà

L’intervista di Marco Missiroli: La scrittura, il tempo, l’attesa

Se vuoi prenotare una copia del romanzo,puoi farlo dal sito della Rete bibliotecaria Bergamasca:

 

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