La tempesta di Sasà

Salvatore Striano

Chiarelettere Editore, 2016 (Reverse)

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E la nostra Tempesta ha inizio proprio con lui che batte su un secchio come se non ci fosse domani. Sono in diversi, i batteristi dello spettacolo, e fanno un casino che non si può dire, ma Fabione è il più rigoroso di tutti. La terapia Shakespeare anche con lui ha funzionato, e mi è grato come se gli avessi salvato la vita. Alzo il pollice in segno di approvazione, so che è importante per lui. Il teatro ha questo di pazzesco, ti avvicina alle altre persone, ti rende più umano. Perché senza gli altri, senza la compagnia , sul palco non puoi fare proprio nulla…Per questo ho lavorato tanto per cercare altri membri per il gruppo, tirarli fuori dalle celle. Per dire loro che anche qui dentro si può trovare una vita, anche qui dentro si può trovare un indirizzo, una nuova forma di pensiero. Uscire dalla cella per uscire dalla propria testa, dal mal d’amore che è la nostalgia per un mondo che sembra perduto. Perché il carcere è anche dentro la tua mente ed è da lì, innanzitutto, che bisogna scacciarlo.

Rilancio

Letture La Tempesta di William Shakespeare, Garzanti, 2008, con testo inglese a fronte

FilmCesare deve morire, Paolo e Vittorio Taviani, Italia, 2012

 

Genere

Narrativa, Diari e Memorie

Parole Chiave

Riscatto, Trasformazione, Speranza, Teatro, Tempesta, Shakespeare

 

Trama

“Nella vita possiamo perderci, e molto spesso ci perdiamo. Ma non è mai per sempre.
Salvatore Striano a quattordici anni aveva la guerra in testa, la cocaina nel sangue e due pistole infilate nei calzoni. Era uno dei leader delle Teste matte, una banda di ragazzini terribili che si sono fatti camorristi per difendersi dalla camorra. Vita di strada, anni di sangue. Poi il carcere, non ancora trentenne. Un destino segnato, il suo. Invece è proprio dal punto più basso e disperato che la vita stravolge. Grazie a un amore che resiste nonostante tutto. Grazie alla scoperta magica dei libri e della letteratura, di Shakespeare che inizia a scorrergli nelle vene come una droga che non uccide ma salva. Proprio lui che a scuola non ci è mai andato.
Questo romanzo racconta la sua rinascita, dall’inferno del carcere spagnolo di Valdemoro (Madrid), passando per Rebibbia e diventando, oggi, uno dei più sorprendenti e stimati attori italiani. Una storia che parla di noi, della paura di cadere e, se cadiamo, di non farcela a rialzarci, di tradimento, perdono, vendetta, dell’irresistibile desiderio di libertà, dei sentimenti lieti e tristi che ci accompagnano quando viviamo davvero e del deserto che invece ci governa quando ci lasciamo vivere pensando che sia già tutto deciso, chissà da chi e chissà dove” (la trama del libro dal sito di Chiarelettere)

Autore

“Salvatore Striano è stato tante cose. Detenuto tre anni in Spagna e cinque a Rebibbia, ha incontrato un maestro, Fabio Cavalli, che gli ha ricordato che lui era prima di tutto un attore. Da allora è stato un camorrista per Matteo Garrone, un rapinatore per Guido Lombardi e molti altri personaggi, al cinema e in tv. Nel 2012 arriva la consacrazione. Il film Cesare deve morire dei fratelli Taviani, tratto dal Giulio Cesare di Shakespeare e dove lui interpreta il ruolo di Bruto, vince l’Orso d’oro al Festival di Berlino. Come nel piccolo teatro del carcere di Rebibbia, ancora una volta Shakespeare ha dato una nuova direzione alla sua vita”. Le note biografiche sono tratte dal sito dell’editore chiarelettere

 

Bibliografia

Salvatore Striano con Guido Lombardi ha pubblicato un altro libro, sempre con Chiarelettere

 

Link

La scheda del libro sulla pagina delle edizioni Chiarelettere

La recensione del romanzo in occasione della sua uscita su Ilfattoquotidiano

L’intervista all’autore di Annalisa Briganti sul sito di Ristretti orizzonti

La video intervista in occasione della presentazione pubblica del suo libro

Se vuoi prenotare una copia del romanzo,puoi farlo dal sito della Rete bibliotecaria Bergamasca:

 

Altro

La porta

La porta

Magda Szabo

Einaudi 2003, 2007 (ET Scrittori, n.1440)

 

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I ritratti sanno tutto, in special modo ciò che mi sforzo di dimenticare, che ormai non è più un sogno. Una sola volta nella mia vita, nella realtà e non nell’anemia cerebrale del sonno, una porta si spalancò davanti a me, la porta di una persona che voleva difendere ad ogni costo la propria solitudine e la propria misera impotenza, che non avrebbe mai paerto nemmeno se le fosse crollato addosso il tetto in fiamme. Solo io avevo il potere di vincere quella serratura: la donna che girò la chiave aveva più fede in me che in Dio, e io stessa, in quell’istante fatale, credetti di essere saggia, riflessiva, buona, razionale, come Dio. Ci sbagliammo entrambe, lei che si fidò di me, e io che confidai troppo in me stessa. Ma ormai poco importa, perché ciò che è accaduto non si può rimediare.

Rilanci

LettureTrilogia della città di K, Agota Kristof, Einaudi, 2014 (Super Et)

FilmPerdizione, Bela Tar, Ungheria, 1987

La porta, Istvan Szabo, Germania Ungheria, 2012. Il film è dichiaratamente tratto dal romanzo

 

Genere

Narrativa

Parole Chiave

Segreti, Identità, Relazioni, Conflitto

 

Trama

“È un rapporto molto conflittuale, fatto di continue rotture e difficili riconciliazioni, a legare la narratrice a Emerenc Szeredás, la donna che la aiuta nelle faccende domestiche. La padrona di casa, una scrittrice inadatta ad affrontare i problemi della vita quotidiana, fatica a capire il rigido moralismo di Emerenc, ne subisce le spesso indecifrabili decisioni, non sa cosa pensare dell’alone di mistero che ne circonda l’esistenza e soprattutto la casa, con quella porta che nessuno può varcare. In un crescendo di rivelazioni scopre che le scelte spesso bizzarre e crudeli, ma sempre assolutamente coerenti dell’anziana donna, affondano in un destino segnato dagli avvenimenti piú drammatici del Novecento. Pubblicato in Ungheria nel 1987, ma in qualche modo disperso negli anni della transizione politica, La porta è il romanzo che ha rivelato la più grande scrittrice ungherese contemporanea” (abstract tratto dal sito di Einaudi, il suo editore italiano)

Autore

“Magda Szabó nasce nel 1917 a Debrecen nell’Ungheria orientale. Termina gli studi di ungherese e latino nel 1940, all’Università di Debrecen e inizia ad insegnare prima nella città natale e poi nel liceo protestante per ragazze di Hódmezővásárhely. Dal 1945 lavora per il Ministero della Religione e dell’Educazione fino al suo licenziamento nel 1949, in seguito all’insediamento del regime comunista. Per il nuovo regime avrebbe dovuto occuparsi maggiormente della vita dei contadini e degli operai. Quello stesso anno le ritirano anche il premio Baumgarten che le è stato appena assegnato. Nel 1947 sposa lo scrittore Tibor Szobotka (1913-1982). È in quest’epoca che scrive le sue prime raccolte di poemi Angelo e Verso l’uomo. I suoi primi libri vengono pubblicati subito dopo la seconda guerra mondiale. Poi segue, per motivi politici, un lungo silenzio letterario, rotto solo verso la fine degli anni cinquanta quando inizia ad avere successo e a ricevere numerosi premi letterari. Nel 1959 grazie al sostegno di Hermann Hesse, viene pubblicato in Germania, Affresco. Il suo romanzo La porta (1987) ottiene il Premio Betz Corporation (Stati Uniti) nel 1993 e il Prix Femina nel 2003. Nel 2007 riceve il premio per il miglior romanzo europeo per Via Katalin. Muore lo stesso anno a Kerepes, cittadina vicina a Budapest. Il primo volume della sua autobiografia, Per Elisa, è apparso in Ungheria nel 2002″ ( Le note biografiche sono curate da Bruno Ventatoli, autore, traduttore delle opere della Szabo e giornalista)

Bibliografia

Tutti i libri di Magda Szabo, li trovate nel catalogo Einaudi

 

Link

La recensione di Marco Andreani sul blog L’enoteca letteraria

Un’altra recensione dal blog Pensare in un’altra luce

La presentazione dell’autrice da parte del suo traduttore Italiano, Bruno Ventavoli sul portale di Rai Letterature

Se vuoi prenotare una copia del romanzo,puoi farlo dal sito della Rete bibliotecaria Bergamasca:

Altro

L’altra figlia

L’altra figlia

Annie Ernaux

L’ Orma, 2016 (Kreuzville Aleph)

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Da bambina credevo sempre di essere il doppio di un’altra, una che viveva altrove. Di non stare nemmeno vivendo per davvero, ma che la mia vita fosse “la scrittura”, la finzione dell’altra. E’ qualcosa da approfondire, questa assenza d’essere, questo essere fittizio. Forse è questo l’oggetto della finta lettera che sto scrivendo – sono vere solo quelle indirizzate ai viventi….La tua esistenza passa solo attraverso l’impronta che hai lasciato sulla mia. Scriverti non è altro che fare il giro della tua assenza. Descrivere l’eredità d’assenza. Sei una forma vuota che è impossibile riempire di scrittura.

E’ forse dallo scrivere che sei rinata, da quello scendere a ogni libro dentro ciò che non conoscevo in anticipo, come qui, ora, dove ho l’impressione di scostare dei veli che si moltiplicano senza sosta lungo un corridoio infinito.

Rilanci

Letture – Il Posto, Annie Ernaux, L’orma, 2014

Film – Cloro di Lamberto Sanfelice, 2015, Italia

Genere

Memorie e diari

Parole Chiave

Autobiografia, Lutto, Segreti, Identità, Scrittura, Madri e figlie

Trama

Durante un’ assolata domenica d’estate, una bambina ascolta per caso la conversazione della madre con una conoscente e scopre che i genitori hanno avuto un’altra figlia, morta a sei anni, due anni prima che lei nascesse. E’ una rivelazione che cambia per sempre la vita di quella bambina, diventa lo spartiacque di un’infanzia e determina il destino di una donna e di una scrittrice. Ad un certo punto della sua vita adulta, l’autrice sente il bisogno di scrivere una lettera a questa sorella mai conosciuta e di provare a sondare con la scrittura la sua eredità d’assenza.

Autore

Annie Ernaux è nata a Lillebonne nel 1940 ed è una delle voci più autorevoli del panorama culturale francese. Studdiata e pubblicata in tutto il mondo, di recente l’editore Gallimard le ha dedicato una mnografia nella prestigiosa collana Quarto. Nei suoi libri ha reivantato i modi e le possibilità dell’autobiografia, trasformando il racconto della propria vita, in acuminato strumento di indagine sociale, politica ed esistenziale

Bibliografia

Tutti i libri di Annie Ernaux dal catalogo on line lafeltrinelli

 

Link

Una recensione dal blog Il mondo di Athena

Un’altra recensione dal sito internet Le parole e le cose – Letteratura e Realtà

L’intervista di Marco Missiroli: La scrittura, il tempo, l’attesa

Se vuoi prenotare una copia del romanzo,puoi farlo dal sito della Rete bibliotecaria Bergamasca:

 

Altro

Camminare – Elogio dei sentieri e della lentezza

Camminare – Elogio dei sentieri e della lentezza

David Le Breton

Lit edizioni, 2015 (Edizioni dei Cammini)

 

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Camminare è inutile come tutte le attività essenziali. Atto superfluo e gratuito, non porta a niente se non a se stessi dopo innumerevoli deviazioni…

Certo una camminata è poca cosa rispetto ad una vita intera e spesso lascia solo una traccia fugace nella memoria. Ma probabilmente è lì la sua forza alimentare il gusto di vivere con una semplicità essenziale. Da lì il desiderio di ripartire ancora, di percorrere nuovi territori o di tornare sulle tracce di vecchi percorsi per ritrovarne ricordi e sensazioni. Ogni destinazione è buona per mettersi ancora in cammino…Come tutti gli uomini. Il camminatore non basta a se stesso, sui sentieri cerca ciò che gli manca, ma ciò che gli è ciò che alimenta il suo fervore. Spera in ogni istante di trovare ciò che tiene viva la sua ricerca. Abbiamo sempre la sensazione che alla fine del cammino ci aspetti qualcosa che era destinato solo a noi, una rivelazione non lontano da lì, a qualche ora di cammino, oltre le colline o la foresta. E l’immagine sfocata del paesaggio alimenta ancora di più al convinzione che un segreto stia per venire alla luce. Prendiamo alcune strade nel desiderio che esse scavino nella memoria un’incisione luminosa. Ogni cammino è custodito innanzitutto dentro di noi , prima che si declini sotto i nostri passi, porta a noi prima di condurre a una destinazione particolare. E a volte apre finalmente la stretta porta che si affaccia sulla felice trasformazione di noi stessi.

Rilanci

Letture: Filosofia del camminare – Esercizi di meditazione mediterranea. Duccio Demetrio, Raffaello Cortina, 2005

FilmIl cammino per Santiago (The Way) di Emilio Estevez, Spagna, Usa, 2010, 2012

Musica: Lost!, ColdPlay

https://www.youtube.com/watch?v=Pkgeai985rA

Genere

Memorie e Diari – Saggistica

Parole Chiave

Cammino, scrittura, ricerca, trasformazione

Trama

“Dieci anni dopo Il mondo a piedi (Feltrinelli 2001), David Le Breton torna sullo stesso tema, “come un camminatore che torna, anni dopo, su un percorso che ha immensamente amato”.
Uomo di grande sensibilità e cultura, illuminato interprete del suo tempo, Le Breton raccoglie in queste pagine schizzi paesaggistici, riflessioni e aneddoti sul camminare e sui camminatori, rievoca tradizioni e personaggi storici, e ci offre un punto di vista inedito e ispirato su un aspetto insolito del viaggio.
Percorrere sentieri e rotte insolite, sondare foreste e montagne, scalare colline solo per il piacere di ridiscenderle, poter contare solo sulle proprie forze fisiche, esposti di continuo agli stimoli del mondo fuori e dentro se stessi: questo è il camminare, un anacronismo in una contemporaneità che privilegia la velocità, il rendimento, l’efficienza. Per Le Breton camminare è un lungo rito d’iniziazione, una scuola universale, una filosofia dell’esistenza che purifica lo spirito e lo riconduce all’umiltà, un atto naturale e trasparente che restaura la dimensione fisica del rapporto con l’ambiente e ricorda il sentimento della nostra esistenza” (presentazione del testo dal sito dell’editore )

Autore

David Le Breton è un antropologo e un sociologo francese. Insegna sociologia all’università di Strasburgo. Si occupa in particolare di antropologia del corpo, cui ha dedicato numerosi saggi, tra cui  Il sapore del mondoUn’antropologia dei sensi, La pelle e la traccia- Le ferite del sé, Esperienza del dolore fra distruzione e rinascita, Sul camminare ha scritto dieci anni fa Il mondo a piedi – Elogio della marcia

Bibliografia

Tutti i libri di Le Breton che si possono consultare o richiedere in prestito nelle biblioteche, sul sito della Rete Bibliotecaria bergamasca

Link

La scheda del libro sul sito web dell’editore,disponibile anche in e-book

Una recensione apparsa sul blog “La compagnia dei cammini”

 

Altro

Mi ricordo

Mi ricordo

Matteo B. Bianchi

Fernandel, 2004

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Mi ricordo come la lettura dei ricordi di Perec suscitasse quasi automaticamente una cascata di ricordi in me. A volte bastava un nome, una citazione, un modo di dire e subito mi trovavo a zampillare memorie personali. Era i processo del ricordo stesso ad essere stimolato, perché molto spesso i riferimenti dell’autore erano lontanissimi, per collocazione storica, geografica o generazionale, da me. Queste differenze tuttavia non intaccavano l’alchimia: bastava che lui citasse marche di caramelle sconosciute che subito a me tornavano alla mente le marche di quelle che mangiavo io da bambino. E quando, di tanto in tanto, mi capitava di condividere proprio il medesimo ricordo, il senso di identificazione che scattava era eccezionale.

Rilanci

Letture – Mi ricordo – Je me souviens, George Perec, Bollati & Boringhieri

Mi ricordo – I remember, Joe Brainard ????

Film – Amarcord, Federico Fellini, Italia, 1973

 

Genere

Memorie e Diari

Parole Chiave

Ricordi, memoria, scrittura

 

Trama

Mi ricordo è un repertorio di ricordi individuali, un elenco per frammenti strettamente autobiografico. Quello che avviene leggendolo è una specie di rezazione chiamica, i ricodi dell’autore si collegano ai nostri, in alcuni ci ritroviamo, altri fungono da catalizzatore e ne fanno emergere di nostri.

Autore

Matteo B. Bianchi ha pubblicato i romanzi, “Generations of love” (1999), “Fermati tanto così” (2002) ed “Esperimenti di felicità provvisoria” (2006), tutti per Baldini Castoldi Dalai editore. Ha pubblicato inoltre il memoriale “Mi ricordo” (2004) per Fernandel e la favola “Tu Cher dalle stelle” (2006) per Playground. Per sette anni è stato autore del programma quotidiano “Dispenser” di Radio Due RAI. Attualmente è uno degli autori dello show televisivo “Very Victoria”, in onda su MTV. Insieme al regista Max Croci ha realizzato sei cortometraggi: “Volevo sapere sull’amore”, “Cheesecake”, “Golden Hays”, “Babbo a spillo”, “Vedo cose” e “Castigo divino” (gli ultimi cinque prodotti da Sky Cinema). Scrive su “Linus”, “Rolling Stone” e “D di Repubblica” e dirige on-line la sua personale rivista di narrativa ” ‘tina “. (La biografia è stata ricavata dal sito dell’autore)

Bibliografia

Le opere di Matteo B. Bianchi sul sito di e-commerce ibs.it

Link

Se vuoi prenotare una copia del testo, puoi farlo sul sito della Rete bibliotecaria Bergamasca:

La presentazione del libro sul sito dell’editore

Il sito personale dell’autore

E il suo blog

 

Altro

Purity

Purity

Jonathan Franzen

Einaudi, 2016

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Non che le piacesse prendere in giro sua madre. Ma i loro rapporti erano inquinati dall’azzardo morale, un’utile espressione che Pip aveva imparato al corso di economia al college. Nel sistema economico di sua madre, lei era una banca troppo grande per poter fallire, un’impiegata troppo indispensabile per poter essere licenziata per cattiva condotta. Anche alcuni amici di Oakland avevano genitori problematici, ma riuscivano comunque a parlarci tutti i giorni senza eccessive manifestazioni di stranezza, perché persino i più problematici avevano risorse che non si limitavano al loro unico discendente. Nel mondo di sua madre, invece, esisteva solo Pip

Rilanci

Letture – Le correzioni di Jonathan Franzen, Einaudi, 2002, 2010, 2014

Film – Novecento di Bernardo Bertolucci, Italia, 1976

Genere

Narrativa

Parole Chiave

Segreti, Identità, Internet, Amore, Madri e figlie

Trama

Una giovane donna che non conosce nulla del suo passato e cerca faticosamente una strada per il futuro incontra Andreas Wolf che, per dimenticare e far dimenticare il suo passato, ha costruito un impero per divulgare informazioni ottenute illegalmente. Ai protagonisti principali si aggiungono giornalisti d’inchiesta, la Stasi e il regime della DDR, squatters, madri e padri fragili, storie d’amore strazianti e il diritto all’oblio negato dai social media. Raccontando di questo, Franzen costruisce con grande maestria un intreccio formidabile e complesso per rappresentare la contemporaneità

Autore

Jonathan Franzen vive a New York ed è considerato uno dei migliori autori americani contemporanei. E’ anche giornalista e saggista, pubblica regolarmente racconti e saggi sul  “The New Yorker” su “Harper’s”. Conosce e parla il tedesco, ha annotato i saggi di Kraus raccolti nel volume Il progetto Kraus (Einaudi, 2014) con il contributo di Paul Reitter e Daniel Kehlmann. Nell’edizione originale ha anche tradotto i testi in inglese.

Esordisce nel 1988 con La ventisettesima città. Nel 2002 viene consacrato dalla critica con Le correzioni che riceve il Nationa Book Award nella sezione Romanzo. Tutti i suoi romanzi tradotti in italiano sono pubblicati da Einaudi. Tra le sue opere più conosciute, Forte Movimento e Libertà

Bibliografia

Questi i romanzi pubblicati in Italia, dal catalogo del suo editore italiano

 

Link

L’opinione di Christian Raimo su Internazionale

La recensione  di Matteo Persivale su “La lettura” on line, l’inserto del Corriere della Sera

Una raccolta  delle recensioni americane fatta da Ilpost

Un’altra recensione dal sito internet Piegodilibri

L’intervista di Antonio Monda , apparsa sull’inserto cultura de’ larepubblica.it in occasione della’uscita italiana del suo ultimo romanzo

Se vuoi prenotare una copia del romanzo, anche in formato digitale, puoi farlo dal sito della Rete bibliotecaria Bergamasca.

 

 

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La simmetria dei desideri

La simmetria dei desideri

Eshkol Nevo

Neri Pozza, 2010 (Bloom, 37)

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Il maestro del corso di scrittura creativa dice che la sincerità è una delle caratteristiche più importanti per un narratore. Soprattutto se il testo è scritto in prima persona. “Prendete una pila e illuminatevi dentro, nelle zone più oscure. Scovate le cose più brutte, quelle non attraenti. Non c’è nulla di più repellente di un io che cerca di migliorarsi”, ci raccomanda. Ed ecco, è proprio quello che sto facendo. MI comporto come il fedele prodotto della casa anglosassone in cui sono cresciuto, nascondo la verità meschina, imbarazzante: non ho dovuto fingere di essere felice di rivedere Yaara. Ero davvero felice di vederla, di baciarle le guance, di sentire l’odore dei suoi capelli, di ascoltarla esprimere opinioni decise su ogni questione, scagliare frecce taglienti in tutte le direzioni, palleggiando le parole a tutta velocità, sicura, anche se io sapevo che , al di sotto delle apparenze, si nascondeva una profonda fragilità…

Rilanci

LettureIl senso di una fine, Julian Barnes, Einaudi, 2012 (link interno)

Film Come eravamo, The way we were, Sidney Pollack, USA, 1973

 

Genere

Narrativa

Parole Chiave

Desiderio, Nostalgia, Scelte di vita.

 

Trama

“Quattro amici guardano in televisione la finale dei Mondiali di calcio del 1998. Non hanno ancora trent’anni, e hanno condiviso la giovinezza, gli studi, l’esercito, le avventure, i sogni e le difficoltà, le speranze e gli amori. Sono uniti da un legame intenso, dal bisogno profondo di parlare e di confrontarsi su tutto, senza vergogna, affrontando le lacrime e la gioia, la vita in ogni suo aspetto.
Yuval, il narratore, ha un animo buono e una spartana educazione anglosassone; Churchill è un egoista irresponsabile ma trascinante, ed è il fondatore della loro gang dai tempi del liceo. Ofir vive di parole e brucia ogni giorno la sua creatività in un ufficio pubblicitario. Amichai vende polizze mediche ai malati di cuore, è già sposato e ha due figli.
Durante la partita Amichai ha un’idea: perché non scrivere su un foglietto i propri desideri, i sogni per gli anni a venire, per poi attendere la prossima finale della coppa del mondo e vedere se si sono realizzati?
Quel giorno in cui sta per scrivere il suo bigliettino Yuval ha da poco incontrato Yaara, e sa già che è la donna della sua vita. Prima l’ha vista alla mensa dell’università, poi uno scambio di chiacchiere, di numeri di telefono, una telefonata notturna, infine un bacio. Yaara è una di quelle donne che smentisce la teoria dell’amico Churchill: «Non esiste una ragazza bella, intelligente, arrapata e anche libera. Uno degli elementi è sempre assente». Nel bigliettino dei desideri Yuval scrive: «Ai prossimi Mondiali voglio stare ancora con Yaara. Ai prossimi Mondiali voglio essere sposato con Yaara. Ai prossimi Mondiali voglio avere un figlio da Yaara. Possibilmente una figlia». Il suo destino, e quello dei suoi amici, è pronto a mettersi in moto.
Intorno a loro, all’inizio del nuovo millennio, una società logorata, sfiancata dai continui conflitti, che ha fatto della repressione e della rimozione uno stile di vita. I quattro protagonisti hanno a loro volta cercato di dimenticare la Prima Intifada, quando erano soldati dell’esercito, mentre la Seconda Intifada li costringe a porsi domande sul proprio futuro. In un mondo come questo è davvero possibile, è davvero giusto avere dei desideri? (dal sito dell’editore italiano, Neri Pozza)

Autore

E’ nato nel 1971. Ha vissuto tra Israele e gli Stati Uniti, ma ha completato gli studi a Tel Aviv, prendendo una laurea in Psicologia. Ha iniziato a lavorare come pubblicitario, carriera poi abbandonata per dedicarsi alla scrittura. Insegna scrittura creativa in varie istituzioni. Nel 2005 ha vinto il Book Publisher’s Association’s Golden Book Prize con “Nostalgia”

Bibliografia

Questi i romanzi pubblicati in Italia inseriti nel catalogo della rete bibliotecaria bergamasca

 

Link

Se vuoi prenotare una copia sul sito della Rete bibliotecaria Bergamasca:

La presentazione su Rai Educational

L’intervista all’autore su Wuz

La recensione dal sito web Il circolo dei libri

 

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Di mamma ce n’è più d’una

Di mamma ce n’è più d’una

Anna Maria Testa

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Nella giornata della Festa della Mamma, condivido un articolo di Anna Maria Testa che con Lorella Zanardi, presenta il libro di Loredana Lipperini che si intitola proprio Di mamma ce n’è più d’una.  Per andare oltre la retorica melensa che ci propinano, questo è un  buon punto di partenza per continuare a interrogarci sul  ruolo di madri, ma anche sugli stereotipi e sui sensi di colpa, sui rapporti fra i generi  e quelli con i figli, sull’identità  e sulle scelta delle donne.

Qui il link per  leggere tutto l’articolo.

 

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I reni di mick jagger

I reni di mick jagger

Rocco Fortunato

Fazi, 2015 (Le strade, 262)

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Dagli aghi partivano due tubicini di gomma trasparente che andavano  a finire dentro un grosso filtro cilindrico e, dietro al filtro, c’era la macchina. Ci tiravo avanti un paio di giorni, poi tornavo, mi rificcavano gli aghi nel braccio e aspettavo. Un altro paio di giorni. Tutta la vita.

L’incantesimo durava quattr’ore, per l’appunto. Tre volte a settimana. Dunque, tre per quattro dodici…Facevano dodici ore a settimana. Moltiplicato per tutte le settimane che mi restavano da vivere. Peggio che in fabbrica o in miniera, o in banca o nell’esercito. E c’erano ottime probabilità che la faccenda andasse per le lunghe perché non si schiattava mica subito…

Rilanci

Letture – Il miglior amico dell’orso, Arto Paasilina, Iperborea, 2008

Film – Il tempo che resta, Francois Ozon, 2006

Genere

Narrativa

Parole Chiave

Malattia, corpo, scelte di vita, amore

Trama

Il protagonista è un uomo che ha sempre rubato e sprecato tutto: amore, talento. E la salute. Adesso succede qualcosa: i suoi reni non funzionano più. E la sua vita non sarà più la stessa. Analisi, dottori, ospedali. Il dolore. Deve imparare nuove regole. E guardarsi dentro, riconoscersi, accettarsi. Intorno, anche il suo mondo si popola di un’umanità che dà il meglio o il peggio di sé.

Autore

“Nato, sono nato il 27 febbraio del 1963. L’asilo… l’asilo non l’ho fatto per intelligenza superiore rispetto agli altri bambini”. Rocco Fortunato, ufficialmente architetto, nella sua vita precedente vestiva i panni del rocker. Fino al 1990 infatti è stato il cantante e chitarrista degli  “I Miss Daisy”, con cui ha anche inciso un disco nel 1989, Pizza Connection, prodotto da uno dei più prestigiosi gruppi hard rock inglesi, i Motorhead. Poi la vita del rocker in giro per il mondo ha ceduto il passo davanti alla pagina bianca e Rocco si è concentrato sulla scrittura: “Scrivere musica e scrivere racconti non è poi tanto diverso, e siccome qualche racconto già c’era nel mio cassetto, l’ho tirato fuori”. I reni di Mick Jagger, il suo primo romanzo, ha riscosso un largo consenso di pubblico. Oltralpe la tedesca Goldmann – del gruppo Bertelsmann – e la catalana Proa sono le case editrici che ne hanno acquistato i diritti. La scelta di puntare sulla scrittura si è dimostrata azzeccata, anche se a dire il vero lui la racconta così: “Ero a casa che sfogliavo distrattamente «Donna Moderna», quando in un trafiletto ho letto che Fazi Editore pubblicava esordienti e allora mi sono detto ‘Vabbè, vedi mai che…’”. Con il suo secondo romanzo Fabbricato in Italia, Fortunato ha avuto una consacrazione definitiva, ha vinto numerosi premi ed è considerato uno dei talenti più interessanti della narrativa italiana contemporanea (La divertente autopresentazione, presa dal sito di fazieditore.it)

Bibliografia

I due romanzi di Rocco Fortunato si trovano sul sito del suo editore, Fazi

Link

Se vuoi prenotare una copia del romanzo, questo è il link della Rete bibliotecaria Bergamasca:

Una recensione del romanzo dal sito web “Art part of culture”

Un’altra recensione dal blog Liberi di scrivere

 

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Momenti di trascurabile felicità

Momenti di trascurabile felicità

Francesco Piccolo

Einaudi, 2014 (Super ET)

 

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Non parti mai, d’estate. Te ne stai sempre a casa di giorno e giri per la città di notte. E’ il periodo dell’anno che ti piace di più. Agosto: La parte centrale di agosto, meglio. Una settimana, al massimo dieci gioni, quello è il momento perfetto. Tutti vanno in vacanza e tu rimani qui. E’ la tua vacanza senza vacanza.

E’ come se avessi un balcone che affaccia su tutta la città e da giugno la vedessi riempirsi sempre di più, con le notti piene di cose da fare ela gente che non ha nessuna voglia di tornarsene a casa. A un certo punto, però, ti accorgi che la gente laggiù comincia a venire meno. Se ti sporgessi a cercare di ascoltare le parole, sentiresti che si salutano, domani parto ci riivediamo quando torno. Pian piano la città si vuota. E in mezzo ad agosto saluti l’ultimo amico: e finalmente rimani solo.

Così la chiami: la tua vacanza senza vacanza.

Rilanci

Letture Mi ricordo, George Perec, Bollati e Boringhieri, 2013

FilmLa felicità è un sistema complesso, Paolo Genovese, Italia, 2016

Genere

Narrativa

 Parole Chiave

Felicità, frammenti

Trama

“Sei in coda al supermercato in attesa del tuo turno, magari sei bloccato nel traffico, oppure aspetti che la tua ragazza esca dal camerino di un negozio d’abbigliamento. Sei un po’ distratto, insomma. Quando all’improvviso la realtà intorno a te sembra convergere in un solo punto, e lo fa brillare. E allora capisci di averne appena incontrato uno. I momenti di trascurabile felicità funzionano così: possono annidarsi ovunque, pronti a pioverti in testa e farti aprire gli occhi su qualcosa che fino a un attimo prima non avevi considerato.
Per farti scoprire, ad esempio, quant’è preziosa quella manciata di giorni d’agosto in cui tutti vanno in vacanza e tu rimani da solo in città. Quale interesse morboso ti spinge a chiuderti a chiave nei bagni delle case in cui non sei mai stato e curiosare su tutti i prodotti che usano. O la soddisfazione nel constatare che un amico ha ripreso in poco tempo tutti i chili persi con una dieta faticosissima che, per qualche giorno, sei stato tentato di fare anche tu.

A metà strada tra Mi ricordo di Perec e le implacabili leggi di Murphy – ma col gusto tutto italiano della divagazione – Francesco Piccolo mette a nudo con spietato umorismo i piaceri più inconfessabili, i tic, le debolezze con le quali prima o poi tutti noi dobbiamo fare i conti. Pagina dopo pagina, momento dopo momento, si finisce col venire travolti da un’inarrestabile ondata di divertimento, intelligenza e stupore.
Con la stessa sensibilità con cui ha perlustrato l’Italia «spensierata», Francesco Piccolo raccoglie, cataloga e fa sue le mille epifanie che sbocciano a ogni angolo di strada. Perché solo riducendo a spicchi la realtà si riesce ad afferrare per la coda – magari un attimo appena – il senso più profondo della vita” ( tratto da einaudi.it)

Autore

Francesco Piccolo, classe 1964, è scrittore e sceneggiatore. P ha firmato sceneggiature importanti per Nanni Moretti, Paolo Virzi, Francesca Archibugi e Silvio Soldini. Per Einaudi ha pubblicato: La separazione del maschio (2008), Momenti di trascurabile felicità (2010), Il desiderio di essere come tutti (2013) che ha vinto il Premio Strega nel 2014. L’ultimo libro pubblicato è Momenti di trascurabile infelicità(2015).

 Bibliografia

Tutti i libri di Francesco Piccoli nel cataologo on line della Rete Bibliotecaria Bergamasca

Link

La recensione su wuz.it

L’articolo apparso su L’Unità on line

 

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